Cento anni fa “l’ultimo anno di guerra” – Correva il giorno 9 marzo 1918

La babele dei prezzi: bisogna provvedere
«Le lamentele sono generali. Le nostre buone e pazienti donne vedono ormai dileguato al martedì il gruzzolo che dovrebbe durare fino al sabato, e non sanno più a qual santo ricorrere onde poter soddisfare se non completamente almeno in parte le esigenze fameliche dei familiari che lavorano. Il prezzo dei generi alimentari aumenta vertiginosamente e intanto si getta la colpa sul governo e sulla guerra. Il caso deplorevole è da attribuire alla ingorda speculazione dei grossisti che affamano il popolo incassando continuamente bigliettoni. Bisogna provvedere! Quella della carne poi è una questione delle più curiose. La si vende a sei, sette ed otto lire secondo il momento e le persone, e ciò lo prova inconfutabilmente il fatto di due macellai che non hanno gli stessi prezzi. Il calmiere? C’è o non c’è? E se c’è perché non lo si fa rispettare? Viviamo in un felice paese dove purtroppo nessuno di preoccupa di nulla, e si lascia che la gente brontoli. Il governo può far leggi, può compilare decreti, può emanare ordinanze fin che vuole, nessuno le rispetta, ed i prezzi aumentano e la povera gente è costretta ormai al regime dei carcerati. Bisogna che le autorità provvedano, ripetiamo, ma dobbiamo anche aggiungere che i cittadini devono contribuire a facilitare il loro compito, combattendo essi stessi l’imboscamento dei viveri. Quando un esercente offre a titolo di favore un genere a prezzo non conforme al calmiere, lo si denunci senz’altro. Quando un venditore ambulante viene in casa ad offrire lardo, olio, formaggi a prezzi favolosi, lo si faccia arrestare. Invece di sussurrare sommessamente che questo o quell’esercente ha i magazzini pieni di roba si trovi modo di stabilire la verità e se ciò risulterà vero si avvertino i carabinieri o le guardie che provvederanno a fare il resto. Non è far la spia agire in tal modo; è null’altro che fare il bene di tutti. Combattere le false interpretazioni e lavorare unite e compatti a disboscare i viveri».

Disservizio postale
Ormai è diventata un’abitudine. Sei dei sette giorni della settimana i giornali di Milano arrivano a mezzogiorno e vengono distribuiti nel pomeriggio; nei giorni festivi non vengono nemmeno distribuiti. Le generali lamentele non trovano chi le accolga e si tira innanzi alla meglio col solito ritornello della guerra. Non sarebbe opportuno che si trovi modo di far cessare tanto incoveniente?

La guerra c’è ma la vita continua

Assolto in tribunale

«Con piacere apprendiamo che il signor Taroni Domenica contro il quale era stata elevata contravvenzione per mancata denuncia di cereali ha potuto provare al Tribunale la completa sua innocenza e così venne assolto per inesistenza di reato​».

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