Il sogno della “Ferrovia Lariana” (lungo la sponda occidentale del lago) per fare concorrenza al “San Gottardo”

Percorso ferrovia LarianaSono ormai decenni che ogni minimo “intoppo” al tunnel del San Gottardo ha pesanti ripercussioni sulla viabilità della città di Como, ed in particolare dell’area di Lazzago e dei paesi limitrofi. Il traffico su gomma, nonostante i passi in avanti compiuti negli ultimi tempi grazie soprattutto all’apertura di Alptransit, costituisce ancora il mezzo insostituibile per assicurare il trasporto delle merci tra il nord ed il sud dell’Europa. Almeno fino a quando il tunnel non entrerà a pieno regime (e questo dovrebbe comunque aprire alle nostre latitudini una riflessione di natura politico-economica su dove i mezzi pesanti che quotidianamente assediano l’ingresso di Como Sud dell’Autostrada A9, saranno dirottati sui treni diretti oltre le Alpi). Eppure la storia di Alptransit, e del tunnel del San Gottardo in generale, avrebbe potuto essere ben diversa. Esattamente un secolo fa Como, infatti, fu al centro di un avveniristico progetto ferroviario che avrebbe dovuto mettere il nostro comprensorio in contatto con la Svizzera utilizzando però un itinerario differente a quello che noi tutti conosciamo. In questo caso, infatti, l’idea era sfruttare le possibilità offerte dallo Spluga per dar vita da una linea ferroviaria internazionale denominata “Ferrovia Lariana”. Continua a leggere

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Il viaggio lungo 130 anni di una ferrovia tra ferro, legno e seta: la Como – Lecco

Copertina libro2Il 2018 costituisce un anno particolarmente significativo di ricorrenze relative a diverse linee ferroviarie che hanno avuto, o che recitano ancora, un ruolo nel deficitario (e non pienamente sfruttato) panorama del trasporto pubblico nel nostro territorio. Tra queste un ruolo di primo piano spetta alla linea ferroviaria Como-Lecco inaugurata 130 anni fa. Ci riferiamo alla strada ferrata considerata la “Cenerentola” dei collegamenti comaschi ma che, a differenza di altre, pur tra mille difficoltà ed altrettanti motivi di inaffidabilità, è ancora attiva. Un anniversario che due appassionati del mondo delle ferrovie, Roberto Ghioldi, presidente dell’Associazione Como in Treno, e Salvo Bordonaro, già presidente ed instancabile animatore del Treni Club Brianza, hanno voluto degnamente festeggiare dando alle stampe il volume “La ferrovia Como-Lecco – tra ferro, legno e seta nel cuore della verde Brianza”. Continua a leggere

Verso il declino di Como S. Giovanni?

Como SG (21)Non è certamente uno “scalo” amato e nelle cronache dei giornali finisce sempre per essere accomunato a notizie negative. E l’anno appena iniziato potrebbe riservare nuove “amare” sorprese per la principale stazione ferroviaria cittadina. Anzi potrebbe  segnarne il definitivo declino. Como San Giovanni, infatti, rischia un vero e proprio declassamento, non tanto di nome quanto di fatto, a causa delle due grandi novità ferroviarie che contraddistingueranno il 2017 a Como ovvero l’entrata a regime dei collegamenti Alptransit e l’inaugurazione della nuova stazione di interscambio di Camerlata. Nel primo caso perché i convogli tra Milano e Zurigo effettueranno la sosta a Chiasso, e non a Como. Nel secondo caso perché il nuovo scalo sulla linea Trenitalia per
Monza-Milano prevede, innanzitutto la possibilità di accedere anche alla linea FNM, e poi potrà contare su un posteggio di interscambio che va ad affiancarsi ai posti auto già presenti nelle vicinanze dello scalo di Albate Camerlata, situato a poche centinaia di metri. Il futuro di Como San Giovanni, quindi, sembra essere quello di diventare una stazione a carattere esclusivamente locale, punto di partenza e arrivo per i convogli per Lecco, della linea suburbana S11 per Milano Garibaldi nonché fermata dei convogli TILO diretti o a Biasca o a Milano. Il quadro dipinto, quindi, descrive un vero e proprio declassamento nei fatti dopo le tante richieste che si sono succedute nel corso degli anni affinché questa stazione venisse messa in ordine (cosa che è stata fatta, anche se non del tutto, ma in tempi lunghissimi). Dopo tutto, il rapporto tra la città di Como e la sua stazione principale è sempre stato “burrascoso” e non solo a causa delle vicende correlate alla presenza dei clochard lo scorso inverno e delle centinaia di richiedenti asilo arrivate in città nell’ultima estate. Un progetto per un suo primo rifacimento, datato 1910 (ma che verrà solo parzialmente realizzato in quanto per un vero e proprio restyling degli edifici bisognerà attendere l’immediato secondo dopoguerra), così descrive le differenze tra la città e la sua stazione nel cuore della Belle Epoque: “Mentre la città, rinserrata nel centro, da una parte da una splendida
montagna e dall’altra da una linea di collinette or ridenti ed ora brulle, ha trovato sotto la spinta tenace dell’attività comasca un facile campo espansione, la sua maggiore stazione è rimasta qual’era tanti e tanti anni or sono: costruita a ridosso di un poggio aspro e rigidamente tagliato, sottoposta alle fatali lentezze burocratiche, prima di una grande società, del Governo e dell’Amministrazione statale poi, se non ha peggiorato
per l’inevitabile deterioramento del tempo, certo non è per nulla migliorata nel corso degli anni”. Questa descrizione calza benissimo a pennello anche oggi ed il forte investimento (si tratta di ben sette milioni di euro) per il nuovo scalo di Camerlata, che può contare anche sull’intesa RFI-Trenord, potrebbe definitivamente sancirne il declino.
In un particolare ricorso storico il futuro della stazione, quindi, sembra essere accomunato a quello del monastero di San Giovanni in Pedemonte, che sorgeva nelle sue vicinanze (e da cui ha preso il nome) che venne demolito nella seconda metà
del XIX secolo affinché la linea ferroviaria da Camerlata raggiungesse Como per poi proseguire, con la realizzazione della prima galleria di Monte Olimpino, verso
il Canton Ticino e la Svizzera. Ma la cosa “simpatica” è che ai comaschi del XXI secolo si presenterà una situazione inversamente proporzionale a quanto è accaduto dal 1875 in poi, ovvero tornare proprio in quel di Camerlata per prendere un treno con destinazione “Milano”.

Accordo tra Italia e Svizzera per i collegamenti internazionali ferroviari delle merci. Sì alla riqualificazione della tratta Chiasso-Como-Milano

Logo_Alptransit120 milioni di euro per gli adeguamenti delle gallerie sulla linea ferroviaria della sponda orientale del lago Maggiore (di fatto da Luino a Gallarate) assicurati dal Governo elvetico mentre l’Italia investirà 40 milioni di euro sulla tratta Milano-Como-Chiasso. E’ questo il contenuto dell’accordo tra Svizzera e Italia circa il finanziamento delle opere di ampliamento ferroviario sull’asse Basilea-Nord Italia. Il governo elvetico, infatti, auspica che entro il 2020 sia operativo un corridoio ferroviario da quattro metri che da Basilea e raggiunga l’area settentrionale del nostro Paese passando per le gallerie di base del San Gottardo e del Monte Ceneri. Continua a leggere

Tagli ai treni regionali dal 2016 sulla linea Chiasso-Milano (nuovi treni merci 800 al giorno) dal Gottardo

Logo_AlptransitIl gruppo di interesse su internet “Italia pendolare” lancia l’allarme in vista di Alptransit, anche se con previsioni che andrebbero esattamente controcorrente rispetto a quanto affermato anche la scorsa settimana nel corso di un convegno ospitato dalla Camera di Commercio di Varese. In ogni caso questo è il messaggio divulgato in rete agli iscritti: “Con buona pace dei pendolari e di chi ha il letto sopra la gallerie o nelle case lungo i binari di tutta la Brianza: la linea Milano- Como- Chiasso diventerà una Tav a prevalenza merci, collegata alla galleria svizzera del Gottardo (progetto elvetico Alptransit). A regime, su questalinea veloce è previsto il transito di 220, 250 e dal 2018 800 convogli nell’arco delle 24 ore, vale a dire più di 10 all’ora, per la maggior parte composti da carrelli portacontainer e porta-semirimorchi. Convogli lunghi fino a 800 metri, con un ingombro di 4 metri in altezza e un carico medio che supera le 2mila tonnellate. Non sta mica scherzando il Gruppo di lavoro su mobilità e trasporto pubblico Monza e Brianza del Comitato San Fruttuoso 2000. I nuovi treni comporteranno tagli ai convogli regionali già dal 2016”.

 

 

Alptransit, Del Tenno: l’Italia rispetterà i tempi

Logo_Alptransit“La risposta migliore che l’Italia potrà dare ad Alptransit è il rispetto dei tempi. E Regione Lombardia sta lavorando con il Governo e con Rfi, affinché il nostro territorio sia pronto quando, nel 2016, aprirà il tunnel del Gottardo”. Lo ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Maurizio Del Tenno, intervenendo al convegno ‘La risposta italiana ad Alptransit’, che si è tenuto alla Camera di Commercio di Varese. Continua a leggere

Alptransit punterebbe verso Luino e non Como, ma no?

Logo_AlptransitTanto tuonò che alla fine piovve….e purtroppo con i cambiamenti climatici in atto l’ipotesi delle bombe d’acqua è sempre più attuale. In questo caso prendiamo il riferimento meteorologico come metafora. Infatti rischia di essere una vera e propria bomba d’acqua la decisione di Alptransit di preferire il corridoio di Luino, ovvero la sponda orientale del lago Maggiore sulla direttrice Bellinzona-Gallarate, invece dello storico collegamento ferroviario Como-Chiasso. Continua a leggere