Il Cinema Alessandro Volta di Cernobbio

Ex Cinema VoltaOggi è soltanto un rudere in attesa di un suo rilancio ma per tanti anni è stato uno dei principali ruoli di incontro e di divertimento della città di Cernobbio in un’epoca quando la televisione non era ancora stata inventata e le occasioni di divertimento erano rappresentate dalla “rivista di avanspettacolo”, dai film, dal teatro. Protagonista è l’ex cinema-teatro “Alessandro Volta” di via Aquileia: una struttura che fino al 1970 ha allietato la vita di tutto il paese e che oggi, così come il suo quasi contemporaneo Politeama, è abbandonata. Va però sottollineato come questo stabile, edificato nei primi del XX secolo, non è stato il primo cinema di Cernobbio. Nel primo decennio del 1900, infatti, era attivo il “Cinema Popolare” ubicato al Primo Crotto: una sala molto spartana nell’edificio lungo via Libertà, edificato dall’impreditore tessile Davide Bernasconi come casa popolare, che oggi ospita il  Comando della Polizia locale. Fu infatti qui che spettacoli e piece teatrali, insieme alle prime proiezioni cinematografiche, iniziarono ad allietare la vita dei cernobbiesi che, ben presto, ebbero l’opportunità addirittura di scegliere come trascorrere il proprio tempo quando, sempre in questo primo decennio del XX secolo, aprì i battenti il teatro della Società Sportiva Savoia. Fino agli ‘30, dunque, furono due le sale attive in paese: locali che in seguito alle vicende belliche del Regno d’Italia, prima nella guerra di Libia e poi nella I guerra mondiale, videro i rispettivi palchi ospitare incontri, concerti e spettacoli di sostegno ai soldati al fronte nonché alle rispettive famiglie rimaste a Cernobbio.

Le cronache d’epoca raccontano che proprio a ridosso della I guerra mondiale in via Aquileia apre i battenti il secondo cinema “Popolare”, diventato “Alessandro Volta” nel corso degli anni ‘20 con ogni probabilità nel solco delle numerose iniziative organizzate a Como e dintorni per ricordare il famoso scienziato. A Cernobbio furono diverse le idee lanciate in proposito e, dedicazione a parte, rimaste sulla carta. Chiuso presto per una serie di lavori la storia vera e propria di questo luogo di intrattenimento prende vita dal 31 agosto 1919 quando riapre affidato ai gestori Marelli e Caimi di Como e dopo un cambio di proprietà. Infatti alla signora Giuseppina Lazzaroni, proprietaria dell’immobile fin dal 6 ottobre 1906, prima data certa dell’esistenza di questa sala per spettacoli, era subentrato il Generale Luigi Ollivieri. Si apre così un periodo particolarmente florido in quanto sul suo schermo trovano spazio i grandi film dell’epoca, dalle pellicole con Ridolini alla prima storica edizione de “Gli ultimi giorni di Pompei”. Pellicole che “registrano indubbiamente soddisfacenti pienoni”. Ogni settimana vengono proposti interessanti programmi ed il successo è tale che, dal 1922, nei mesi estivi di giugno e luglio, vengono organizzati anche spettacoli all’aperto “che richiamano un numeroso pubblico entusiasta e fedele nell’ammirare le buone pellicole che la direzione sa presentare con sano ed artistico discernimento” e nei fine settimana si dà il via alla sperimentazione dei cosiddetti ‘matineé’, ovvero spettacoli pomeridiani con inizio alle ore 16. L’esperimento, però, è ben presto abbandonato in quanto viene deciso di “dare un solo programma per non lasciare al pubblico un intervallo troppo lungo d’aspettativa – si legge in un resoconto d’epoca – che potrebbe scemare l’interesse vivo e divertente procurato dalle visioni meravigliose e spettacolose”.

Nel 1937 l’immobile viene acquistato da don Umberto Marmori, parroco di Cernobbio. Il sacerdote, infatti, era alla disperata ricerca di locali per le lezioni di catechismo e questa struttura, che al primo piano disponeva di ben 9 vani, faceva proprio al caso. L’atto di compravendita, sottoscritto il 19 gennaio 1937, venne effettuato da don Marmori a titolo personale. Infatti, quando nel gennaio del 1945 lo sfortunato sacerdote scompare, dopo le tante sofferenze patite nel corso degli anni della II guerra mondiale per la sua avversione al regime, la proprietà passa alla sorella Irene che il 16 ottobre 1946 la dona alla parrocchia del SS. Redentore affinché “gli stabili vengano destinati ad opere parrocchiali di bene, in modo speciale a ricreatorio infantile”. La formale di accettazione del cinema Teatro Alessandro Volta da parte della parrocchia arriverà però solo nel 1951. In ogni caso, per i successivi 19 anni, la sala torna ad ospitare spettacoli teatrali e cinematografici e sul suo palco si alternano anche i fanciulli dell’oratorio e delle scuole in occasione di recite o eventi. A partire dalla fine degli anni ‘50, però, con una frequenza sempre minore in quanto, in numerose occasioni, l’Amministrazione Comunale e Provinciale sono costrette, da un lato, a censurare l’opera dei diversi gestori che si susseguono nella conduzione della struttura, dall’altro a chiudere la sala per adeguarla all’evolversi delle norme di sicurezza. Questo fino al 1968 dove si svolgono le ultime proiezioni. Nel 1970 l’inaugurazione del nuovo oratorio in via V Giornate, con annessa sala teatro dove venne proiettato il kolossal “La Bibbia”, porta alla definitiva chiusura dello storico stabile di via Aquileia che rimane di proprietà parrocchiale fino al 1985 quando la Curia di Como autorizza mons. Virgilio Bianchi  alla vendita al Comune di Cernobbio. All’Amministrazione è ceduto un immobile “costituito da un locale originariamente adibito a cinematografo al piano terra e da quattro unità abitative al piano primo” che “versano in condizioni di cattivo stato di manutenzione”. Tale situazione non è certo migliorata con lo scorrere del tempo e così questo storico luogo di divertimento è diventato triste testimone di un passo fatto di risa, di spensieratezza, di gioia in destino parallelo al quasi contemporaneo “Politeama” di Como.

Guarda l’articolo pubblicato dal quotidiano La Provincia in data 11 marzo 2018:

La storia dell’ex cinema Volta di Cernobbio 1

La storia dell’ex cinema Volta di Cernobbio 2

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