Cento anni fa “l’ultimo anno di guerra” – Correva il giorno 9 febbraio 1918

DiarioSottoscrizione Prestito di guerra alla Posta
«In seguito ad opportuni accordi presi colla Ricevitrice di questo ufficio postelegrafico, il sig. Andreis Comandante di questa Tenenza della R. Guardia di Finanza, ha tenuto ai propri dipendenti delle conferenze inspirate sulla necessità e convenienza di sottoscrivere al Prestito. Il caldo e convincente appello portato fino ai reparti scaglionati sui monti, non fu fatto invano, perché ha fruttato ben 150 adesioni alla sottoscrizione, ed oggi stesso prenotava presso il locale ufficio postale, altrettanti libretti del prestito rateale di L. 100. Nel segnalare il largo contributo portato dal tenente Andreis alla sottoscrizione del Prestito, esprimiamo il nostro vivo compiacimento per l’esito ottenuto, che fu superiore ad ogni aspettativa, e per la manifestazione fatta dal benemerito Corpo delle R. Guardie di Finanza che ha risposto in modo ammirevole alla parola incitatrice del Tenente Andreis, dimostrando ancora una volta come non sia secondo nelle manifestazioni di alto patriottismo. Il personale delle tessiture seriche Bernasconi ha fatto acquisto di un buon numero di libretti del Prestito rateale, e non è esagerazione l’affermare che se tutti avessero sottoscritto nelle proporzioni di Cernobbio S. E. l’On. Nitti non avrebbe motivo di chiedere un’eventuale proroga alla chiusura del Prestito, perché a quest’ora i sei miliardi richiesti sarebbero già stati coperti».

Rinnovo tessera del pane e distribuzione della pasta
«Il Municipio di Cernobbio comunica che martedì, mercoledì e giovedì saranno rinnovate nelle ore d’ufficio le tessere del pane. Coloro che in quei giorni non si recheranno a ritirarle resteranno senza pane per tutta la prima quindicina di marzo. Il Muncipio di Cernobbio comunca poi che da ieri è incominciata la distribuzione della pasta e che tale distribuzione verrà fatta in ragione di mezzo chilo per persona».

Per l’unificazione comunale

«L’idea per l’unificazione dei nostri comuni va incontrando le più vive simpatie e gli assensi più cordiali e autorevoli. Si dice, è vero, che l’attaccamento affettuoso di taluno allo scanno dell’autorità sarà un ostacolo non trascurabile alla realizzazione del bel sogno; ma noi abbiamo troppa fede nella bontà della causa e troppo buon concetto dei singoli nostri amministratori per poter ammettere, sino a prova contraria, che ambizioni meschine, indegne di uomini civili e moderni, ne possano ritardare la soluzione. La quale, in realtà, più che una bella utopia è necessità reclamata da mille bisogni».

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Cento anni fa “l’ultimo anno di guerra” – Correva il giorno 19 gennaio 1918

La messa del dell’onore a Piazza Santo Stefano
«Da qualche tempo nei giorni festivi alle ore 11:30 in Chiesa parrocchiale viene celebrata la Messa del soldato sempre frequentatissima, e da lunedì ogni sera padre Luigi nostro vicario tiene ai soldati prediche patriottiche incitandoli a sopportare con rassegnazione i disagi della vita militare ed a lottare eroicamente per scacciare lo straniero. Anche queste prediche sono frequentatissime».

Conferenza patriottica
«I mutilati di Como dovevano tenere domenica mattina in piazza della Posta una pubblica conferenza con tema patriottico ma poi per circostanze varie, venne rimandata a domenica alle ore 13:00 ed avrà luogo nell’atrio del palazzo Comunale. Nessuno manchi. Parlerà il tenente mutilato Verga».

Pessima qualità del pane
«Da alcuni giorni si mangia qui da noi un pane che è la negazione assoluta dall’alimento sovrano della popolazione… Prescindendo dal colore, il quale può dipendere da un meno accurato abburattamento delle farine, oppure dalla qualità del grano impiegato, sembra che alla farina siano commiste sostanze affatto estranee, o quantomeno si siano usati grani o farine avariate, poiché le pagnottelle anziché emanare il profumo del pane, danno all’olfatto un odore di stantio, di fermentato, di cosa guasta. La popolazione grida e protesta, accusa dolori di stomaco e di pancia e si lamenta coi panettieri; ma questi osservano che non  possono usare che delle farine che vengono loro fornite dal Consorsio Granario, che quindi non è colpa loro se il pane riesce scadente, ed hanno pure ragione, onde ogni protesta, ogni reclamo deve devesi di conseguenza rivolgersi al Consorzio fornitore».

Furto ed assoluzione

«L’impresa Brambilla, assuntrice di lavori stradali in questo comune, avendo constato tempo fa la mancanza di alcuni badili, picconi e coperte denunciava per appropriazione indebita qualificata il lavorante Vitta Gaetano di Carate che ne aveva avuta in consegna, il quale al dibattimento seguito in questi giorni al Tribunale Penale di Como negò l’imputazione addebitatigli dicendo di avere restituito tutto meno le coperte che si erano bruciate, venne assolto per insufficienza di prove difeso dall’avv. Cattaneo Enrico».

Cento anni fa “l’ultimo anno di guerra” – Correva il giorno 12 gennaio 1918

DiarioRassegna settimanale di notizie di cronaca nel corso dell’ultimo anno della Grande Guerra.

Sul campo dell’onore a Piazza Santo Stefano
«E’ pervenuta la notizia alla famiglia che il soldato Cassina Giocondo della classe 1899 è morto in uno ospedale da Campo per ferita grave riportata in combattimento».

Approvvigionamenti
«Per accordi intervenuti tra il Sindaco ed il macellaio signor Butti Pietro, il lardo prodotto coi maiali forniti dal Comune sarà venduto a L. 7.30 il chilogrammo ed allo stesso prezzo il signor Butti venderà anche il lardo di produzione. E’ questa una misura che non mancherà di essere accolta con soddisfazione».

All’Asilo infantile
«Il Consiglio d’Amm. dell’Asilo infantile di Piazza S. Stefano, veduto lo splendido risultato del concorso pro-asilo, che ne assicura il regolare funzionamento, anche in tempo difficile specialmente per le aumentate spese, porge a tutti i benefattori i più sinceri e cordiali ringraziamenti e li assicura della imperitura riconoscenza e gratitudine della popolazione beneficata, e particolarmente del Consiglio di Amministrazione. L’Asilo è stato riaperto lunedì».

Beneficenza a Rovenna
«Apprendiamo che il concittadino Luigi Ortelli residente nella lontana America, ha voluto ricordarsi dei poveri e delle istituzioni nostre, inviando una discreta somma perché fosse tra loro ripartita».

Quando con la Comense finì sul podio in serie A ma sul campo da basket giocavano gli uomini

Stadio Civico Arena

Il famoso stadio Civico Arena di Milano, primo stadio del capoluogo lombardo che ospitò non solo partite di calcio bensì anche gli incontri, disputati all’aperto, dei primi campionati italiani di pallacanestro nei quali la Ginnastica Comense si comportò in modo più che egregio.

Come  ha affermato il presidente del CONI, Giovanni Malagò, il 2017 è stato un anno record per l’Italia che ha conquistato un gran numero di titoli mondiali in numerose discipline sportive olimpiche (ben 73!). Anche la città di Como ha vissuto a dicembre un momento particolare in cui sono stati premiati, dall’Amministrazione Comunale, 65 giovani atleti (under 14) di 23 società sportive cittadine che si sono particolarmente contraddistinti durante l’anno. Eppure non tutto lo sport non vive un periodo particolarmente florido nel nostro territorio. La prima parte dell’anno scorso passerà infatti agli archivi come l’ennesimo periodo burrascoso per lo storico Calcio Como, passato da un fallimento ad acquisizione fantasma per poi ritrovarsi in serie D, mentre delle altre società di altre discipline, che un tempo militavano con successo anche nelle rispettive serie A, si sono perse le tracce nelle categorie inferiori. Anche dal punto di vista dell’impiantistica le cose, finora, non sono andate tanto bene anche se il 2018 potrebbe portare (finalmente) al rifacimento del palazzetto dello Sport di Muggiò e ad un quantomai necessario intervento di ristrutturazione per lo stadio del ghiaccio di Casate. Il quadro complessivo, quindi, è a tinte fosche con sprizzi di colore che fanno sperare in un futuro roseo. Ed appunto per questo vogliamo iniziare a raccontarvi alcune storie, nella maggior parte dimenticate, che in passato hanno visto lo sport e la città di Como primeggiare. Iniziamo parlando della Ginnastica Comense che, tra l’altro, è stata costretta a migrare da Como a Cernobbio per il saggio della sezione ginnastica mentre lo storico palazzetto di Casnate con Bernate, in cui con la compagine di pallacanestro femminile conquistò tanti scudetti (e detiene ancora il record di vittorie nazionali con 15 titoli), ora non ha neppure l’agibilità per il pubblico. Tutti sanno che questo sodalizio è nato nel 1872 e che, fin dai suoi  primordi, si occupò di numerose discipline, alcune delle quali poi abbandonate. Continua a leggere

La “Leggenda” dal Piave al Lario

LeggendaLa vostra leggenda del Piave al fronte è più di un generale!… Così recita un telegramma, ora conservato presso il Museo delle Poste Italiane, scritto dal Comandante
del Regio Esercito, Armando Diaz, nel 1918 ed indirizzato ad “E. A. Mario”, pseudonimo sotto il quale si celava Giovanni Gaeta, autore del canto impegnato al fronte come volontario. La terza figlia del Maestro, Italia Terza Desiderata, insieme al nipote, Guido Nicolardi, da poco più un anno risiedono a Cernobbio. La località del Basso Lario era infatti molto apprezzata e frequentata negli anni ’30 del secolo scorso dal famoso compositore, autore di oltre 2.300 canzoni alcune delle quali molto popolari ancora oggi: «Mio padre amava Cernobbio ed il lago – racconta Italia Gaeta -, che anche io frequentai da bambina. Spesso veniva nel Comasco che era un territorio che lo aveva sempre affascinato durante i suoi viaggi di lavoro soprattutto dal 1930, quando aveva fondato una casa Editrice, la Edizioni Mario, a Milano ma aveva anche deciso di risiedere a Varese. In famiglia conserviamo ancora numerose sue cartoline spedite proprio da Cernobbio dove ora ci siamo trasferiti».

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Diario di Guerra (1915-1918) XLV-XLVI settimane – avvenimenti fino all’8 aprile 1916

La lotta continua ed intensa si va svolgendo su tutti i fronti, ed ovunque le cose pare si vadano mettendo bene per la Quadruplice intesa. La caduta di Erzerum ha demoralizzato i Turchi i quali arrivano perfino a parlare di pace e la chiederebbero ben volentieri se i Tedeschi che spadroneggiano a Costantinopoli non li minacciassero di guai seri se osassero tanto. Lunedì ancora una volta gli austriaci hanno tentato un raid aereo su Milano ma fu impedito dai nostri aviatori i quali fugarono i nemici, non prima però che gettassero qualche bomba su Paderno d’Adda, su Desenzano e su altri paesi della provincia di Brescia e di Bergamo. In Albania nulla di nuovo, sui mari anche, ed in Francia furono atterrati uno Zeppellin, e sugli aeroplani che tentarono volare su Parigi e su altre città per gettare bombe. A Salonicco calma ed anche in Mesopotamia. In Alsazia la lotta è sempre più intensa”.

Ed a Cernobbio…
La scorsa settimana abbiamo parlato dei rincari sulla legna da ardere e questa volta torniamo ad occuparci del commercio degli zuccheri. A Cernobbio, infatti, viene diramato il contenuto del Decreto Luogotenenziale datato 18 marzo 1916: “Ogni deposito di zuccheri fuori da magazzini di fabbriche in quantità superiore ai cinque quintali è soggetto a denuncia ed alla vigilanza degli Agenti di Guardia di Finanza nonché alle tenuto di un registro di carico e scarico”. Agli esercizi di vendita al pubblico vengono vietate le vendite superiori a qualche chilogrammo di zucchero. Ma non è solo lo zucchero ha provocare discussioni e polemiche. A Piazza Santo Stefano, infatti, sul ‘bando degli imputati’ finisce anche il prezzo del pane che “si vende a quattro centesimi in più di quanto lo si paga a Cernobbio, a Rovenna ed a Maslianico (…)”.
A Piazza Santo Stefano invece si riunisce il Comitato di Preparazione Civile che “sotto la presidente del Sindaco, ha, fra l’altro definito una seconda distribuzione di sussidi del Comitato giacenti presso il Banco Lariano (sede di Cernobbio) nella complessiva somma di L. 185 a 16 famiglie bisognose del paese aventi consanguinei sotto le armi, nella  misura, secondo i bisogni, di L. 15, 10 e 5 (…) In detta seduta venne altresì deliberato di concedere una gratificazione di L. 10 al soldato d’artiglieria Urio Ernesto, nativo di questo comune, ora in licenza, a titolo di premio per il suo atto di patriottismo compiuto presentandosi sotto le nostre armi pur trovandosi fin da bambino domiciliato a Mendrisio (Svizzera)”.

La guerra c’è ma la vita continua…
Siccome buona parte dei nostri musicanti hanno risposto all’appello della Patria e sono sotto le bandiere causando una completa inattività allo Società Filarmonica di Cernobbio un gruppo di vecchi musicanti ha deciso di rimpiazzarli temporaneamente fino al loro ritorno, e, sotto la direzione del maestro sig. Fasana vanno preparandosi attivamente per concerti e partecipare a manifestazioni patriottiche”.

Diario di Guerra 1915-1918 / 44^ settimana

XLIV settimana – avvenimenti fino al 25 marzo 1916

Ricca di avvenimenti importanti è la cronaca della guerra questa settimana. Da parte nostra abbiamo continuata la lotta con attività, e gli austriaci furono respinti sempre nei loro tentativi di riprendere le posizioni perdute. I russi hanno sconfitto i turchi in Armenia che hanno conquistata ormai tutta con la capitale Erzerum. In Alzasia i tedeschi dopo un vivo bombardamento hanno tentata l’offensiva, ma furono respinti con gravi perdite. Bombardarono allora Belfurt, ed i francesi per rappresaglia distrussero Bisel ed altri paesi tedeschi. Nella Champagne anche si lotta ed i franco-belgi respingono gli attacchi tedeschi. In Galizia, in Polonia, la lotta è più viva e così in Mesopotamia. In Albania gli austro-bulgari sono a Tirana. Purtroppo però dobbiamo registrare uno dei tanti episodi della barbarie dei nostri nemici, i quali speravano di impressionare le popolazioni ed invogliarle a chiedere al Governo la fine della guerra. Ottennero invece il contrario perché da ogni parte si sono elevate voci di sdegno, di esecrazione e di odio. Ovunque le poveri vittime innocenti ebbero onoranze solenni e sulle loro fosse fu ripetuto il giuramento di continuare la lotta fino alla vittoria completa e di vendicare la barbara azione degna del popolo più vile. La Grecia continua nella sua neutralità, la Romania anche”.

Ed a Cernobbio…
Come abbiamo già avuto modo di appurare gli effetti della guerra si fanno sentire sempre con maggiore insistenza nei confronti della popolazione civile. Abbiamo già avuto modo di parlare di diversi rincari, sia per generi alimentari, sia per altri beni. Dopo il carbone, che ha animato le discussioni ad inizio anno, il mese di marzo si apre con la preoccupazione per i continui aumenti nel costo del legname: “Dunque, il prezzo del legname è salito ad altezze inaspettate: 145-150-160 lire il m³ per l’ordinario tavolame di abete. E in questo, come in tanti altri casi analoghi, i consumatori strillano e gridano all’ingorda speculazione. Calmieri, prezzi di Stato ed altrettanti strumenti ancien règime sono rimessi a nuovo. Con buoni effetti?”. A livello politico si cerca, comunque, si stemperare la situazione e giustamente si registrano interventi che indicano come i rincari siano dovuti principalmente: “Essendo cessata l’importazione austriaca, che era i 6/7 del consumo italiano (…)”.
In questo periodo si ripropone il triste rito del lutto per la scomparsa di cittadini cernobbiesi al fronte. Il 24 marzo 1916 viene colpito a morte dal fuoco nemico Antonio Frangi, soldato del 137° Regg. Fanteria Reparto Zappatori. L’episodio avviene sul Monte Sei Busi e le cronache ricordano come il soldato trentenne rimase al suo posto noncurante delle ferite. Frangi verrà decorato con la “Medaglia di Bronzo” con la seguente motivazione: “Primo in tutti i lavori in trincea più pericolosi, diede ripetute prove di ardimento e di calma sotto il fuoco nemico”.

La guerra c’è ma la vita continua…
Pure domenica la vetta del Bisbino ed il Santuario furono sempre affollati da gente recatasi lassù attratta dalle splendide giornate passate ed a pregare per i soldati e per la Patria. Il Santuario restò aperto fino al pomeriggio, sempre frequentato dal popolo. Da parte sua l’ottimo signor Riva del Ristorante Alpino come sempre fu ospitale con tutti coloro che ricorsero a lui, accogliendoli nelle capaci e ben riscaldate sale del Ristorante per la refezione, che, come si sa ormai da tutti, è sempre servita con inappuntabilità rara ed i prezzi non certo superiori a quelli praticati dagli alberghi di pianura”.