La scomparsa di Fattori, ultimo giocatore del Como che si impose nel Torneo Lombardo 1944/45

Titoli della Gazzetta dello Sport, marzo 1945, dedicati al Torneo benefico lombardo

La notizia degli arresti domiciliari spiccati nei confronti dell’ex presidente del Calcio Como Srl, Pietro Porro, e di Flavio Foti, già numero 2 della società di viale Sinigaglia, la scorsa settimana ha riportato agli onori delle cronache la vicenda del fallimento del Como avvenuto nel mese di luglio del 2016 sottraendo spazio alle gesta sportive del nuovo club calcistico cittadino che, comunque, ben si sta comportando nel campionato di serie D dove occupa attualmente il III posto, anche se un po’ attardato dalla coppia di testa composta da Caronnese e Gozzano. La vicenda di cronaca, infatti, ha riguardato la decisione della Procura della Repubblica presa nei confronti dei due ex dirigenti accusati di “bancarotta per distrazione e dissipazione” e “bancarotta preferenziale”. Il loro comportamento, infatti, avrebbe provocato un danno per i creditori della Calcio Como SRL, tra i quali l’Erario (per 414.570,59 euro), l’INPS nonché i dipendenti. Gli arresti effettuati la scorsa settimana seguono il sequestro preventivo, risalente al mese di aprile del 2017, del Centro Sportivo “Mario Beretta” di Orsenigo al centro di una transazione che avrebbe sempre danneggiato i creditori dell’ex società calcistica. Una vicenda, quindi, “amara” per il calcio a Como quando queste settimane ci offrono ben altri motivi per parlarne.

Continua a leggere

Annunci

Cento anni fa “l’ultimo anno di guerra” – Correva il giorno 12 gennaio 1918

DiarioRassegna settimanale di notizie di cronaca nel corso dell’ultimo anno della Grande Guerra.

Sul campo dell’onore a Piazza Santo Stefano
«E’ pervenuta la notizia alla famiglia che il soldato Cassina Giocondo della classe 1899 è morto in uno ospedale da Campo per ferita grave riportata in combattimento».

Approvvigionamenti
«Per accordi intervenuti tra il Sindaco ed il macellaio signor Butti Pietro, il lardo prodotto coi maiali forniti dal Comune sarà venduto a L. 7.30 il chilogrammo ed allo stesso prezzo il signor Butti venderà anche il lardo di produzione. E’ questa una misura che non mancherà di essere accolta con soddisfazione».

All’Asilo infantile
«Il Consiglio d’Amm. dell’Asilo infantile di Piazza S. Stefano, veduto lo splendido risultato del concorso pro-asilo, che ne assicura il regolare funzionamento, anche in tempo difficile specialmente per le aumentate spese, porge a tutti i benefattori i più sinceri e cordiali ringraziamenti e li assicura della imperitura riconoscenza e gratitudine della popolazione beneficata, e particolarmente del Consiglio di Amministrazione. L’Asilo è stato riaperto lunedì».

Beneficenza a Rovenna
«Apprendiamo che il concittadino Luigi Ortelli residente nella lontana America, ha voluto ricordarsi dei poveri e delle istituzioni nostre, inviando una discreta somma perché fosse tra loro ripartita».

Sulle rive del Breggia il primo velodromo italiano: fucina di record e di gare nazionali

ciclismo eroico

Tutti gli appassionati di sport avranno, almeno una sola volta nella vita, sentito parlare del Velodromo Vigorelli di Milano, il famoso anello dedicato per tanti anni al ciclismo e che sul terreno vide, tra le tante gesta, Fausto Coppi conquistare il primato del mondo dell’ora in piena seconda guerra mondiale, ovvero nel 1942. Una struttura costruita per sostituire una precedente impianto, il Sempione che si trovava a poca distanza il quale, a sua volta, aveva preso il posto di un più antico “ciclodromo” risalente al 1907. Tre  impianti, realizzati a Milano in meno di trent’anni, “figli” però di una geniale ed innovativa idea che arriva da Como e che scrisse pagine importanti in un’epoca dove storia e leggenda del ciclismo convivono nelle gesta di popolari campioni del pedale, per lo più milanesi, dell’epoca: il velodromo di Villa Erba a Cernobbio. Realizzato nel 1898, in legno, per iniziativa della Società Ciclistica Comense al fine di porre un limite ai funesti incidenti stradali cui quotidianamente erano vittime gli appassionati del pedale dell’epoca durante i loro allenamenti, il velodromo era ubicato nell’area oggi conosciuta come “ex galoppatoio” di Villa Erba. Continua a leggere

Quando con la Comense finì sul podio in serie A ma sul campo da basket giocavano gli uomini

Stadio Civico Arena

Il famoso stadio Civico Arena di Milano, primo stadio del capoluogo lombardo che ospitò non solo partite di calcio bensì anche gli incontri, disputati all’aperto, dei primi campionati italiani di pallacanestro nei quali la Ginnastica Comense si comportò in modo più che egregio.

Come  ha affermato il presidente del CONI, Giovanni Malagò, il 2017 è stato un anno record per l’Italia che ha conquistato un gran numero di titoli mondiali in numerose discipline sportive olimpiche (ben 73!). Anche la città di Como ha vissuto a dicembre un momento particolare in cui sono stati premiati, dall’Amministrazione Comunale, 65 giovani atleti (under 14) di 23 società sportive cittadine che si sono particolarmente contraddistinti durante l’anno. Eppure non tutto lo sport non vive un periodo particolarmente florido nel nostro territorio. La prima parte dell’anno scorso passerà infatti agli archivi come l’ennesimo periodo burrascoso per lo storico Calcio Como, passato da un fallimento ad acquisizione fantasma per poi ritrovarsi in serie D, mentre delle altre società di altre discipline, che un tempo militavano con successo anche nelle rispettive serie A, si sono perse le tracce nelle categorie inferiori. Anche dal punto di vista dell’impiantistica le cose, finora, non sono andate tanto bene anche se il 2018 potrebbe portare (finalmente) al rifacimento del palazzetto dello Sport di Muggiò e ad un quantomai necessario intervento di ristrutturazione per lo stadio del ghiaccio di Casate. Il quadro complessivo, quindi, è a tinte fosche con sprizzi di colore che fanno sperare in un futuro roseo. Ed appunto per questo vogliamo iniziare a raccontarvi alcune storie, nella maggior parte dimenticate, che in passato hanno visto lo sport e la città di Como primeggiare. Iniziamo parlando della Ginnastica Comense che, tra l’altro, è stata costretta a migrare da Como a Cernobbio per il saggio della sezione ginnastica mentre lo storico palazzetto di Casnate con Bernate, in cui con la compagine di pallacanestro femminile conquistò tanti scudetti (e detiene ancora il record di vittorie nazionali con 15 titoli), ora non ha neppure l’agibilità per il pubblico. Tutti sanno che questo sodalizio è nato nel 1872 e che, fin dai suoi  primordi, si occupò di numerose discipline, alcune delle quali poi abbandonate. Continua a leggere

La “Leggenda” dal Piave al Lario

LeggendaLa vostra leggenda del Piave al fronte è più di un generale!… Così recita un telegramma, ora conservato presso il Museo delle Poste Italiane, scritto dal Comandante
del Regio Esercito, Armando Diaz, nel 1918 ed indirizzato ad “E. A. Mario”, pseudonimo sotto il quale si celava Giovanni Gaeta, autore del canto impegnato al fronte come volontario. La terza figlia del Maestro, Italia Terza Desiderata, insieme al nipote, Guido Nicolardi, da poco più un anno risiedono a Cernobbio. La località del Basso Lario era infatti molto apprezzata e frequentata negli anni ’30 del secolo scorso dal famoso compositore, autore di oltre 2.300 canzoni alcune delle quali molto popolari ancora oggi: «Mio padre amava Cernobbio ed il lago – racconta Italia Gaeta -, che anche io frequentai da bambina. Spesso veniva nel Comasco che era un territorio che lo aveva sempre affascinato durante i suoi viaggi di lavoro soprattutto dal 1930, quando aveva fondato una casa Editrice, la Edizioni Mario, a Milano ma aveva anche deciso di risiedere a Varese. In famiglia conserviamo ancora numerose sue cartoline spedite proprio da Cernobbio dove ora ci siamo trasferiti».

Continua a leggere

Verso il declino di Como S. Giovanni?

Como SG (21)Non è certamente uno “scalo” amato e nelle cronache dei giornali finisce sempre per essere accomunato a notizie negative. E l’anno appena iniziato potrebbe riservare nuove “amare” sorprese per la principale stazione ferroviaria cittadina. Anzi potrebbe  segnarne il definitivo declino. Como San Giovanni, infatti, rischia un vero e proprio declassamento, non tanto di nome quanto di fatto, a causa delle due grandi novità ferroviarie che contraddistingueranno il 2017 a Como ovvero l’entrata a regime dei collegamenti Alptransit e l’inaugurazione della nuova stazione di interscambio di Camerlata. Nel primo caso perché i convogli tra Milano e Zurigo effettueranno la sosta a Chiasso, e non a Como. Nel secondo caso perché il nuovo scalo sulla linea Trenitalia per
Monza-Milano prevede, innanzitutto la possibilità di accedere anche alla linea FNM, e poi potrà contare su un posteggio di interscambio che va ad affiancarsi ai posti auto già presenti nelle vicinanze dello scalo di Albate Camerlata, situato a poche centinaia di metri. Il futuro di Como San Giovanni, quindi, sembra essere quello di diventare una stazione a carattere esclusivamente locale, punto di partenza e arrivo per i convogli per Lecco, della linea suburbana S11 per Milano Garibaldi nonché fermata dei convogli TILO diretti o a Biasca o a Milano. Il quadro dipinto, quindi, descrive un vero e proprio declassamento nei fatti dopo le tante richieste che si sono succedute nel corso degli anni affinché questa stazione venisse messa in ordine (cosa che è stata fatta, anche se non del tutto, ma in tempi lunghissimi). Dopo tutto, il rapporto tra la città di Como e la sua stazione principale è sempre stato “burrascoso” e non solo a causa delle vicende correlate alla presenza dei clochard lo scorso inverno e delle centinaia di richiedenti asilo arrivate in città nell’ultima estate. Un progetto per un suo primo rifacimento, datato 1910 (ma che verrà solo parzialmente realizzato in quanto per un vero e proprio restyling degli edifici bisognerà attendere l’immediato secondo dopoguerra), così descrive le differenze tra la città e la sua stazione nel cuore della Belle Epoque: “Mentre la città, rinserrata nel centro, da una parte da una splendida
montagna e dall’altra da una linea di collinette or ridenti ed ora brulle, ha trovato sotto la spinta tenace dell’attività comasca un facile campo espansione, la sua maggiore stazione è rimasta qual’era tanti e tanti anni or sono: costruita a ridosso di un poggio aspro e rigidamente tagliato, sottoposta alle fatali lentezze burocratiche, prima di una grande società, del Governo e dell’Amministrazione statale poi, se non ha peggiorato
per l’inevitabile deterioramento del tempo, certo non è per nulla migliorata nel corso degli anni”. Questa descrizione calza benissimo a pennello anche oggi ed il forte investimento (si tratta di ben sette milioni di euro) per il nuovo scalo di Camerlata, che può contare anche sull’intesa RFI-Trenord, potrebbe definitivamente sancirne il declino.
In un particolare ricorso storico il futuro della stazione, quindi, sembra essere accomunato a quello del monastero di San Giovanni in Pedemonte, che sorgeva nelle sue vicinanze (e da cui ha preso il nome) che venne demolito nella seconda metà
del XIX secolo affinché la linea ferroviaria da Camerlata raggiungesse Como per poi proseguire, con la realizzazione della prima galleria di Monte Olimpino, verso
il Canton Ticino e la Svizzera. Ma la cosa “simpatica” è che ai comaschi del XXI secolo si presenterà una situazione inversamente proporzionale a quanto è accaduto dal 1875 in poi, ovvero tornare proprio in quel di Camerlata per prendere un treno con destinazione “Milano”.

Cento anni fa la “Grande Guerra”: 18 novembre 1916

Al fronte

“Le notizie che abbiamo dai vari fronti sono confortanti, e dimostrano che gli Imperi Centrali non sono più in grado di tener testa dappertutto agli attacchi degli Alleati. Sul Carso e nel Trentino i soldati di Cecco Beppe non possono resistere all’impeto dei nostri e devono scappare ed abbandonare posizioni, prigionieri armi e munizioni.

Gli inglesi hanno fatto un nuovo balzo in avanti nell’Ancre ed hanno catturato più di 5000 prigionieri. In Francia la lotta continua accanita con favore per gli alleati e così pure nella Macedonia, ed in Russia.

I Rumeni, tengono sempre testa agli invasori tanto in Dobrugia che in Transilvania, dove la lotta è continua con ottima fortuna.

Sul mare i Pirati della Kultur vanno silurando navi neutrali e nemiche senza distinzione ed una incursione di torpediniere tedesche nel golfo di Finlandia fu mandata a vuoto dai russi che affondarono parecchie unità tedesche. Una nave tedesca che in acque norvegesi non credette fermarsi alle ingiunzioni di una torpediniera norvegese, fu colpita da cannonate ed obbligata ad obbedire.

Dall’aria i soliti bombardamenti, ed ancora una volta gli aviatori dell’Austria hanno compiuto un orrendo misfatto. Volando su Padova, hanno gettato bombe su di un edificio dove stavano donne e fanciulli, e ne hanno uccise oltre a sessanta ferendone molte altre. Questo misfatto ha indignato tutto il mondo civile che protesta contro gli assassini. Anche il Papa, ha condannato l’atto nefasto compiuto dall’Austria.

In Albania, le nostre truppe procedono gradatamente alla conquista battendo di continuo austriaci e bulgari (…).

 

A Cernobbio

Caduto sul campo dell’onore

“E’ caduto sul campo della gloria il soldato Luigi Avogadro, da qualche anno qui residente colla famiglia, quale colono di villa Torriani. Era stato arruolato recentemente in seguito a nuova visita dei riformati”.

Il pacco da trincea contro i congelamenti

“Due eminenti studiosi dei metodi per proteggere il soldato combattente, il maggiore Casali ed il capitano Pullè, direttore il primo, coadiutore questi del servizio sanitario del Comando supremo, consigliano a tutti quei volenterosi che si prestano a provvedere indumenti per soldato e li inviano agli appositi comitati o agli uffici doni delle armate, di confezionare un “pacco di trincea” contro i congelamenti nel seguente modo:

  • un paio di sopracalze di tela gommata;
  • un paio di zoccoli di qualsiasi forma a suola grossa, con un giro almeno di chiodi;
  • un paio di gambali o calzettoni di lana a maglia per sostituire le mollettiere le quali con l’umidità si restringono, ostacolano la circolazione e favoriscono congelamenti;
  • un vasetto di pomata fatta in base ad una formula felicemente sperimentata e che comprende: polvere di senape gr. 2, tintura di catechu gr. 2, olio di mandorle dolci gr. 40, vaselina gr. 100”.

 

Contrabbando di burro?

“Verso la fine di ottobre era stata sequestrata una certa quantità di burro proveniente dalla Tremezzina e diretto a Cernobbio, donde sarebbe passato poi clandestinamente in Isvizzera (…). Ebbene, questo affare è stato portato alla pretura di Menaggio e consterebbe essere in corso un’inchiesta per poter stabilire press’a poco il consumo di burro nel nostro Comune in confronto cogli altri paese per limitare poi di conseguenza l’introduzione di questo genere di primissima necessità. Chi conosce Cernobbio deve conoscere anche che qui il consumo di burro è indiscutibilmente superiore a quello degli altri paesi e lo prova anche lo straordinario consumo di latte. Tutti gli altri paesi, chi più chi meno, hanno qualche produzione di questo genere alimentare mentre che a Cernobbio non ne abbiamo affatto e se poi si vorrà tener conto anche del numero degli abitanti e si calcoli anche che dei cernobbiesi ben pochi si trovano in condizioni di dover fermarsi a mangiare fuori del paese mentre invece abbiamo tanti operai dei paesi vicini che venendovi a lavorare devono necessariamente mangiare qui almeno una volta al giorno, ed infine tenendo anche conto che pochi paesi come Cernobbio possono contare tanti villeggianti, alberghi, offellerie ed altri mezzi che necessitano di burro più degli altri comuni, in molti dei quali si fa anche consumo d’olio d’oliva di produzione locale. Si comprenderà che la progettata limitazione è un assurdo”.

 

La guerra c’è ma la vita continua

Delizie postali

“Un cittadino lamenta che una cartolina spedita da Milano il 2 Novembre gli è arrivata  Cernobbio il 13 dopo avere sostato a Como all’Ufficio Censura fino al 12. Sono le delizie della Censura e bisogna accettarle senza arrabbiarsi, ringraziando invece lor signori della Censura perché alla cartolina in questione non sia toccata peggior sorte”.