Quella volta che il Como rappresentò ufficialmente l’Italia in Olanda

1950-06-08 La Provincia Como-Utrecht

Da La Provincia dell’8 giugno 1950 la notizia della prima vittoria del Como nei Paesi Bassi 

Al giorno d’oggi le tournee all’estero delle società di calcio non fanno certo più notizia. Eppure non è sempre stato così. Così come il fatto che, sempre nel mondo sportivo moderno, sono (quasi) sempre i club più famosi e facoltosi (Juventus, Inter, Milan ecc.) a confrontarsi con formazioni di altre nazioni, per lo più extraeuropee. La passione sportiva, il confrontarsi con realtà diverse dalla propria, alla base di queste esperienze che sono insite fin dalla diffusione del calcio nel nostro Paese, hanno quindi lasciato spazio per lo più a motivazioni che concernono soprattutto benefici di stampo economico, per lo più in termini di sponsorizzazioni. Qualche decennio fa, come accennato, erano invece motivazioni prettamente sociali che favorivano questi viaggi all’estero. In particolar modo negli anni successi al secondo conflitto mondiale. Tutto questo, nel mese di giugno del 1950, fece sì che il Calcio Como si trovò a rappresentare l’Italia in una tournee prevista in Olanda. Con i giocatori delle squadre più importanti impegnati nelle sfortunate partite della Coppa del Mondo che si stava disputando in quelle settimane in Brasile (l’edizione del famoso “Maracanazo”, ovvero la vittoria per 2-1 dell’Uruguay allo stadio Maracanà sui padroni di casa favoriti per il titolo), la Federazione Italiana incaricò il Como di rappresentare il nostro Paese in Olanda. Dopo tutto l’invito non nasceva per caso. Unica formazione della massima serie a schierare praticamente solo giocatori italiani (l’unico straniero, il cecoslovacco Chawko, aveva disputato solo sei partite nella stagione e di li a poco sarebbe stato ceduto), il Como aveva concluso la sua prima esperienza in serie A con un più che onorevole VI posto a pari merito col Torino. Il miglior risultato di sempre degli azzurri nella categoria principe del calcio italiano inoltre era stato conquistato con una squadra pressoché identica a quella che solo dodici mesi prima aveva consentito alla compagine lariana di vincere la serie B. Fu così che il 1° giugno del 1950 i giocatori azzurri presero la via dei Paesi Bassi dove avrebbero disputato tre partite. La prima vide il Como vincere agevolmente sull’Utrecht, società che diversi decenni più tardi avrebbe fatto crescere tra le sue fila un certo Marco Van Basten, per 9-2 il 6 giugno. Tre giorni più tardi a fare le spese della solidità azzurra fu il Den Haag. La squadra de L’Aja fu battuta per 3-1. Terzo avversario fu il Willem II di Tillburg. A questa partita è legato un aneddotto, anche in questo caso, veramente d’altri tempi. La partita, infatti, avrebbe dovuto iniziare alle ore 17 sennonché, con i giocatori azzurri già negli spogliatoi ed un nutrito pubblico sugli spalti (le cronache d’epoca riportano di oltre ventimila spettatori presenti), un dirigente del Willem II comunicò che la sua squadra sarebbe scesa in campo con soli dieci atleti in quanto, malgrado si trattasse di un incontro internazionale, ad un giocatore olandese che lavorava in una certa fabbrica non era stato concesso di lasciare il posto di lavoro mezz’ora prima per prendere parte in orario alla gara. I dirigenti azzurri si opposero a tale situazione e decisero di aspettare l’arrivo del giocatore avversario prima di dar vita all’incontro. Sennonché si presentava un secondo problema: come intrattenere il pubblico presente fino all’avvio del match? Grazie alla disponibilità dell’allora portiere titolare azzurro, Franco Cardani, venne deciso che l’estremo difensore si sarebbe cimentato in una serie di parate mentre due azzurri, alla volta, scagliavano tiri contemporaneamente verso la sua porta. L’estemporaneo diversivo ottenne un successo insperato ed alla fine Como e Willem scesero in campo per la partita prevista alle 17:40. Anche questo terzo match arrise ai colori azzurri: 4-2 la vittoria finale. Lunedì 12 giugno la comitiva lariana, che in un primo tempo avrebbe dovuto fare tappa anche in Germania Occidentale per disputare altre amichevoli contro compagini tedesche, riprese invece la via per l’Italia accompagnata dal calore e dalla sportività dimostrata dalle formazioni e dal pubblico olandese che avevano caratterizzato questa esperienza. Praticamente lo stesso Como si presentò, nel successivo mese di settembre, al via nel secondo campionato di serie A della sua storia, concluso con un più che onorevole VIII posto finale. L’avventura in massima serie sarebbe durata altre due stagioni. Solo nel mese di giugno del 1953 il Como sarebbe retrocesso in serie B ed avrebbe dovuto aspettare 22 anni prima di assaporare nuovamente il sapore della massima serie calcistica italiana. Ben più lunga fu invece l’attesa per assistere ad una nuova tournee estiva degli azzurri. Questa sarebbe diventata realtà nell’estate del 1987 in Svezia, grazie alla presenza allora tra le fila lariane dell’attaccante, punta anche della nazionale scandinava, Dan Corneliusson. Una tournee che non ebbe evidentemente l’eco dell’esperienza  di 37 anni prima quando del Como in Olanda ne parlarono diffusamente non solo quotidiani e settimanali comaschi bensì anche la Gazzetta dello Sport in articoli che trovarono posto accanto alle deludenti cronache della nazionale italiana bi-campione del mondo che in Brasile abdicò al possesso della Coppa Rimet dopo la rovinosa sconfitta patita contro la Svezia.

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