Buon compleanno stazione di Como S. Giovanni, costruzione né bella né brutta

Como SG (21)143 anni di attività e 50 dall’ultima ricostruzione. Sono questi i numeri che caratterizzeranno la stazione di Como San Giovanni il prossimo 27 luglio. Tanto tempo, infatti, è ormai passato dal giorno in cui il principale scalo ferroviario della città è stato inaugurato ed anche gli attuali fabbricati, oggetto qualche anno di in un intervento di riqualificazione nell’ambito del progetto “100 stazioni”, si apprestano a ricordare il mezzo secolo di vita. La storia di Como San Giovanni, il cui nome particolare deriva dal fatto che per realizzare la linea ferroviaria in convalle venne abbattuto ciò che rimaneva dell’antico monastero di San Giovanni in Pedemonte, inizia dunque nel bel mezzo dell’estate del 1875 quando il treno arriva in Como dopo essersi fermato per qualche decennio a Camerlata. Continua a leggere

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Como e la raccolta dei rifiuti: una storia caratterizzata da lamentele “perpetue”

RifiutiUna delle polemiche che, a Como, non sembra mai conoscere alcuna interruzione di sorta è quella riguardante i servizi ambientali. Del resto in tutta Italia sono ben poche le località i cui abitanti non si lagnano del servizio di pulizia delle strade e di raccolta dei rifiuti. Nel capoluogo lariano l’attenzione verso questo servizio è diventata particolarmente puntuale negli ultimi anni in seguito all’affermarsi della vocazione turistica della città. “Lamentele continue dei cittadini, proteste dei giornali e ripetute discussioni in Consiglio Comunale” non sono però caratteristiche attuali. La frase sopra riportata, infatti, è una citazione da un settimanale cattolico di Como, “La Vita del Popolo”, datato 11 febbraio 1911! Praticamente è trascorso più di un secolo ma il sentore dell’opinione pubblica sul modo in cui vengono svolti i servizi ambientali in città non pare certo cambiato in meglio anche perché, allora come oggi, si chiedono radicali rinnovamenti. Continua a leggere

Cento anni dalla scomparsa di Antonio Ceruti, un Monsignore che arrivò a Casnedo per lenire le sue delusioni “culturali”

Medaglione Mons CerutiA Cernobbio sono nati, o hanno vissuto per una parte della loro vita, numerosi personaggi. Alcuni molto noti anche oggi, altri meno. Tra i “figliocci” della località il cui ricordo è stato ovattato dallo scorrere del tempo, figura certamente un insigne uomo di cultura della seconda metà del XIX secolo, Mons. Antonio Ceruti. Il sacerdote della chiesa Ambrosiana, infatti, spese gli ultimi trent’anni della sua vita a Casnedo ed alla sua morte, avvenuta il 20 maggio del 1918, venne seppellito nel suo piccolo cimitero. È quindi esattamente un secolo che Mons. Ceruti riposa a Cernobbio circondato da quell’ambiente e quella natura che tanto lo avevano appassionato in vita a tal punto da indurlo ad acquistare, nel 1886, villa Flora: una signorile casa di villeggiatura con giardino situata allora nel territorio comunale di Rovenna. Continua a leggere

Da Milano al Lario, il canale dei sogni

Un sogno che nasce nel Rinascimento e che, con qualche evidente evoluzione dovuta allo scorrere del tempo, abbraccia l’età Moderna, il secolo del Lumi, l’Ottocento e la Belle Epoque per poi tramontare definitivamente nei primi anni Venti dello scorso secolo. Stiamo parlando dell’ambizioso progetto di collegare Como e Milano attraverso una via d’acqua navigabile. Primo fautore di questa idea, innovativa i tempi in cui vive, è Leonardo da Vinci che, complice il suo inesauribile genio, ipotizza la possibilità di agevolare il trasporto delle merci dalle Alpi verso il capoluogo lombardo sfruttando Como e il suo lago. Nel corso dei secoli altri seguono, modificando e sviluppando, questo punto di partenza fino al progetto ideato da Pagani. Il canale navigabile è dunque stato uno dei tanti sogni rimasti nel cassetto per migliorare il sistema di collegamento di Como e del suo comprensorio? Probabilmente sì, ma viene certo da innervosirsi pensando che si è  arrivati ad un passo affinché tutto diventasse realtà anche una parte minima di questa proposta, come vedremo, sarà poi destinata a realizzarsi. Continua a leggere

Cento anni fa “l’ultimo anno di guerra” – Correva il giorno 4 maggio 1918

A Cernobbio

La giornata del 1° Maggio
«Giornata ricca di sole e di …tranquillità. Queste le caratteristiche del primo Maggio di questo terzo anno di guerra. In tutti gli opifici più importanti si sospese il lavoro».
Distribuzione dell’olio
«Il Municipio comunica che verrà distribuito l’olio di oliva e di lino in ragione di 100 grammi  per persona lasciando facoltà di scelta per una qualità o per l’altra. Nei prossimi giorni verrà distribuito lo zucchero».

La guerra c’è ma la vita continua

Gita scolastica
«Nel pomeriggio di sabato gli alunni della IV classe con la loro insegnante sig.ra Maglia Rachele effettuarono la gita primaverile. Si recarono a Rovenna e poi scesero a Moltrasio dove visitarono la cascata riportandone la migliore impressione. Alla sera la comitiva era di ritorno contenta della bella giornata trascorsa e con la promessa dell’insegnante che presto sarà effettuata un’altra passeggiata».

La funivia Cernobbio-Bisbino, “il sogno proibito” dell’Esposizione Voltiana del 1927

Vettura funiviaL’Esposizione Voltiana del 1927 è stata un evento sicuramente significativo per la città di Como ed il suo comprensorio ed in effetti ci ha lasciato un’eredità sfruttata ancora oggi, ad esempio, dal punto di vista turistico (il faro di San Maurizio) o sportivo (lo stadio “Giuseppe Sinigaglia”). Eppure il suo lascito avrebbe potuto essere ben più cospicuo se il “sogno” di un avvocato milanese, Piero Giussani, fosse diventato realtà. Questo professionista, infatti, era innamorato di Cernobbio e proprio in vista dell’Esposizione Voltiana lanciò l’idea della costruzione di una funicolare tra Cernobbio ed il monte Bisbino. Un’infrastruttura che avrebbe contribuito alla “completa valorizzazione del nostro Bisbino; un’opera che è destinata ad imprimere grande impulso alla ridente nostra città”. Continua a leggere

Belle Epoque: tutto si evolve. La Como-Lecco no

Retrospettiva giornalistica della storia di questa linea ferroviaria (2)

«Invero è semplicemente enorme che un capoluogo di circondario come Lecco venga tanto distanziato dal suo capoluogo di provincia per colpa di comunicazioni insufficienti tanto più se si pensi che  Lecco dista da Como soli 30 chilometri». Così sul settimanale della Camera di Commercio di Lecco, “La Cronaca”, in data 27 giugno 1908 ci si esprime sui collegamenti tra i due principali centri del Lario. Ogni riferimento al servizio offerto dalla linea ferroviaria Como-Lecco è abbastanza esplicito in quanto la tramvia tra le due località non è ancora stata realizzata. Sono questi gli anni centrali della Belle Epoque, un periodo nel quale la società europea si evolve e guarda al futuro. Ed i mezzi di trasporto, treni in primis, come ormai accade da tanti lustri, continuano a fare notizia per le conquiste che seguitano a raggiungere. Questo, però, non è certo il caso della ferrovia Como-Lecco. È soprattutto nel 1910 che la linea sale nuovamente alla ribalta. Continua a leggere