Il viaggio lungo 130 anni di una ferrovia tra ferro, legno e seta: la Como – Lecco

Copertina libro2Il 2018 costituisce un anno particolarmente significativo di ricorrenze relative a diverse linee ferroviarie che hanno avuto, o che recitano ancora, un ruolo nel deficitario (e non pienamente sfruttato) panorama del trasporto pubblico nel nostro territorio. Tra queste un ruolo di primo piano spetta alla linea ferroviaria Como-Lecco inaugurata 130 anni fa. Ci riferiamo alla strada ferrata considerata la “Cenerentola” dei collegamenti comaschi ma che, a differenza di altre, pur tra mille difficoltà ed altrettanti motivi di inaffidabilità, è ancora attiva. Un anniversario che due appassionati del mondo delle ferrovie, Roberto Ghioldi, presidente dell’Associazione Como in Treno, e Salvo Bordonaro, già presidente ed instancabile animatore del Treni Club Brianza, hanno voluto degnamente festeggiare dando alle stampe il volume “La ferrovia Como-Lecco – tra ferro, legno e seta nel cuore della verde Brianza”. Continua a leggere

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Verso il declino di Como S. Giovanni?

Como SG (21)Non è certamente uno “scalo” amato e nelle cronache dei giornali finisce sempre per essere accomunato a notizie negative. E l’anno appena iniziato potrebbe riservare nuove “amare” sorprese per la principale stazione ferroviaria cittadina. Anzi potrebbe  segnarne il definitivo declino. Como San Giovanni, infatti, rischia un vero e proprio declassamento, non tanto di nome quanto di fatto, a causa delle due grandi novità ferroviarie che contraddistingueranno il 2017 a Como ovvero l’entrata a regime dei collegamenti Alptransit e l’inaugurazione della nuova stazione di interscambio di Camerlata. Nel primo caso perché i convogli tra Milano e Zurigo effettueranno la sosta a Chiasso, e non a Como. Nel secondo caso perché il nuovo scalo sulla linea Trenitalia per
Monza-Milano prevede, innanzitutto la possibilità di accedere anche alla linea FNM, e poi potrà contare su un posteggio di interscambio che va ad affiancarsi ai posti auto già presenti nelle vicinanze dello scalo di Albate Camerlata, situato a poche centinaia di metri. Il futuro di Como San Giovanni, quindi, sembra essere quello di diventare una stazione a carattere esclusivamente locale, punto di partenza e arrivo per i convogli per Lecco, della linea suburbana S11 per Milano Garibaldi nonché fermata dei convogli TILO diretti o a Biasca o a Milano. Il quadro dipinto, quindi, descrive un vero e proprio declassamento nei fatti dopo le tante richieste che si sono succedute nel corso degli anni affinché questa stazione venisse messa in ordine (cosa che è stata fatta, anche se non del tutto, ma in tempi lunghissimi). Dopo tutto, il rapporto tra la città di Como e la sua stazione principale è sempre stato “burrascoso” e non solo a causa delle vicende correlate alla presenza dei clochard lo scorso inverno e delle centinaia di richiedenti asilo arrivate in città nell’ultima estate. Un progetto per un suo primo rifacimento, datato 1910 (ma che verrà solo parzialmente realizzato in quanto per un vero e proprio restyling degli edifici bisognerà attendere l’immediato secondo dopoguerra), così descrive le differenze tra la città e la sua stazione nel cuore della Belle Epoque: “Mentre la città, rinserrata nel centro, da una parte da una splendida
montagna e dall’altra da una linea di collinette or ridenti ed ora brulle, ha trovato sotto la spinta tenace dell’attività comasca un facile campo espansione, la sua maggiore stazione è rimasta qual’era tanti e tanti anni or sono: costruita a ridosso di un poggio aspro e rigidamente tagliato, sottoposta alle fatali lentezze burocratiche, prima di una grande società, del Governo e dell’Amministrazione statale poi, se non ha peggiorato
per l’inevitabile deterioramento del tempo, certo non è per nulla migliorata nel corso degli anni”. Questa descrizione calza benissimo a pennello anche oggi ed il forte investimento (si tratta di ben sette milioni di euro) per il nuovo scalo di Camerlata, che può contare anche sull’intesa RFI-Trenord, potrebbe definitivamente sancirne il declino.
In un particolare ricorso storico il futuro della stazione, quindi, sembra essere accomunato a quello del monastero di San Giovanni in Pedemonte, che sorgeva nelle sue vicinanze (e da cui ha preso il nome) che venne demolito nella seconda metà
del XIX secolo affinché la linea ferroviaria da Camerlata raggiungesse Como per poi proseguire, con la realizzazione della prima galleria di Monte Olimpino, verso
il Canton Ticino e la Svizzera. Ma la cosa “simpatica” è che ai comaschi del XXI secolo si presenterà una situazione inversamente proporzionale a quanto è accaduto dal 1875 in poi, ovvero tornare proprio in quel di Camerlata per prendere un treno con destinazione “Milano”.

Il treno a vapore lascia oggi Como…

Grazie agli amici di “Como in treno” ieri pomeriggio è arrivato a a Como un treno storico diretto a Chiasso. Nelle foto alcune immagini della sua sosta ad Albate Camerlata. Salvo variazioni dell’ultima ora il convoglio (vaporiera 625-100 + 2 carrozze “centoporte” + bagagliaio a due assi) ripartirà da Como San Giovanni alle ore 10.00 alla volta di Cantù, Merone, Lecco e quindi Tirano. Committenti della tradotta: una comitiva di turisti inglesi.

Treno a vapore 2  Treno a vapore 3

Stazione unica di Camerlata: occasione per il rilancio del trasporto pubblico a Como e nella sua provincia

Como NOrd CamerlataIl rapporto tra Como e le sue ferrovie sembra essere sempre caratterizzato da quella che può essere definita “un’incomprensione reciproca”. C’è, solo per stare alle ultime notizie, chi si dimentica di indicare la stazione di Como San Giovanni tra le mete che possono essere raggiunte “su rotaia” dal polo espositivo di EXPO 2015; chi protesta sui media locali relativamente all’impossibilità di poter acquistare biglietti ferroviari per le località del Canton Ticino (per non parlare delle aperture a “singhiozzo” degli stessi sportelli che vendono i biglietti); e chi, come la maggioranza di Palazzo Cernezzi, guarda addirittura al futuro cogliendo l’opportunità di confrontarsi sul trasporto pubblico locale con Helmut Moroder, per anni punto di riferimento di questo settore in un contesto dove spostarsi con il proprio automezzo privato molto spesso è inutile e non conveniente, ovvero l’Alto Adige. Tra questi estremi, rispettivamente negativi e positivi, si colloca la progettata nuova stazione di Camerlata, ipotizzata fin dal dicembre del 2006 grazie ad un protocollo firmato allora dal Comune di Como e da Rete Ferroviaria Italiana, che è stata al centro di una serata pubblica di informazione, ma anche di valutazione popolare sul progetto, che si è svolta venerdì scorso presso il centro civico di piazza Camerlata. Di questa infrastruttura se ne parla ormai da anni, anche in questo caso tra alti e bassi ovvero promesse di finanziamento; elaborazioni grafiche, che insieme a tabulati progettuali, vanno e vengono da un’istituzione ad un’altra; e un costante interesse manifestato, però, soprattutto al di là della frontiera. Continua a leggere

Nuova Stazione a Camerlata: un progetto che vale

Como CamerlataMobilità efficiente: per un bene condiviso

  • La cittadinanza in generale: che ha diritto alla mobilità urbana ed extraurbana e alla salute (una migliore qualità ambientale)
  • I pendolari: per i quali la qualità dei trasporti ha un effetto immediato su qualità di vita e realizzazione del diritto al lavoro o allo studio
  • Le categorie economiche: che hanno un interesse legittimo a un’efficiente circolazione di merci e persone (in particolare il settore turistico)

A Como: c’è un patrimonio…

  • 3 linee: Milano-Saronno-Como di FNM Milano-Como-Chiasso di RFI Como-Molteno-Lecco di RFI
  • 7 stazioni ferroviarie: Grandate Breccia Como Camerlata Como Borghi Como Lago Albate Trecallo Albate Camerlata Como San Giovanni più una limitrofa: Chiasso

… da utilizzare Continua a leggere

Inaugurato il tratto ferroviario Mendrisio-Stabio. Dal 15 dicembre ad Albate-Camerlata tornano i TILO della nuova linea di confine

130612_Fermata_Stabio_binari1Tra pochi giorni sarà attivo il nuovo collegamento trasfrontaliero ferroviario TILO S40 che collegherà le stazioni di Albate-Camerlata, via Mendrisio, a Stabio,  con soste anche alle stazioni di Como S. Giovanni, Chiasso e Balerna. La scorsa settimana, infatti, è stato inaugurata la nuova linea ferroviaria Mendrisio–Stabio che assicurerà questo collegamento durante gli orari di punta del mattino e della sera, domeniche escluse. L’entrata in vigore di questo nuovo tronco, parte della linea che in futuro dovrebbe arrivare fino a Varese, comporterà anche l’introduzione di nuove coincidenze a Mendrisio che consentono alle autorità elvetiche di continuare nella politica di potenziamento dell’offerta di servizio di trasporto pubblico quale risposta efficace agli annosi problemi creati dal traffico privato sulle arterie di confine del Canton Ticino. Dopo tante polemiche lo storico scalo di Albate-Camerlata sulla direttrice ex Trenitalia per Milano torna, dunque, ad essere capolinea grazie a queste nuove corse che, è bene ribadirlo, sono diventare realtà grazie ad un sostanzioso finanziamento economico assicurato dalla Svizzera. Del resto TILO ha sempre considerato il bacino di utenza del Comasco particolarmente significativo.

Mercoledì 26 novembre scorso, alla cerimonia di inaugurazione della linea, come già sottolineato purtroppo giustamente definita incompleta fin quando non si chiarirà cosa accadrà sul lato italiano (l’unico dato certo è che i lavori per la costruzione del collegamento Stabio-Arcisate dovranno essere affidati a una nuova impresa con una nuova gara d’appalto e quindi i tempi per l’entrata in vigore del servizio complessivo sono destinati ad allungarsi a dismisura), sono intervenuti esponenti di primo piano nel mondo politico della Confederazione Elvetica. Tra questi Toni Eder, vicedirettore dell’Ufficio federale dei trasporti, e Philippe Gauderon, Direttore di FFS Infrastruttura e membro della direzione del Gruppo FFS che ha ribadito come “L’apertura di una nuova linea è sempre un fatto storico. In Ticino l’ultima inaugurazione risale alla galleria del San Gottardo nel 1882”.

Torna il treno per i frontalieri ad Albate Camerlata ma in città la provocazione è chiudere Como San Giovanni

Convoglio Stadler della TILO in sosta ad Albate Camerlata (foto LCL)

Convoglio Stadler della TILO in sosta ad Albate Camerlata (foto LCL)

Torna il treno dei frontalieri ad Albate Camerlata ma a Como c’è addirittura chi consiglia la chiusura al pubblico della stazione di “San Giovanni” in ottica EXPO 2015 visto il degrado in cui versa la struttura. E’ la situazione paradossale che sta vivendo, sul fronte dei trasporti, il capoluogo lombardo all’indomani delle festività pasquali. Continua a leggere