Diario di Guerra (1915-1918) – L’isolamento della Russia

German General Headquarters, General von Hindenburg, Kaiser Wilhelm, General Ludendorff, January 1917. German Official. (War Dept.) Exact Date Shot Unknown NARA FILE #: 165-GB-1000 WAR & CONFLICT BOOK #: 491

German General Headquarters, General von Hindenburg, Kaiser Wilhelm, General Ludendorff.

Nei primi giorni della guerra i tedeschi riescono a sfondare in Francia, ma ad est debbono rimanere sulla difensiva. Sono i russi che per primi passano all’attacco, occupando alcune zone della Prussia orientale. Sono in numero doppio dei tedeschi i quali affidano il comando a due generali il cui nome è entra nella leggenda, Hindenburg e Ludendorf. Questi capiscono subito che l’esercito dello Zar ha un punto debole: si è spinto troppo avanti, ha scarse comunicazioni con le retrovie e, diviso com’è in due armate, manca di collegamenti anche perché nel mezzo si stendono le paludi dei laghi Masuri. I tedeschi passano all’offensiva il 20 agosto 1914. Il generale russo Samsonov, circondato, vede sfaldarsi i suoi reparti e si uccide. L’altro comandante zarista, Rennenkampf, deve ritirarsi. In mano tedesca sono rimasti 92mila prigionieri. Si pone dunque per gli alleati il problema di aiutare Mosca. L’Ammiragliato inglese non può far giungere rinforzi alla Russia attraverso i mari del nord, dove vigilano i tedeschi; e a sud lo stretto dei Dardanelli che separa il mare Egeo dal mar di Marmara e dal mar Nero, è controllato dai turchi, scesi nel conflitto a fianco della Germania. Londra pensa dapprima ad uno sbarco nei Balcani, al duplice scopo di aiutare la Serbia e alleggerire la pressione degli austro-tedeschi sulla Russia. Abbandonata questa idea si segue quella di un giovane politico nominato da poco Primo Lord dell’Ammiragliato, che diventerà uno degli uomini più famosi del XX secolo, Winston Churchill. Il progetto di Churchill è di forzare con una squadra navale i Dardanelli, mandando truppe d’assalto alleate a presidiarli. Il 25 aprile 1915 sbarcano in terra turca inglesi, francesi, neozelandesi, australiani; ma le teste di ponte non riescono a progredire. Si arriva all’estate senza risultati: nei mesi successivi c’è contrasto a Londra fra chi desidera insistere e chi pensa invece alla ritirata. Londra manda ad ispezionare la zona un generale, Monroe, che si pronuncia immediatamente per lo sgombero. Churchill commenta fra l’ironico e l’amareggiato: “Venne, vide, capitolò”. Alla fine dell’anno la flotta inglese reimbarca tutti. Continua a leggere

Storia di Israele e del Sionismo – 04

Irgun_poster_Erez_JisraelCAPITOLO II) DAL NAZIONALISMO ALLE NAZIONI (II p.te)

Fu quindi provata una mediazione il cui risultato fu la redazione del Memorandum Churchill, pubblicato il 3 giugno 1922. Nel testo non si indicava affatto che l’intera Palestina dovesse trasformarsi nel focolare ebraico. Inoltre venivano limitate le immigrazioni a seconda della capacità economica del paese di assorbire nuovi arrivati. Si tutelava in più tutta la popolazione araba. Per gli ebrei era il segno del ripudio, sancito anche da parte della Società delle Nazioni, del progetto di dar vita ad un loro Stato. La Francia e la Gran Bretagna non riuscivano a districarsi in questa situazione, oscillando una volta da una parte e successivamente dall’altra, accordando ampie autonomie alle comunità religiose di minoranza, fino a concedere l’indipendenza formale ai paesi sotto la loro tutela, tranne, evidentemente, la Palestina. Questa terra si trovava in una situazione particolare dato il fatto che ogni sforzo per tener conto delle rivendicazioni di un gruppo etnico veniva interpretato dall’altro come una vergognosa collusione col nemico. Continua a leggere