Dopo tanti anni il 2019 riporterà il Giro d’Italia a Como nel ricordo delle gesta del “campionissimo” Fausto Coppi

SAMSUNG CAMERA PICTURESIl 26 maggio prossimo il Giro d’Italia tornerà a Como per l’arrivo di una tappa. Un appuntamento che si ripropone, per il capoluogo lariano, dopo tanti anni. Per gli appassionati del pedale, inoltre, questo arrivo sarà particolarmente carico di significato perché questo ritorno di una tappa a Como, già protagonista da anni della “classica delle foglie morte” ovvero del Giro di Lombardia, proprio nel 2019 porta con sé tanti ricordi e anniversari soprattutto nel segno del “campionissimo”, ovvero di quel Fausto Coppi cui si è ricordato qualche giorno fa il 58° anniversario della  morte, avvenuta a Tortona il 2 gennaio 1961 in seguito agli effetti della malaria che  aveva contratto nel corso di una corsa ciclistica disputata in Alto Volta (ora Burkina Faso) nel dicembre del 1960 e non riconosciuta dai medici dell’ospedale del centro alessandrino. Quest’anno, 2019, ricorre infatti il centesimo anniversario della nascita di uno dei più forti ciclisti italiani di sempre. Coppi nacque a Novi Ligure il 15 settembre 1919 e dal 1940 si impose nel mondo del pedale vincendo l’ultimo giro d’Italia prima della guerra quando ancora era un gregario al servizio di un certo Gino Bartali col quale diede vita ad appassionati duelli sportivi una volta finito il conflitto che videro i tifosi italiani dividersi in due fazioni a sostegno dell’uno o dell’altro campione, con un certo Fiorenzo Magni a fungere da terzo incomodo. Alfiere della squadra Bianchi, Fausto Coppi scrisse una delle tante pagine leggendarie della sua carriera proprio sulle strade comasche nel corso del Giro d’Italia 1952 che vide Como protagonista di ben due tappe della Corsa rosa. Il 31 maggio ed il successivo 1° giugno di quell’anno, infatti, il capoluogo lariano ospitò due arrivi del Giro nel corso della XIII e della XIV tappa. Nel primo caso, con i corridori in arrivo da Bergamo dopo aver transitato per Lecco e costeggiato la strada rivierasca che dal centro manzoniano porta a Bellagio e quindi a Como, Coppi conservò la maglia rosa (conquistata nel corso della precedente decima tappa sottraendola all’italiano Giancarlo Astrua) mentre primo al traguardo fu Alfredo Pasotti. Il giorno successivo il tracciato Como-Erba fu teatro di una cronometro individuale che vide il campionissimo vincere, come si suol dire in queste occasioni, “a mani basse” ipotecando il suo quarto Giro d’Italia (dopo l’edizione del 1940 si era già ripetuto nel 1947 e nel 1949 arrivando secondo allo spalle di Bartali nel 1946) vinto davanti a Magni ed allo svizzero Kübler. Il successivo 2 giugno la carovana del Giro lasciò Como alla volta di Genova.

Nel ricordo di Coppi, Como sarà protagonista della XV tappa del Giro d’Italia 2019 Ivrea-Como. 237 chilometri che attraverseranno la parte settentrionale della Pianura Padana prima di ricongiungersi ad Asso al percorso “storico” del Giro di Lombardia nella tappa più lunga del Giro nella quale i partecipanti dovranno scalare il Ghisallo, la Colma di Sormano (ma senza il famoso Muro), arrivare a Civiglio ed infine affrontare il colle di San Germo della Battaglia prima di scendere a Como. Una tappa storica ed affascinante giudicata dura dagli organizzatori ma aperta anche agli specialisti delle classiche. (Luigi Clerici)

Foto: dai settimanali sportivi “Lo Sport” e “La Gazzetta dello Sport Illustrata” due immagini di Fausto Coppi impegnato nel Giro d’Italia 1952 (collezione Luigi Clerici)

I primi cento anni della Como Nuoto

Nello scorso mese di settembre sono iniziati i festeggiamenti per il primo centenario di attività della Como Nuoto, la storica società sportiva cittadina famosa in tutta Italia soprattutto per la sua attività nella pallanuoto. Il sodalizio di viale Geno, infatti, vide la luce nel corso del 1919 per iniziativa di Giulio Bucciarelli e Alessandro Cameroni, fondatori del Como Water Polo Club. Come per la maggior parte delle discipline sportive di maggior successo, questi sono ancora anni eroici e pionieristici. Ed in effetti l’attività del Water Polo Club si svolge nel primo bacino del lago, presso le allora Terme Comensi (che erano ubicate, più o meno, dove oggi si trovano la sede dello Yacht Club Como e della Canottieri Lario), esclusivamente nella bella stagione, ovvero da maggio a settembre. Il successo del sodalizio, però, è repentino. Nel corso degli anni ’20 il club si affilia alla Ginnastica Comense ed è così che Luciano Trolli prende parte ai Giochi Olimpici di Amsterdam del 1924 cimentandosi nei 200 metri rana. È nel 1927, in seguito alla costruzione dello stadio “Sinigaglia” che l’attività della Como Nuoto si trasferisce in viale Geno, presso i bagni Margherita. Sono anni importanti per il sodalizio. Nel 1926 Giuseppe Mazza si laurea campione d’Italia nei 200 metri rana, imitato poi (e per cinque volte) da Ernesto Manzoni. Il nuoto comasco è poi presente anche ai Giochi di Stoccolma nel 1928 con Antonio Conelli (cui è co-dedicata l’attuale piscina in corso di sistemazione di Casate), in gara nella staffetta 4×200. Continua a leggere

Il 2018 di Vincenzo Nibali

20181015_141200Successivamente all’arrivo dell’ultimo “Giro di Lombardia”, Como ha ospitato il training-camp della compagine ciclistica “Bahrain-Merida”. L’appuntamento, il primo in vista della stagione agonistica 2019 anche se le gare dell’anno non sono ancora finite, ha visto i vertici della società incontrare i nuovi ciclisti (9) della squadra in modo da saggiarne ambizioni e metodi di preparazione. Il tutto per consentire, a tempo debito, di affinare gli obbiettivi. E non è detto che possa ancora essere Como la sede di questi incontri operativi come ha sottolineato Brent Copeland, general manager del  team Bahrain-Merida, che ha tracciato un bilancio di questi ultimi giorni insieme agli assessori del Comune di Como, Simona Rossotti (al turismo ed al marketing territoriale) e Marco Galli (allo sport). L’occasione, però, è stata quella di incontrare il capitano della squadra, Vincenzo Nibali, con il quale tracciare inoltre un bilancio della sua stagione agonistica, contrassegnata dall’infortunio occorso al Tour de France, e che ha visto l’atleta siciliano tagliare al secondo posto il traguardo sul lungolago cittadino sabato scorso, 13 ottobre, all’arrivo appunto del Giro di  Lombardia. Continua a leggere

Quella volta che il Como rappresentò ufficialmente l’Italia in Olanda

1950-06-08 La Provincia Como-Utrecht

Da La Provincia dell’8 giugno 1950 la notizia della prima vittoria del Como nei Paesi Bassi 

Al giorno d’oggi le tournee all’estero delle società di calcio non fanno certo più notizia. Eppure non è sempre stato così. Così come il fatto che, sempre nel mondo sportivo moderno, sono (quasi) sempre i club più famosi e facoltosi (Juventus, Inter, Milan ecc.) a confrontarsi con formazioni di altre nazioni, per lo più extraeuropee. La passione sportiva, il confrontarsi con realtà diverse dalla propria, alla base di queste esperienze che sono insite fin dalla diffusione del calcio nel nostro Paese, hanno quindi lasciato spazio per lo più a motivazioni che concernono soprattutto benefici di stampo economico, per lo più in termini di sponsorizzazioni. Qualche decennio fa, come accennato, erano invece motivazioni prettamente sociali che favorivano questi viaggi all’estero. In particolar modo negli anni successi al secondo conflitto mondiale. Tutto questo, nel mese di giugno del 1950, fece sì che il Calcio Como si trovò a rappresentare l’Italia in una tournee prevista in Olanda. Continua a leggere

La tortuosa storia del rugby a Como

rugby-2269889_1920Un detto dice che la terza volta è quella buona. Il futuro certamente lo dirà ma i presupposti sembrano dar ragione alla cultura popolare. In ogni caso è dal 2005 che prosegue con crescente successo l’avventura sportiva del Rugby Como. A prima vista questa può apparire come una delle più recenti società sportive istituite nel nostro territorio. Un sodalizio che, a tutt’oggi, può vantare una squadra che milita in serie C2 ed un vasto movimento giovanile che si spinge fino ai piccolissimi under 6 senza dimenticare la sezione femminile. Eppure lo sport del rugby ha fatto più volte capolino nella nostra città, in un tortuoso percorso di successi e delusioni sepolti nelle cronache d’epoca. Eventi che meritano di essere ricordati perché, nel suo piccolo, questa società ha contribuito anch’essa a scrivere una parte della storia sportiva della città. Continua a leggere

L’Esperia ed il sogno dello scudetto nel campionato di calcio svanito per poco

EsperiaSono 25 gli ultras del Como che sono stati colpiti dalla decisione della divisione anticrimine della questura di Como che ha emesso altrettanti Daspo per gli scontri avvenuti fuori dalla stadio Sinigaglia il 14 gennaio 2018 scorso dopo l’incontro con il Varese. Tali disposizioni, che precludono l’accesso agli impianti, hanno durata 3 anni per 12 “tifosi” incensurati e di 5 anni a 13 persone pregiudicate o con precedenti di polizia. Un episodio di cronaca che ben poco ha a che fare con le vicende che contraddistinguono una partita di calcio. Eppure, ancora una volta, sono proprio questi fatti ad occupare spazi importanti sui media a discapito delle gesta sportive. Anzi, arrivando pure a condizionarle. Il Como ha infatti disputato le ultime due partite (peraltro vinte, cosa che ha permesso agli azzurri di occupare saldamente il terzo posto in classifica) senza la presenza sugli spalti di tutti coloro (e sono la maggior parte) che si recano allo stadio per sostenere i colori della loro passione. Tutto questo ci porta a riflettere sul fatto che non sempre è stato così perché ci fu un tempo in cui lo sport, e il calcio, nella nostra città costituì occasione di riscatto per i giovani e, per quasi un decennio, fu una società sportiva a salire in particolare agli onori della ribalta facendo parlare di sé non solo per i risultati raccolti sul campo, dove arrivò a “sfiorare” lo scudetto (e stiamo parlando del titolo tricolore vero e proprio), bensì anche per gli aspetti sociali che contraddistinguevano le proprie attività. Ad incarnare tutto questo fu l’Esperia di Como, società sportiva fondata nel 1914 con la denominazione Associazione Ex Martinitt e composta da ragazzi e studenti provenienti soprattutto dall’orfanotrofio di Como, dipendenza comasca dei Martinitt di Milano. Continua a leggere

Pyeongchang 2018: ecco otto gli alfieri della nostra Diocesi in Corea per i Giochi Olimpici invernali al via il 9 febbraio

Tutto è ormai pronto e nel momento in cui avrete in mano queste pagine mancheranno soltanto alcuni istanti prima che si aprano ufficialmente le Olimpiadi invernali 2018 in quel di Pyeongchang, in Corea del Sud. L’auspicio è che, nei diversi sport in cui è presente, l’Italia possa farsi onore. Dopo tutto le chance di ben figurare, soprattutto in alcune discipline, ci sono. Dei venti atleti lombardi che compongono la delegazione azzurra a questi Giochi Olimpici della neve, otto sono nati nel territorio della Diocesi. Vediamo di scoprire chi sono e quali sono le loro possibilità di medaglia. Una rappresentante del territorio lariano è la pattinatrice Anna Cappellini (di Como, 1987) che si cimenterà nel pattinaggio ritmico insieme a Luca Lanotte con il quale, nel 2014, ha conquistato il titolo iridato a Saitama nel 2014. Un successo mondiale che ha rappresentato l’apice di una carriera costellata di soddisfazioni anche a livello continentale. Anna è sposata con un altro azzurro del mondo del ghiaccio, Ondrej Hotarek, e l’auspicio in Sud Corea è ben figurare e magari riuscire a fare il “colpaccio olimpico”. Continua a leggere