Cento anni fa “l’ultimo anno di guerra” – Correva il giorno 23 marzo 1918

Dal fronte
In tempo di guerra…

«In questi giorni, si fanno circolare le più strane notizie di tradimenti compiuti da generali, di soldati arrestati, perché traditori, ed altre, una più grossa dell’altra che basta udirle per capire che sono balle belle e buone. Diffidate di queste notizie: esse non sono vere, e con ogni probabilità sono messe in giro da agenti austro-tedeschi ed a scopo disfattista».

La vita e la guerra…
A proposito di tacchini
«Abbiamo sentito ripetere da molti che, qui da noi, sui nostri mercati di polleria, si è arrivati a pagare un tacchino fino a 90 lire! Sarà una fola. Ma se la cosa fosse vera (e vi è taluno che l’assicura proprio) non sarebbe un sintomo di tal benessere da spaventare il mondo? Intanto noi diciamo la verità: se fossimo a capo di una Provincia e venissimo a cognizione che sui mercati si pagano i tacchini a 90 lire, faremmo arrestare il compratore. Parola d’onore! E lo faremmo arrestare perché vorremmo da lui sapere come e con quali mezzi può spingersi a soddisfare la sua ingordigia ventraiola fino a tal punto! L’oro tedesco corre dappertutto, sia dice: perché molto ne hanno speso e molto sono disposti a spendere pur di riuscire a corrompere le popolazioni dei paesi coi quali sono in guerra. Noi ci siamo messi in testa – e non siamo soli a pensarla così – che chi spende a quel modo non può avere che denaro di ignobile e illegittima provenienza. L’autorità farà bene ad investigare. Chi soffre veramente i disagi di questi critici momenti, ha il diritto di non essere almeno schernito da simili compra-vendite inesplicabili e vergognose!».

La guerra c’è ma la vita continua

Anche i gelsi

«Anche i gelsi non possono più essere abbattuti, essendo state estese ad essi le disposizioni del decreto 21 febbraio 1918 riguardante il divieto di abbattimento degli ulivi. Il divieto di abbattere i gelsi è assoluto, e comprende anche il taglio dei rami principali a meno che si tratti di potatura, di riforma o di ringiovanimento. Chiunque esegue abbattimenti o tagli di gelsi all’infuori delle eccezioni al divieto è punito con pena pecuniaria dal doppio al quintuplo del valore del legno che ne ritrae».

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