Per una volta parliamo di me…il nuovo sito internet diocesano

Da Il Settimanale del 24 maggio 2018:

“Da domenica 20 maggio è ufficialmente on line il nuovo sito della diocesi di Como. L’indirizzo resta lo stesso, www.diocesidicomo.it, “e siamo ancora in una fase di costruzione e implementazione – spiega Luigi Clerici, che, dallo scorso novembre, sta curando la ristrutturazione dello spazio web diocesano -, ma poiché si era a buon punto, la decisione di cominciare a muovere i primi passi nella rete è stata condivisa da tutti”. L’augurio è quello di completare la migrazione dei dati già esistenti e di portare a regime il nuovo sito per il prossimo, o comunque entro la fine del 2018. “Si tratta di un servizio atteso da tempo e atteso da tutti – afferma don Fabio Fornera, vicario episcopale per Pastorale -. L’idea di fondo, che ha fatto da filo conduttore al rinnovamento del sito, è quella di dialogare gli Uffici di pastorale, i Vicariati, il territorio, ma anche rendere più organica l’anagrafica diocesana (dalle parrocchie, alle comunità pastorali, ai sacerdoti e ai diversi provvedimenti) e fare in modo che la ricerca di quello che interessa possa avvenire secondo criteri differenziati ma accessibili a tutti, sia da chi già conosce la diocesi, sia da chi vi arriva come ospite”. Quindi il motore interno permetterà ricerche per argomento, per realtà proponente, per tematiche o anche per collocazione geografica. La piattaforma di riferimento, aggiunge Clerici “resta quella della Conferenza episcopale italiana, che è stata migliorata e potenziata. Inoltre, con il restyling delle diverse pagine, vi è maggiore uniformità, anche grafica, dei “sotto-siti” espressione dei diversi uffici di pastorale”. Il sito della diocesi non è un organo informativo, ma un sito di servizio: “una scrivania, una bacheca – aggiunge Clerici – dove trovare informazioni, notizie di agenda, documenti, proposte formative, sussidi e materiali per la vita pastorale”. Fra le novità: una “stringa” dedicata integralmente ai Vicariati, che potranno inviare segnalazioni delle attività e delle proposte dal territorio, uno spazio multimediale e un’area da cui saranno immediatamente visibili le ultime notizie dal sito del nostro Settimanale on line, in un’ottica di collaborazione, coordinamento e integrazione fra le diverse piattaforme comunicative presenti in diocesi. “Ci auguriamo – conclude don Fabio – di poter completare il quadro anche con una presenza sui social, che deve essere pensata con intelligenza ma dalla quale non si può oggi prescindere”. Un altro aspetto interessante è la presenza dell’applicazione parrocchie.map, molto utile soprattutto per il calendario e gli orari delle Sante Messe nelle varie realtà diocesane. “Per quest’ultimo aspetto è molto importante la collaborazione delle parrocchie: per qualsiasi informazione, segnalazione o per comunicare gli eventuali siti attivati dalle diverse comunità è possibile scrivere a luigi.clerici@diocesidicomo.it”, indirizzo al quale ci si può rivolgere anche per altri tipi di necessità (naturalmente legate al sito, al suo caricamento e al suo utilizzo). “Un lavoro complesso – sottolinea don Angelo Riva, nella veste di direttore dell’Ufficio diocesano comunicazioni sociali – facilmente intuibile, nella mole di lavoro, dalle diverse sottopagine presenti nel menu di accesso al sito diocesano. Come detto il cammino è appena iniziato. Quindi oltre al ringraziamento per chi ha lavorato in passato e a chi si sta impegnando in questa nuova fase di rinnovamento, non possiamo non dire che il sito funzionerà bene nella misura in cui tutti faranno la propria parte, anche con suggerimenti e correzioni. Lavoro d’insieme e coordinamento sono le parole-chiave per una comunicazione efficace: in un’epoca di interconnessione il tutto funziona solo se continuiamo a parlarci e a integrare guardando oltre i confini degli strumenti a nostra disposizione”.

L’articolo pubblicato sulla pagina de Il Settimanale: Il nuovo sito diocesano

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La funivia Cernobbio-Bisbino, “il sogno proibito” dell’Esposizione Voltiana del 1927

Vettura funiviaL’Esposizione Voltiana del 1927 è stata un evento sicuramente significativo per la città di Como ed il suo comprensorio ed in effetti ci ha lasciato un’eredità sfruttata ancora oggi, ad esempio, dal punto di vista turistico (il faro di San Maurizio) o sportivo (lo stadio “Giuseppe Sinigaglia”). Eppure il suo lascito avrebbe potuto essere ben più cospicuo se il “sogno” di un avvocato milanese, Piero Giussani, fosse diventato realtà. Questo professionista, infatti, era innamorato di Cernobbio e proprio in vista dell’Esposizione Voltiana lanciò l’idea della costruzione di una funicolare tra Cernobbio ed il monte Bisbino. Un’infrastruttura che avrebbe contribuito alla “completa valorizzazione del nostro Bisbino; un’opera che è destinata ad imprimere grande impulso alla ridente nostra città”. Continua a leggere

Il Cinema Alessandro Volta di Cernobbio

Ex Cinema VoltaOggi è soltanto un rudere in attesa di un suo rilancio ma per tanti anni è stato uno dei principali ruoli di incontro e di divertimento della città di Cernobbio in un’epoca quando la televisione non era ancora stata inventata e le occasioni di divertimento erano rappresentate dalla “rivista di avanspettacolo”, dai film, dal teatro. Protagonista è l’ex cinema-teatro “Alessandro Volta” di via Aquileia: una struttura che fino al 1970 ha allietato la vita di tutto il paese e che oggi, così come il suo quasi contemporaneo Politeama, è abbandonata. Va però sottollineato come questo stabile, edificato nei primi del XX secolo, non è stato il primo cinema di Cernobbio. Nel primo decennio del 1900, infatti, era attivo il “Cinema Popolare” ubicato al Primo Crotto: una sala molto spartana nell’edificio lungo via Libertà, edificato dall’impreditore tessile Davide Bernasconi come casa popolare, che oggi ospita il  Comando della Polizia locale. Fu infatti qui che spettacoli e piece teatrali, insieme alle prime proiezioni cinematografiche, iniziarono ad allietare la vita dei cernobbiesi che, ben presto, ebbero l’opportunità addirittura di scegliere come trascorrere il proprio tempo quando, sempre in questo primo decennio del XX secolo, aprì i battenti il teatro della Società Sportiva Savoia. Fino agli ‘30, dunque, furono due le sale attive in paese: locali che in seguito alle vicende belliche del Regno d’Italia, prima nella guerra di Libia e poi nella I guerra mondiale, videro i rispettivi palchi ospitare incontri, concerti e spettacoli di sostegno ai soldati al fronte nonché alle rispettive famiglie rimaste a Cernobbio. Continua a leggere

L’esperienza di Invincible Diving, la libertà dell’attività subacqua senza barriere per portatori di handicap e non vedenti

invincibleL’attività subacquea e le sue emozioni in completa libertà, senza barriere. È questo l’obiettivo perseguito da Invincible diving, associazione nata nello scorso mese di giugno da un gruppo di tre amici entusiasti sub che, dopo aver coltivato per anni la loro passione con varie attività e corsi, hanno deciso di dare la possibilità anche ai portatori di handicap ed alle persone non vedenti, di vivere questa esperienza. Proprio in queste settimane autunnali il sodalizio, che ha sede a Cernobbio e che qualche mese fa ha partecipato ad “Un lago di emozioni”, II giornata dello sport promossa dall’AUS Ninguarda sul lungolago cernobbiese insieme a tanti altri sodalizi che si occupano di attività sportiva per persone sia normodotate che disabili, riscuotendo apprezzamenti ed un vivace interesse, sta promuovendo le proprie attività nel corso di una serie di incontri di presentazione presso alcuni centri del territorio. Continua a leggere

Generi a Colori

20160301_131246E’ stato presentato nella prestissimo cornice di Villa Bernasconi a Cernobbio “Generi a colori. Proposte formative sulle pari opportunità nei contesti multiculturali dei nostri territori”, un percorso di formazione promosso da diverse Amministrazioni comunali del comasco e che ha ottenuto il sostegno di Regione Lombardia. “Dopo l’esperienza di Lario in rete, ampliando il nostro raggio di azione anche a Cernobbio, è stata preparata questa proposta che contempla tutta una serie di iniziative che coinvolgono diversi partner nei territori dei cinque comuni, teatro operativo del progetto, ovvero Como, Cantù, Fino Mornasco, Olgiate Comasco e Cernobbio – ha sottolineato Silvia Magni, vicesindaco del comune di Como -. Ad esempio l’Università dell’Insubria realizzerà nei prossimi mesi una ricerca sui stereotipi e pregiudizi suoi ruoli maschili e femminili nelle diverse culture straniere prevalenti nel comasco coinvolgendo direttamente gli immigrati attraverso un questionario. La seconda azione sarà invece rappresentata da una serie di proposte anche di intrattenimento che vogliono far riflettere”. Generi a colori trae spunto dal fatto che la popolazione straniera nel territorio provinciale ormai rappresenta l’ 8.2% dei residenti. “La condizione della popolazione straniera nel comasco è profondamente cambiata – ha affermato Eleonora Galli, assessore alla coesione ed integrazione sociale del comune di Cernobbio -. Ecco perché è importante un progetto come questo che ci consente, come amministrazioni pubbliche, di interagire con le diverse associazioni che hanno rapporti con gli stranieri”. Secondo il rapporto Caritas 2014 in Provincia provengono da altre nazioni 49.561 persone, il 50,9% donne, con i quali il Centro Servizi per il Volontariato, altro partner di “Generi a colori”, interagisce da tempo attraverso l’organizzazione di momenti di confronto e condivisione. “Il primo evento che aprirà la serie di proposte aperte a tutti e che vedono in prima fila i diversi comuni partner del progetto, si svolgerà il 10 marzo al teatro San Teodoro di Cantù con la proiezione di 10 cortometraggi sulla cultura magrebina cui seguirà un momento di riflessione – ha rilevato Francesco Pavesi, vicesindaco di Cantù -. Le altre serate saranno ospitate da Fino Mornasco il 31 marzo per mettere sotto osservazione l’est Europa (area di maggior provenienza delle cittadine straniere nel comasco), il 14 aprile ad Olgiate Comasco dedicata al Nord Africa, il 5 e il 20 maggio a Como, in biblioteca, rispettivamente su Asia ed America Latina. “Rispetto e diritti sono al centro delle politiche dei nostri Comuni – è stata la riflessione di Marisa Reghenzani, assessore alla Famiglia del Comune di Fino Mornasco – e l’obiettivo è quello di proseguire in un’azione diretta alla cura ed attenzione al tema delle pari opportunità nel confronto con le altre culture”. Da segnalare che è previsto l’ingresso libero a tutti gli incontri.

Un’idea chiamata Europa… L’eredità romana

GiustinianoAnche dopo la calata dei barbari al di qua delle Alpi, l’Impero romano continua sulla carta ad esistere. E’ l’Impero d’Oriente che non ha Roma, Milano o Ravenna come capitale bensì Costantinopoli…Bisanzio. Estende il suo potere in terra africana e soprattutto asiatica, mentre sull’Europa conserva un’influenza molto limitata. Nel VI secolo, quando l’Impero romano d’Oriente raggiunge con Giustiniano il suo massimo splendore, in Occidente, solamente l’Italia, i Balcani, il sud della Spagna appaiono politicamente uniti. L’attuale Francia o la Germania, le grandi pianure slave, sono percorse da tribù di nomadi senza controllo. E’ in questi secoli che comincia a profilarsi un assetto europeo che non sia quello dell’impero romano. I guerrieri nomadi depredano i contadini o li obbligano a pagare duri tributi. Però queste tribù vaganti, come sono venute all’improvviso, così finiscono con l’andarsene; oppure, fondendosi almeno in parte con le popolazioni locali, formano una struttura sociale che resiste nel tempo. Un abbozzo di nazione si avrà solo in seguito, a cominciare dalle grandi comunità germaniche e slave; ma per ogni gruppo che rinuncia alla vita nomade un pezzo d’Europa comincia a prendere forma. Continua a leggere

Como San Giovanni, la notte è un dormitorio

Como SG (21)Ogni sera, nell’androne della stazione di Como San Giovanni, tra la biglietteria, il deposito bagagli e il bar dei cinesi, oppure sui vagoni fermi ai binari o ancora sotto le tettoie degli ingressi, un centinaio di persone si accampa con un sacco a pelo o anche soltanto con un cartone per trascorrere la notte. Sono in maggioranza stranieri, ma ci sono pure gli italiani. Il problema è serio e la situazione è destinata a peggiorare con l’arrivo dell’inverno in quanto la convivenza tra italiani e stranieri, in questa guerra tra poveri, è sempre più difficile.