Un’idea chiamata Europa…un mercato comune nel Medioevo

Hanseatische StadteFra il 1200 ed il 1300 l’Europa, tormentata da guerre e scorrerie di pirati, con popoli che non conoscono ancora il concetto di nazione, cambia nuovamente volto. Il mutamento è solo in parte politico e militare. La maggiore novità è data dal tipo di economia che si sviluppa nel continente. Si sentono parole nuove, come sciopero: se ne ha notizia nel 1250 quando i lavoratori francesi della lana entrano in lotta contro padroni e mercanti. O tariffe preferenziali: i sovrani inglesi, per reciproco vantaggio, fanno pagare una dogana più bassa ai trasportatori tedeschi. Manca un’altra espressione che pure, anticipando i tempi, si sarebbe potuta usare: mercato comune europeo. In quel secolo infatti prende consistenza una rete di comunicazioni commerciali che ben presto collega i Paesi più lontani. Alcune regioni forniscono i prodotti, da altre escono formidabili navigatori che fanno arrivare le merci ai clienti internazionali: poi c’è chi presta denaro, chi assicura le scorte armate. E’ una forma di collaborazione spontanea che determina presto anche la concorrenza, anticipazione delle rivalità che esploderanno nei secoli successivi. Ma per intanto è un mercato che funziona e avvicina tutti i popoli del continente. Continua a leggere

Il settore del legno-arredo nel comasco punta alle nuove tecnologie per fronteggiare la crisi e “voltare pagina”. Le sfide del consorzio “Vero Legno”

Vero Legno volta pagina (2)La lavorazione del legno finalizzata alla produzione di mobili ed elementi d’arredo costituisce una delle attività più diffuse in parte della provincia di Como. E proprio nel comasco, una ventina d’anni fa, è stato costituito un consorzio con l’obiettivo di tutelare i consumatori e difendere i produttori del settore attraverso la promozione di schede prodotto garantite, obbligatorie e valide per legge. Si tratta del Consorzio “Vero Legno” che, al fine di affrontare al meglio le nuove sfide con cui devono confrontarsi gli operatori di questo settore economico (dovute anche agli effetti della crisi, la scorsa settimana ha non solo nominato i nuovi componenti del Consiglio di Amministrazione ma anche illustrato tutta una serie di iniziative che intendono coniugare la passione e qualità offerta dalle ditte e dagli artigiani soci con le nuove tecnologie anche attraverso un maggiore coinvolgimento dei consumatori. Il Consorzio “Vero Legno” ha sede a Mariano Comense e rappresenta centinaia di imprese, buona parte delle quali situata nella Brianza, territorio amministrativamente situato a cavallo tra le province di Como, Lecco e Monza. Sono sicuramente interessanti le modalità scelte da questo consorzio per vincere la difficile sfida della qualità in un mercato sempre più complesso al fine di tutelare la produzione, nonché l’occupazione. Per approfondire queste novità e per discutere del settore del legno-arredo abbiamo incontrato alcuni rappresentanti del Consiglio di Amministrazione di “Vero Legno”. «Vero Legno è nata negli anni ’90 grazie all’impegno ed allo spirito d’iniziativa di rappresentanti del nostro settore. Oggi vogliamo voltare pagina ovvero raggiungere nuovi traguardi e perseguire nuovi obiettivi ma sempre con lo stesso entusiasmo – commenta il Presidente del Consorzio “Vero Legno”, Alessandro Calcaterra -. Per farlo abbiamo promosso tre strumenti. Innanzitutto un logo che certifichi la qualità delle nostre produzioni, “Vero Legno Cert”; un nuovo sito internet che vuole costituire non solo una rinnovata vetrina per il Consorzio e per i suoi associati bensì consentire a tutti i consumatori di conoscere anche cosa c’è ‘dietro le quinte’ delle nostre produzioni. Infine rendere accessibili a tutti, in modo facile e veloce, le caratteristiche dei prodotti “Vero Legno” su smartphone o tablet grazie ad una serie di QRCode dedicati». Continua a leggere

La Regione chiede al Governo attenzione su 37 opere infrastrutturali. Cinque i progetti comaschi

pedemontanaSono 37 le opere infrastrutturali che Regione Lombardia ritiene indispensabili per il territorio. Un lungo elenco che fa parte di un dossier finito sui tavoli del Consiglio dei Ministri in queste ultime settimane e che questo periodo viene riproposto con regolarità in occasione di diverse inaugurazioni (dalla Tangenziale Esterna Milanese al primo lotto della tangenziale di Como). Il corposo documento non nelle pagine quanto nei contenuti, che il governatore Roberto Maroni ha consegnato direttamente al Ministro Graziano Del Rio, elenca diversi progetti stradali e ferroviari che riguardano anche la Provincia di Como. Di fatto non ci sono particolari novità, e questo è un bene, ma ribadisce l’importanza che viene ritenuta strategica di tutta una serie di opere di cui si discute da tempo. Ovviamente l’attenzione, vista anche l’inaugurazione di sabato scorso, è innanzitutto riservata al secondo lotto della tangenziale di Como definito “fondamentale per sgravare dal traffico di attraversamento la convalle del capoluogo comasco, alleggerendo il centro cittadino dai rilevanti flussi di traffico lungo le percorrenze est-ovest o aventi origine/destinazione dalla vicina Svizzera”. Il costo netto dell’opera, secondo il progetto definitivo, ammontava a 690 milioni di euro; importo certamente ridimensionato alla luce della nuova ipotesi di tracciato coerente con la programmata autostrada regionale Varese-Como-Lecco e che si raccorda con la SS342 “Briantea” in Orsenigo. Continua a leggere

Jobs Act: intervista con il sottosegretario del Ministero del Lavoro, Teresa Bellanova

DownloaderHa fatto tappa a Como la scorsa settimana Teresa Bellanova, sottosegretario del Ministero del Lavoro, che sta percorrendo in lungo ed in largo l’Italia, in particolar modo i suoi distretti produttivi, per presentare le caratteristiche e per discutere con gli esponenti del mondo imprenditoriale e sindacale del Jobs Act, ovvero il disegno di legge delega sulla riforma del mercato del lavoro attribuita dal Parlamento al Governo nello scorso autunno. Nelle ultime settimane una parte dei media comaschi hanno sottolineato come i primi effetti dell’applicazione concreta delle riforme previste appunto dal Jobs Act stiano iniziando a dare i primi, seppur timidi, risultati concreti. La presenza dell’On. Bellanova ha rappresentato un momento importante per discutere di politiche in materia di lavoro…ma proprio visto che si tratta di una riforma il punto di partenza appare scontato: basta una semplice delega da parte del Parlamento al Governo per creare effettivamente nuova occupazione in Italia? “L’obiettivo del Jobs Act è assicurare una giusta flessibilità ad alcuni istituti già presenti nella legislazione italiana in materia di lavoro al fine di riportare il maggior numero di persone all’interno dei processi produttivi – ci ha sottolineato Teresa Bellanova -. Ad esempio nuove disposizioni riguardano l’istituto degli ammortizzatori sociali. Certo, le opportunità di lavoro si possono creare in Italia innanzitutto lasciandosi definitivamente alle spalle una certa mentalità che per anni ci ha visto girare l’Europa affermanado che la crisi non si sarebbe mai fatta sentire perché l’Italia era un paese in crescita. Quanto sta succedendo da ormai diverso tempo a questa parte in tutto il Paese abbia insegnato a tutti come ci si sia fortemente sbagliati in passato”. Continua a leggere

Il punto sulla disoccupazione in Canton Ticino

2012                                            2013

                                    gennaio   marzo   settembre            Gennaio    marzo   settembre

 

Disoccupati iscritti :

 

TOTALI                      7887     7163         6630                 8428        7370       6780

 

di cui : Svizzeri              3866      3619          3470                   4039         3680        3503

 

Stranieri              4021     3544          3160                   4389         3690        3277

 

 

Il periodo peggiore per l’occupazione si è registrato tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013. I dati mostrano un deciso incremento dei disoccupati a gennaio 2013 rispetto al gennaio 2012 : + 6,7%, diviso tra i cittadini svizzeri (+ 4,2%) e gli stranieri residenti (+ 9,2%). La tendenza al miglioramento si nota dal Marzo 2013, mese in cui la disoccupazione aumenta rispetto a 12 mesi prima (+2,9%) ma decresce sensibilmente rispetto al trimestre precedente (- 12%) In questo periodo il calo dei disoccupati premia maggiormente gli stranieri residenti in Svizzera (- 15,8%) che non i cittadini svizzeri (-9.). Continua a leggere

Autunno caldo sul confine

doganaPubblicato su “Il Settimanale della Diocesi di Como” N° 36 del 28 settembre 2013

Non è certo un periodo di rapporti sereni, questo, per i lavoratori e l’economia frontaliera. Gli attacchi da una parte e dall’altra del confine, infatti, si susseguono. Continua a leggere

Nessun boom di apprendisti frontalieri

LavoroIn Canton Ticino la Commissione cantonale per la formazione professionale (CCFP) presieduta dalla deputata PPD Nadia Ghisolfi si è recentemente occupata della campagna di collocamento a tirocinio 2013, che si concluderà ufficialmente a fine ottobre. Dai dati in possesso della Commissione, si può riscontrare tendenzialmente una certa stabilità nel numero delle aziende disponibili ad assumere apprendisti rispetto all’evoluzione degli ultimi anni, e una situazione sostanzialmente analoga a quella dello scorso anno per quanto riguarda il numero di ragazzi e ragazze che stanno ancora cercando un posto di tirocinio. Si è registrato un leggero incremento dei contratti di persone residenti all’estero nei settori dell’edilizia e dell’artigianato, mentre si assiste a un livello stabile, e in alcune professioni anche ad una riduzione, dei contratti stipulati con frontalieri nei settori del commercio, dei servizi, della sanità e del sociale. (TI)