1888-2018: 130 anni di viaggi in treno tra Como e Lecco

Besa130 di esercizio, e li dimostra tutti. Ci riferiamo alla linea ferroviaria Como-Lecco, inaugurata nel 1888 e della quale ci siamo occupati in più occasioni, per lo più per denunciare i suoi disservizi e le numerose criticità. Eppure quella che può essere considerata la “Cenerentola” dei collegamenti su rotaia comaschi, a differenza di altre direttive del nostro Paese, pur tra mille difficoltà ed altrettanti motivi di inaffidabilità, è sempre stata attiva. La data fatidica del primo viaggio su tutta la direttrice è il 20 novembre 1888 ma la storia di questa linea inizia quasi vent’anni prima ovvero nel 1869 in un periodo particolarmente propizio. L’obiettivo del Regno è quello di modernizzare il Paese ed il mezzo principale per assicurare questo sviluppo è il treno. In quell’anno si incomincia ad abbozzarne l’idea ma è solo nel 1873 che dai pensieri si passa alla carta con la redazione del progetto della “Ferrovia Prealpina”, già individuata da Carlo Cattaneo come parte integrante della “Ferrovia dei Laghi” che avrebbe dovuto collegare tra loro Lecco-Como-Varese e le sponde del lago Maggiore. L’idea di un collegamento diretto tra Como e Lecco suscita immediatamente un vasto interesse e le prospettive sembrano rosee. Il 17 maggio viene presentato alla Camera dei Deputati un disegno di legge che attribuisce molta importanza alla nuova direttrice soprattutto per motivi industriali. A seguito di ciò il Consiglio Provinciale di Como decide di sposare la realizzazione della tratta ma in seguito alle proteste avanzate dalle località non interessate dalla prima ipotesi di tracciato, si lascia spazio ad ulteriori progetti. Ciò si traduce in lungaggini che provocano discussioni e lamentele anche perché, nel frattempo, il primo tratto di questa linea, Como-Albate, viene inaugurato il 28 luglio 1875. Il progetto definitivo per il secondo tronco, Albate-Merone, viene approvato dalla Provincia di Como solo nel 1881 e l’ultimo tratto, da Merone a Lecco, viene invece stabilito nel 1883.

Come si vede l’attuale linea Como-Lecco è il risultato di una serie di compromessi tra varie posizioni che hanno avuto come risultato finale quello di scontentare tutti. Nessuno, infatti, manifesta il suo entusiasmo già  all’entrata in funzione di questa linea, della lunghezza complessiva di 36,5 chilometri, inaugurata, come detto, il 20 novembre 1888 e posta sotto la cura della Società Ferroviaria Rete Adriatica. Se da questo momento, nel bene e nel male, la linea comincia a funzionare va subito rilevato che, a differenza di quanto accade in tante altre parti d’Italia, i territori attraversati non subiscono alcun sviluppo. Anzi, caso più unico che raro nel panorama dei trasporti, critiche feroci animano i commenti rilasciati già a pochi anni dall’inaugurazione. Il servizio, nel migliore dei casi, è definito inaffidabile e sui giornali dell’epoca piovono proteste e critiche. “A Lecco vi si arriva prima in vettura (ovvero con la carrozza a cavalli) piuttosto che in ferrovia” denuncia un viaggiatore il 21 gennaio 1893 mentre, nel 1899, riferendosi a come è cambiato il modo di viaggiare tra Como e Lecco, si quantifica in un poco più di un’ora (tre invece di quattro e mezza) il guadagno del treno rispetto alla vecchia diligenza. Già in questo periodo, e questa sarà una costante fino ai giorni nostri, sembra che non esista alcuna volontà di investimento sulla direttrice che, peraltro, non verrà mai elettrificata. A suo favore, però, si muoverà l’Amministrazione Provinciale di Como che nel 1986 riuscirà a scongiurare la sua chiusura durante la famosa stagione dei cosiddetti “rami secchi”, ovvero l’individuazione da parte delle Ferrovie dello Stato, di linee giudicate economicamente in perdita e caratterizzate da un bacino di utenza ridotto: condizioni che non giustificano il suo mantenimento in esercizio. L’aver evitato la sua chiusura, però, è l’unica nota positiva in un quadro, di per sé, desolante in quanto la tratta non ottiene quegli investimenti ed ammodernamenti cui avrebbe bisogno: le stazioni sono sempre più fatiscenti, le occasioni di interscambio con le altre direttrici praticamente nulle, il materiale rotabile quantomeno “datato”. E tale situazione, salvo qualche sporadico miglioramento come l’introduzione dei convogli Stadler comunemente noti col nome di “Besanino”, perdura tuttora. Nonostante questo la sua  ipotetica torta di compleanno annovera ben 130 candeline. Vista la sua storia tumultuosa si tratta di un anniversario di tutto rispetto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...