Volume storico sulla Como-Lecco. La presentazione de “Il Settimanale”

In allegato l’articolo pubblicato sul sumero di giovedì 19 aprile 2018 de “Il Settimanale della Diocesi di Como” dedicato alla presentazione del volume “La ferrovia Como-Lecco. Tra ferro, legno e seta nel cuore della verde Brianza”.

La Ferrovia Como-Lecco

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Il viaggio lungo 130 anni di una ferrovia tra ferro, legno e seta: la Como – Lecco

Copertina libro2Il 2018 costituisce un anno particolarmente significativo di ricorrenze relative a diverse linee ferroviarie che hanno avuto, o che recitano ancora, un ruolo nel deficitario (e non pienamente sfruttato) panorama del trasporto pubblico nel nostro territorio. Tra queste un ruolo di primo piano spetta alla linea ferroviaria Como-Lecco inaugurata 130 anni fa. Ci riferiamo alla strada ferrata considerata la “Cenerentola” dei collegamenti comaschi ma che, a differenza di altre, pur tra mille difficoltà ed altrettanti motivi di inaffidabilità, è ancora attiva. Un anniversario che due appassionati del mondo delle ferrovie, Roberto Ghioldi, presidente dell’Associazione Como in Treno, e Salvo Bordonaro, già presidente ed instancabile animatore del Treni Club Brianza, hanno voluto degnamente festeggiare dando alle stampe il volume “La ferrovia Como-Lecco – tra ferro, legno e seta nel cuore della verde Brianza”. Continua a leggere

1888-2018: 130 anni di viaggi in treno tra Como e Lecco

Besa130 di esercizio, e li dimostra tutti. Ci riferiamo alla linea ferroviaria Como-Lecco, inaugurata nel 1888 e della quale ci siamo occupati in più occasioni, per lo più per denunciare i suoi disservizi e le numerose criticità. Eppure quella che può essere considerata la “Cenerentola” dei collegamenti su rotaia comaschi, a differenza di altre direttive del nostro Paese, pur tra mille difficoltà ed altrettanti motivi di inaffidabilità, è sempre stata attiva. La data fatidica del primo viaggio su tutta la direttrice è il 20 novembre 1888 ma la storia di questa linea inizia quasi vent’anni prima ovvero nel 1869 in un periodo particolarmente propizio. Continua a leggere

Recuperiamo il tempo perduto…Ferrovia Como-Lecco: dalla presenza nel progetto innovativo “Green Station” ai disagi cronici. Le due facce della stessa medaglia

Treno regionaleDopo qualche mese “in altre faccende affaccendato”, recuperiamo un po’ di tempo pubblicando alcuni miei articoli già apparsi…

La consapevolezza che può costituire un asse importante per gli spostamenti nel territorio per motivi di studio, di lavoro e turismo. Allo stesso tempo una realtà quotidiana caratterizzata da continui e ripetuti disagi. Ancora una volta l’argomento al centro della nostra riflessione è la linea ferroviaria Como-Lecco, che transita anche da Cantù, Merone e Molteno. Qualche settimana fa, infatti, si sono conclusi i lavori che hanno interessato questa direttrice e che più volte erano stati prorogati nel corso degli ultimi anni. In concomitanza con la chiusura del cantiere, che ha permesso di migliorare alcuni aspetti tecnici della linea ferroviaria (binari) e che costringevano i convogli a circolare a velocità ridotte, l’importanza di questo collegamento è stata ribadita da alcuni sodalizi ambientali del territorio, quale il circolo “Ilaria Alpi” che, riflettendo in merito al fenomeno dell’inquinamento atmosferico che sta interessando, salvo brevi parentesi vista la presenza quasi continuativa del bel tempo alle nostre latitudini, buona parte del nord Italia. In un nota il presidente del circolo, Roberto Fumagalli, ha sottolineato come qualsiasi decisione politica efficace per contrastare l’inquinamento debba essere finalizzata ad un sempre maggiore spostamento delle quote di traffico dalle strade (auto, camion) alle ferrovie. Un po’ quello che da anni stanno cercando di fare in Svizzera con la creazione del corridoio Alptransit anche se lo stesso principio sta creando non pochi scontri di opinione circa i lavori di risanamento delle gallerie autostradali sotto il San Gottardo che entreranno nel vivo tra pochi anni. Il sodalizio ambientale comasco ha manifestato la propria avversione ai nuovi tracciati previsti in Lombardia, quali la Varese-Como-Lecco, a tutto vantaggio di investimenti da effettuare sulla linea ferroviaria Como-Lecco che “potrebbe spostare molti passeggeri dalle auto private al treno, risolvendo in parte il problema del traffico tra Lecco e l’Oggionese e da qui per Erba, Cantù e Como, con conseguente contenimento dell’inquinamento”. L’idea non è nuova e, come abbiamo visto anche negli scorsi mesi, ha incontrato più di una voce autorevole a suo sostegno. Purtroppo, però, la realtà del servizio su questa direttrice continua ad essere caratterizzato da una negatività persistente in fatto di qualità e disservizi. Non passa, infatti, settimana che consultando i blog dei pendolari oppure dando uno sguardo alle notizie stampa locali, non emergano situazioni inconcepibili come treni soppressi a causa di altri convogli che hanno subito guasti, pendolari costretti a rimanere sul treno per ore malgrado le richieste pressanti da parte dell’utenza di potere scendere e continuare il tragitto a piedi, ritardi… Situazioni che hanno portato, recentemente, a più di uno sfogo da parte del Comitato pendolari. Frasi dove si sottolinea come, nonostante gli sforzi congiunti di enti locali ed associazioni varie per migliorare il servizio sulla Como-Lecco, il gestore Trenord non si occupi affatto di questa linea con il risultato che, semopre e comunque, i viaggiatori risultano privi di alcun tipo di informazione. E dire che, se si ci imbatte sui Comunicati stampa ufficiali delle già Ferrovie dello Stato, la Como-Lecco figura tra linee inserite in un progetto innovativo, ovvero Green Stations, che abbina la promozione dell’economia locale con attività di salvaguardia ambientale, protezione civile, turistiche, naturalistiche e storico culturali. In particolare si fa riferimento alla stazione di Brenna-Alzate dove è stato ricavato uno spazio per l’allestimento di mostre per favorire l’inclusione sociale e la valorizzazione del territorio. La stazione di Brenna-Alzate, già sfondo naturale per una pellicola cinematografica in passato, avrà trovato, dunque, una nuova ragione d’essere ma il servizio di trasporto su questa linea, però, continua a non essere certo al passo coi tempi.

 

Con l’inverno alle porte prendono il via i lavori per sistemare binari e traversine della linea ferroviaria Como-Lecco

Convoglio TILO S10 in sosta ad Albate Camerlata

Convoglio TILO S10 in sosta ad Albate Camerlata

Lavori programmati ed in procinto di iniziare, ma poi rinviati. Convegni con studiosi e rappresentanti del mondo economico e politico, seguiti da atti amministrativi “ad hoc” finalizzati ad assicurare maggiore attenzione ad un’infrastruttura troppo spesso abbandonata a se stessa ed ai suoi (pochi) utenti. Spaziano letteralmente a 360° le notizie ed i fatti che hanno caratterizzato dal 2008 ad oggi la linea ferroviaria Como-Lecco. Un’attenzione, quella dimostrata dal territorio verso una delle più bistrattate direttrici su ferro della Lombardia, che è stata caratterizzata da segnali spesso contrastanti. Gli ultimi avvenimenti, dopo tutto, fotografano benissimo la situazione. Esattamente qualche mese fa prima abbiamo annunciato che ad agosto sarebbero entrati nel vivo i tanto agognati interventi per il rifacimento dell’armamentario ferroviario (binari e traversine) nella tratta tra Cantù e Merone per poi, a settembre, rettificare che tali i lavori erano rinviati sine die. Oggi, dopo altri proclami, annunci e relative smentite; riunioni a Milano e consigli comunali in diversi Paesi interessati dalla tratta, sembra che il momento di vedere effettivamente mezzi ed operai sulla direttrice sia finalmente arrivato. Entro la fine di novembre avranno, infatti, inizio gli interventi per migliorare questa tratta ferroviaria. Un cantiere che dovrebbe durare, meteo permettendo anche perché calendario alla mano siamo alla vigilia dell’inverno forse la stagione meno propizia per lavori del genere, circa due mesi e che comporterà un investimento di 10 milioni di euro così come deciso da Regione Lombardia d’intesa con Rete Ferroviaria Italiana. Che sia veramente giunto l’agognato momento di un maggiore interesse finalizzato a migliorare questa tratta, usata da diverse centinaia di pendolari che potenzialmente potrebbero crescere in modo considerevole ma il cui sviluppo è notoriamente limitato dalla cronica carenza strutturale nonché di mezzi? “Il tratto ferroviario Como–Lecco è sicuramente uno snodo importante per il territorio – ha commentato in proposito la Consigliera regionale Daniela Maroni – proprio per questa ragione ho chiesto qualche mese fa di creare un tavolo di lavoro che si aggiornasse continuamente per risolvere il problema legato alla ferrovia. Così è stato. È intervenuta RFI che ha comunicato la volontà di intervenire velocemente dettando i tempi e le modalità per avviare il cantiere Albate/Merone, per la sistemazione dei binari ferroviari. Lavori che partiranno a metà novembre e si chiuderanno nei primi giorni del mese di gennaio 2016 prevedendo un investimento di 10milioni di euro”. Vedremo se la tempistica annunciata verrà rispettata perché i lavori saranno eseguiti durante la notte (e su questo punto è tutto da valutare l’impatto del cantiere sulla vita delle persone che abitano nei pressi della ferrovia) dove le temperature sono destinate, nelle prossime settimane, a toccare ovviamente lo zero termico. Bisogna vedere se il gelo, dunque, influirà sullo stato di avanzamento del cantiere anche se Rete Ferroviaria Italiana, da parte sua, ha annunciato l’utilizzo di macchinari di ultima generazione in grado di posare circa 600/700 metri di binario ferroviario al giorno. Una volta ultimato l’intervento la linea ferroviaria Como-Lecco dovrebbe essere interessata poi da altre importanti novità come l’introduzione di due nuove corse nel programma orario giornaliero del servizio, ovvero una nella fascia del mezzogiorno da Lecco a Como e l’altra nella fascia del mattino da Como a Lecco, e l’utilizzo di nuovi convogli in sostituzione di alcuni vetusti locomotori modello 668 uno dei quali salì prepotentemente alla ribalta nel mese di settembre perché andò a fuoco appena sceso l’ultimo dei suoi passeggeri alla stazione di Como San Giovanni. Infine si prevede anche di intervenire sui manufatti adibiti a stazioni al fine di migliorare il loro stato anche se, su questo punto, va detto che notevoli passi avanti sono stati fatti in molte località (Casletto Rogeno, Merone, Cantù) negli ultimi anni.

Agosto è passato senza le modernizzazioni promesse sulla Como-Lecco. Lavori rinviati “sine die” e monta la delusione

BesaSembra che, a differenza di quanto l’imperatore asburgico Carlo V affermava relativamente ai suoi domini tra America e Europa nel XVI secolo, sulla linea ferroviaria Como-Lecco invece non debba mai “splendere il sole”. La scorsa settimana abbiamo dato spazio ad un piccolo riassunto delle situazioni critiche vissute dalle diverse linee del circondario ma anche dei buoni propositi manifestati da Rete Ferroviarie Italiane in particolare nei confronti della “Cenerontola” dei collegamenti ferroviari comaschi, ovvero quella linea bistrattata che unisce i due centri del Lario. A soli pochi giorni di distanza siamo ora costretti ad aggiornare quanto in precedenza esposto ma senza però essere latori di buone notizie. RFI, infatti, ha confermato all’associazione Circolo Ambiente Merone “Ilaria Alpi” che il cantiere per l’ammodernamento dei binari sul tratto tra Cantù e Merone non entrerà nel vivo almeno fino alle prossime festività natalizie. Una notizia che ha creato non poco sconcerto tra i pendolari del collegamento e tra i diversi attori pubblici (i Comuni della zona, la Provincia di Como e Regione Lombardia) che da tempo si stanno impegnando affinché il treno possa diventare un autentico mezzo alternativo e valido per il movimento delle persone tra Erba, Cantù, Como ed anche il Canton Ticino. Lo scorso 29 aprile infatti una nota di Rete Ferroviaria Italiana, illustrata dall’attuale consigliere provinciale con delega ai trasporti, Mirko Baruffini, annunciava come tali interventi di miglioramento sulla direttrice, che attualmente costringono i convogli a transitare a velocità ridotta per motivi di sicurezza tra Alzate, Merone ed anche poi verso Molteno, sarebbero entrati nel vivo e si sarebbero conclusi proprio in concomitanza con la “tradizionale” pausa estiva del servizio. Da decenni, ricordiamo, il servizio pubblico di trasporto sulla Como-Lecco non si svolge più nei giorni festivi e per tutto il mese di agosto in quanto è considerata una linea soprattutto di servizio agli studenti. Di fronte al nulla di fatto in quanto ad operai attivi sul tracciato ed alla richiesta di informazioni manifestata dal sodalizio ambientale direttamente a RFI ecco la notizia sorprendente. Un annuncio che ha montato non poca indignazione in particolar modo nella zona dell’erbese con commenti intrisi di delusione rilasciati non solo da amministratori ed esponenti di diverse associazioni, bensì anche cittadini. Comune denominatore delle dichiarazioni l’ennesima beffa relativa a questo collegamento e da più parti ci si chiede cosa possa ora riservare il futuro. Nel giro di due mesi, infatti, la Como-Lecco ha, non solo metaforicamente, accusato due autentici “ceffoni”. Il primo la decione di annullare l’evento che proprio questo fine settimana avrebbe dovuto essere ospitato dalla stazione di Brenna/Alzate. Un tradizionale appuntamento che anioma ogni anno stazioni attive o meno del nostro territorio (in passato si è svolto a Lurate Caccivio, Olgiate Comasco, Cadorago) e finalizzato non solo a costituire un momento importante di svago e di ritrovo per gli appassionati di ferromodellismo ma anche per riflettere sullo stato delle numerose linee ferroviare del comasco. Una due giorni alla quale avrebbe dovuto intervenire anche l’assessore regionale ai trasporti, Alessandro Sorte, e che avrebbe permesso di fare il punto, con interlocutori di primo piano, proprio sul futuro della linea Como-Lecco. Ma a causa del concomitante Gran Premio d’Italia di Formula 1 che si svolgerà come da tradizione a Monza, Trenord, impegnata con corse speciali per agevolare l’accesso degli appassionati all’autodromo, ha ritirato il proprio appoggio alla manifestazione che quindi è stata annullata. A questo primo colpo ora quello dei lavori rinviati “sine die” che potrebbero costituire, pugilisticamente parlando, del KO sulle buone intenzioni degli amministratori e dei cittadini verso questa linea perché la pazienza è ormai al limite.

2015, è stata un’estate “torrida” anche per il trasporto ferroviario locale alle prese con guasti e soppressioni per le temperature troppo elevate

trenord-trenoHa suscitato non poche polemiche quanto verificatosi tra luglio ed agosto anche sulle linee ferroviarie del nostro territorio. Infatti, a causa del caldo eccezionale registrato per diverse settimane, alcuni treni sono stati soppressi ed altri hanno accusato pesanti ritardi in quanto le alte temperature hanno mandato il tilt gli impianti di condizionamento dell’aria che, a loro volta, hanno provocato il blocco dei convogli trasformatisi in autentici forni. Come per il caos del cambio orario estivo/invernale del dicembre 2012, fenomeno passato sicuramente alla storia dei nostri trasporti ferroviari per i gravi e lunghi disservizi che provocò in tutti coloro che dovevano effettuare spostamenti su rotaia nel territorio regionale, sul banco degli imputati è nuovamente finita la società Trenord. Il gestore unico del trasporto ferroviario lombardo si è prontamente scusato con i pendolari facendo presente che i guasti agli impianti di climatizzazione a bordo delle carrozze e delle cabine di guida causano automaticamente il blocco temporaneo dei sistemi elettrici che sono in alcuni può essere azzerato. In un suo comunicato Trenord ha sottolineato come:  «Il problema dell’aria condizionata è fortemente connesso all’età della flotta. Oltre la metà della flotta di Trenord, composta da vetture doppio piano, media distanza e piano ribassato, ha un’età media di 33 anni. Sulla maggior parte di queste carrozze gli impianti di climatizzazione sono stati installati solo successivamente alla loro entrata in servizio. Con le temperature estreme di questi giorni e dopo turni ininterrotti sotto il sole cocente scatta il blocco del sistema refrigerante. Meno problematica è la situazione dei circa 200 convogli di ultima generazione progettati con impianti di condizionamento che sono in servizio principalmente su linee suburbane ad alta frequentazione». Continua a leggere