Un’idea chiamata Europa…Carlo Magno

CAMAG1Il giorno di Natale dell’anno 800 un guerriero nordico dalle vesti ricchissime, con lunghi capelli biondi che ormai tendono al bianco, è in piedi davanti a Papa Leone III nella basilica di San Pietro. E’ Carlo Magno, re dei Franchi, che viene incoronato Imperatore in presenza del popolo romano. E’ come se un sogno antico tornasse ad avverarsi. Questo sovrano di un popolo barbaro, sotto il cui regno tornano a fiorire nella già Gallia le arti e la letteratura, ha un grandioso disegno politico. Il suo dominio si estende dalla Spagna alle terre slave; ma da secoli il concetto di Stato non esiste più, e per ottenere obbedienza dai signorotti locali il re deve ricorrere alla violenza oppure colmarli di regali. Carlo sceglie un’altra strada. Manda i suoi “missi dominici”, come vengono chiamati, attraverso mezza Europa per assicurarsi che gli ordini imperiali vengano rispettati, ascoltare le lamentele del popolo, rendere giustizia. Il re dei Franchi ha conquistato territori immensi con le armi ma ottiene la fedeltà dei vassalli con un asola parola: il giuramento. E’ un gesto sacro che ha più effetto delle minacce. Per qualche decennio, mentre Carlo è in vita, si protrae l’illusione di un’Europa unificata da una regola comune, come ai tempi di Roma. Continua a leggere

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