1888-2018: 130 anni di viaggi in treno tra Como e Lecco

Besa130 di esercizio, e li dimostra tutti. Ci riferiamo alla linea ferroviaria Como-Lecco, inaugurata nel 1888 e della quale ci siamo occupati in più occasioni, per lo più per denunciare i suoi disservizi e le numerose criticità. Eppure quella che può essere considerata la “Cenerentola” dei collegamenti su rotaia comaschi, a differenza di altre direttive del nostro Paese, pur tra mille difficoltà ed altrettanti motivi di inaffidabilità, è sempre stata attiva. La data fatidica del primo viaggio su tutta la direttrice è il 20 novembre 1888 ma la storia di questa linea inizia quasi vent’anni prima ovvero nel 1869 in un periodo particolarmente propizio. Continua a leggere

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Cento anni fa “l’ultimo anno di guerra” – Correva il giorno 23 marzo 1918

Dal fronte
In tempo di guerra…

«In questi giorni, si fanno circolare le più strane notizie di tradimenti compiuti da generali, di soldati arrestati, perché traditori, ed altre, una più grossa dell’altra che basta udirle per capire che sono balle belle e buone. Diffidate di queste notizie: esse non sono vere, e con ogni probabilità sono messe in giro da agenti austro-tedeschi ed a scopo disfattista».

La vita e la guerra…
A proposito di tacchini
«Abbiamo sentito ripetere da molti che, qui da noi, sui nostri mercati di polleria, si è arrivati a pagare un tacchino fino a 90 lire! Sarà una fola. Ma se la cosa fosse vera (e vi è taluno che l’assicura proprio) non sarebbe un sintomo di tal benessere da spaventare il mondo? Intanto noi diciamo la verità: se fossimo a capo di una Provincia e venissimo a cognizione che sui mercati si pagano i tacchini a 90 lire, faremmo arrestare il compratore. Parola d’onore! E lo faremmo arrestare perché vorremmo da lui sapere come e con quali mezzi può spingersi a soddisfare la sua ingordigia ventraiola fino a tal punto! L’oro tedesco corre dappertutto, sia dice: perché molto ne hanno speso e molto sono disposti a spendere pur di riuscire a corrompere le popolazioni dei paesi coi quali sono in guerra. Noi ci siamo messi in testa – e non siamo soli a pensarla così – che chi spende a quel modo non può avere che denaro di ignobile e illegittima provenienza. L’autorità farà bene ad investigare. Chi soffre veramente i disagi di questi critici momenti, ha il diritto di non essere almeno schernito da simili compra-vendite inesplicabili e vergognose!».

La guerra c’è ma la vita continua

Anche i gelsi

«Anche i gelsi non possono più essere abbattuti, essendo state estese ad essi le disposizioni del decreto 21 febbraio 1918 riguardante il divieto di abbattimento degli ulivi. Il divieto di abbattere i gelsi è assoluto, e comprende anche il taglio dei rami principali a meno che si tratti di potatura, di riforma o di ringiovanimento. Chiunque esegue abbattimenti o tagli di gelsi all’infuori delle eccezioni al divieto è punito con pena pecuniaria dal doppio al quintuplo del valore del legno che ne ritrae».

Quella volta che il Como rappresentò ufficialmente l’Italia in Olanda

1950-06-08 La Provincia Como-Utrecht

Da La Provincia dell’8 giugno 1950 la notizia della prima vittoria del Como nei Paesi Bassi 

Al giorno d’oggi le tournee all’estero delle società di calcio non fanno certo più notizia. Eppure non è sempre stato così. Così come il fatto che, sempre nel mondo sportivo moderno, sono (quasi) sempre i club più famosi e facoltosi (Juventus, Inter, Milan ecc.) a confrontarsi con formazioni di altre nazioni, per lo più extraeuropee. La passione sportiva, il confrontarsi con realtà diverse dalla propria, alla base di queste esperienze che sono insite fin dalla diffusione del calcio nel nostro Paese, hanno quindi lasciato spazio per lo più a motivazioni che concernono soprattutto benefici di stampo economico, per lo più in termini di sponsorizzazioni. Qualche decennio fa, come accennato, erano invece motivazioni prettamente sociali che favorivano questi viaggi all’estero. In particolar modo negli anni successi al secondo conflitto mondiale. Tutto questo, nel mese di giugno del 1950, fece sì che il Calcio Como si trovò a rappresentare l’Italia in una tournee prevista in Olanda. Continua a leggere

Cento anni fa “l’ultimo anno di guerra” – Correva il giorno 16 marzo 1918

Nomina a sottotenente 

«Con piacere apprendiamo la nomina a sottotenente degli alpini dei concittadini Aldo Levi e Dombrè Guglielmo. Giungano ad essi le nostre congratulazioni».

La babele dei prezzi
«Al momento di andare in macchina apprendiamo da sicurissima fonte che il sindaco cavalier Noseda e l’assessore Sereni hanno già iniziato le pratiche opportune presso le Autorità militari per avere un’assegnazione di carne congelata e che per ottenerla si interessa vivamente anche il nostro consigliere provinciale, rag. Giuseppe Ferrari, il quale, nella sua qualità di Assessore di Como, farà le pratiche per i rifornimenti col tramite del Comune di Como e per l’uso dei refrigeranti comaschi. Tanto meglio! Plaudiamo all’iniziativa del Comune e facciamo voti che le pratiche necessarie non abbiano ad andare troppo per le lunghe perché il tempo stringe ed il prezzo della carne nostrana aumenta settimanalmente».

 

La guerra c’è ma la vita continua – Alla Società Operaia

«L’assemblea della Società Operaia di Mutuo Soccorso ebbe luogo domenica scorsa ma vi intervennero pochissimi soci. La discussione fu assai movimentata e mentre il presidente, sig. Pietro Bernasconi con un felice discorso ha fatto appello alla concordia di tutti i soci per il bene della società, qualcuno dei presenti non ha creduto di accogliere questo appello e non ha mancato di regalare parole fuori posto».

Consiglio Comunale

La seduta del Consiglio comunale si tenne sabato sera alle ore 20. Presiedeva il sindaco, cav. Noseda. Dopo la lettura del verbale della seduta precedente si passava all’ordine del giorno ed all’unanimità, facendo voto di pronta guarigione per il signor Alfredo Malacrida, si deliberava la cessione dell’Esattoria comunale al signor rag. Padovani. In seconda lettura si deliberava il compenso al dott. Fasola per la vacanza non fruita nel 1917. Anche la domanda del dottor Fasola veniva accolta all’unanimità. Si procedeva all’estrazione di un membro della Congregazione di Carità, ed essendo uscito il nome del signor Alessandro Molteni, il Consiglio all’unanimità lo riconfermava in carica. A membri della Commissione di prima istanza per l’applicazione delle tasse comunali vennero eletti i signori dott. Carlo Mira, Gatti Camillo e Pesce Riccardo. In seconda lettura veniva deliberato l’aumento di stipendio al messo comunale.

(riproduzione su autorizzazione dell’autore – Luigi Clerici)

La tortuosa storia del rugby a Como

rugby-2269889_1920Un detto dice che la terza volta è quella buona. Il futuro certamente lo dirà ma i presupposti sembrano dar ragione alla cultura popolare. In ogni caso è dal 2005 che prosegue con crescente successo l’avventura sportiva del Rugby Como. A prima vista questa può apparire come una delle più recenti società sportive istituite nel nostro territorio. Un sodalizio che, a tutt’oggi, può vantare una squadra che milita in serie C2 ed un vasto movimento giovanile che si spinge fino ai piccolissimi under 6 senza dimenticare la sezione femminile. Eppure lo sport del rugby ha fatto più volte capolino nella nostra città, in un tortuoso percorso di successi e delusioni sepolti nelle cronache d’epoca. Eventi che meritano di essere ricordati perché, nel suo piccolo, questa società ha contribuito anch’essa a scrivere una parte della storia sportiva della città. Continua a leggere

Il Cinema Alessandro Volta di Cernobbio

Ex Cinema VoltaOggi è soltanto un rudere in attesa di un suo rilancio ma per tanti anni è stato uno dei principali ruoli di incontro e di divertimento della città di Cernobbio in un’epoca quando la televisione non era ancora stata inventata e le occasioni di divertimento erano rappresentate dalla “rivista di avanspettacolo”, dai film, dal teatro. Protagonista è l’ex cinema-teatro “Alessandro Volta” di via Aquileia: una struttura che fino al 1970 ha allietato la vita di tutto il paese e che oggi, così come il suo quasi contemporaneo Politeama, è abbandonata. Va però sottollineato come questo stabile, edificato nei primi del XX secolo, non è stato il primo cinema di Cernobbio. Nel primo decennio del 1900, infatti, era attivo il “Cinema Popolare” ubicato al Primo Crotto: una sala molto spartana nell’edificio lungo via Libertà, edificato dall’impreditore tessile Davide Bernasconi come casa popolare, che oggi ospita il  Comando della Polizia locale. Fu infatti qui che spettacoli e piece teatrali, insieme alle prime proiezioni cinematografiche, iniziarono ad allietare la vita dei cernobbiesi che, ben presto, ebbero l’opportunità addirittura di scegliere come trascorrere il proprio tempo quando, sempre in questo primo decennio del XX secolo, aprì i battenti il teatro della Società Sportiva Savoia. Fino agli ‘30, dunque, furono due le sale attive in paese: locali che in seguito alle vicende belliche del Regno d’Italia, prima nella guerra di Libia e poi nella I guerra mondiale, videro i rispettivi palchi ospitare incontri, concerti e spettacoli di sostegno ai soldati al fronte nonché alle rispettive famiglie rimaste a Cernobbio. Continua a leggere

Cento anni fa “l’ultimo anno di guerra” – Correva il giorno 9 marzo 1918

La babele dei prezzi: bisogna provvedere
«Le lamentele sono generali. Le nostre buone e pazienti donne vedono ormai dileguato al martedì il gruzzolo che dovrebbe durare fino al sabato, e non sanno più a qual santo ricorrere onde poter soddisfare se non completamente almeno in parte le esigenze fameliche dei familiari che lavorano. Il prezzo dei generi alimentari aumenta vertiginosamente e intanto si getta la colpa sul governo e sulla guerra. Il caso deplorevole è da attribuire alla ingorda speculazione dei grossisti che affamano il popolo incassando continuamente bigliettoni. Bisogna provvedere! Quella della carne poi è una questione delle più curiose. La si vende a sei, sette ed otto lire secondo il momento e le persone, e ciò lo prova inconfutabilmente il fatto di due macellai che non hanno gli stessi prezzi. Il calmiere? C’è o non c’è? E se c’è perché non lo si fa rispettare? Viviamo in un felice paese dove purtroppo nessuno di preoccupa di nulla, e si lascia che la gente brontoli. Il governo può far leggi, può compilare decreti, può emanare ordinanze fin che vuole, nessuno le rispetta, ed i prezzi aumentano e la povera gente è costretta ormai al regime dei carcerati. Bisogna che le autorità provvedano, ripetiamo, ma dobbiamo anche aggiungere che i cittadini devono contribuire a facilitare il loro compito, combattendo essi stessi l’imboscamento dei viveri. Quando un esercente offre a titolo di favore un genere a prezzo non conforme al calmiere, lo si denunci senz’altro. Quando un venditore ambulante viene in casa ad offrire lardo, olio, formaggi a prezzi favolosi, lo si faccia arrestare. Invece di sussurrare sommessamente che questo o quell’esercente ha i magazzini pieni di roba si trovi modo di stabilire la verità e se ciò risulterà vero si avvertino i carabinieri o le guardie che provvederanno a fare il resto. Non è far la spia agire in tal modo; è null’altro che fare il bene di tutti. Combattere le false interpretazioni e lavorare unite e compatti a disboscare i viveri».

Disservizio postale
Ormai è diventata un’abitudine. Sei dei sette giorni della settimana i giornali di Milano arrivano a mezzogiorno e vengono distribuiti nel pomeriggio; nei giorni festivi non vengono nemmeno distribuiti. Le generali lamentele non trovano chi le accolga e si tira innanzi alla meglio col solito ritornello della guerra. Non sarebbe opportuno che si trovi modo di far cessare tanto incoveniente?

La guerra c’è ma la vita continua

Assolto in tribunale

«Con piacere apprendiamo che il signor Taroni Domenica contro il quale era stata elevata contravvenzione per mancata denuncia di cereali ha potuto provare al Tribunale la completa sua innocenza e così venne assolto per inesistenza di reato​».