Cento anni fa “l’ultimo anno di guerra” – Correva il giorno 19 gennaio 1918

La messa del dell’onore a Piazza Santo Stefano
«Da qualche tempo nei giorni festivi alle ore 11:30 in Chiesa parrocchiale viene celebrata la Messa del soldato sempre frequentatissima, e da lunedì ogni sera padre Luigi nostro vicario tiene ai soldati prediche patriottiche incitandoli a sopportare con rassegnazione i disagi della vita militare ed a lottare eroicamente per scacciare lo straniero. Anche queste prediche sono frequentatissime».

Conferenza patriottica
«I mutilati di Como dovevano tenere domenica mattina in piazza della Posta una pubblica conferenza con tema patriottico ma poi per circostanze varie, venne rimandata a domenica alle ore 13:00 ed avrà luogo nell’atrio del palazzo Comunale. Nessuno manchi. Parlerà il tenente mutilato Verga».

Pessima qualità del pane
«Da alcuni giorni si mangia qui da noi un pane che è la negazione assoluta dall’alimento sovrano della popolazione… Prescindendo dal colore, il quale può dipendere da un meno accurato abburattamento delle farine, oppure dalla qualità del grano impiegato, sembra che alla farina siano commiste sostanze affatto estranee, o quantomeno si siano usati grani o farine avariate, poiché le pagnottelle anziché emanare il profumo del pane, danno all’olfatto un odore di stantio, di fermentato, di cosa guasta. La popolazione grida e protesta, accusa dolori di stomaco e di pancia e si lamenta coi panettieri; ma questi osservano che non  possono usare che delle farine che vengono loro fornite dal Consorsio Granario, che quindi non è colpa loro se il pane riesce scadente, ed hanno pure ragione, onde ogni protesta, ogni reclamo deve devesi di conseguenza rivolgersi al Consorzio fornitore».

Furto ed assoluzione

«L’impresa Brambilla, assuntrice di lavori stradali in questo comune, avendo constato tempo fa la mancanza di alcuni badili, picconi e coperte denunciava per appropriazione indebita qualificata il lavorante Vitta Gaetano di Carate che ne aveva avuta in consegna, il quale al dibattimento seguito in questi giorni al Tribunale Penale di Como negò l’imputazione addebitatigli dicendo di avere restituito tutto meno le coperte che si erano bruciate, venne assolto per insufficienza di prove difeso dall’avv. Cattaneo Enrico».

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Cento anni fa “l’ultimo anno di guerra” – Correva il giorno 12 gennaio 1918

DiarioRassegna settimanale di notizie di cronaca nel corso dell’ultimo anno della Grande Guerra.

Sul campo dell’onore a Piazza Santo Stefano
«E’ pervenuta la notizia alla famiglia che il soldato Cassina Giocondo della classe 1899 è morto in uno ospedale da Campo per ferita grave riportata in combattimento».

Approvvigionamenti
«Per accordi intervenuti tra il Sindaco ed il macellaio signor Butti Pietro, il lardo prodotto coi maiali forniti dal Comune sarà venduto a L. 7.30 il chilogrammo ed allo stesso prezzo il signor Butti venderà anche il lardo di produzione. E’ questa una misura che non mancherà di essere accolta con soddisfazione».

All’Asilo infantile
«Il Consiglio d’Amm. dell’Asilo infantile di Piazza S. Stefano, veduto lo splendido risultato del concorso pro-asilo, che ne assicura il regolare funzionamento, anche in tempo difficile specialmente per le aumentate spese, porge a tutti i benefattori i più sinceri e cordiali ringraziamenti e li assicura della imperitura riconoscenza e gratitudine della popolazione beneficata, e particolarmente del Consiglio di Amministrazione. L’Asilo è stato riaperto lunedì».

Beneficenza a Rovenna
«Apprendiamo che il concittadino Luigi Ortelli residente nella lontana America, ha voluto ricordarsi dei poveri e delle istituzioni nostre, inviando una discreta somma perché fosse tra loro ripartita».

Diario di Guerra (1915-1918) XLV-XLVI settimane – avvenimenti fino all’8 aprile 1916

La lotta continua ed intensa si va svolgendo su tutti i fronti, ed ovunque le cose pare si vadano mettendo bene per la Quadruplice intesa. La caduta di Erzerum ha demoralizzato i Turchi i quali arrivano perfino a parlare di pace e la chiederebbero ben volentieri se i Tedeschi che spadroneggiano a Costantinopoli non li minacciassero di guai seri se osassero tanto. Lunedì ancora una volta gli austriaci hanno tentato un raid aereo su Milano ma fu impedito dai nostri aviatori i quali fugarono i nemici, non prima però che gettassero qualche bomba su Paderno d’Adda, su Desenzano e su altri paesi della provincia di Brescia e di Bergamo. In Albania nulla di nuovo, sui mari anche, ed in Francia furono atterrati uno Zeppellin, e sugli aeroplani che tentarono volare su Parigi e su altre città per gettare bombe. A Salonicco calma ed anche in Mesopotamia. In Alsazia la lotta è sempre più intensa”.

Ed a Cernobbio…
La scorsa settimana abbiamo parlato dei rincari sulla legna da ardere e questa volta torniamo ad occuparci del commercio degli zuccheri. A Cernobbio, infatti, viene diramato il contenuto del Decreto Luogotenenziale datato 18 marzo 1916: “Ogni deposito di zuccheri fuori da magazzini di fabbriche in quantità superiore ai cinque quintali è soggetto a denuncia ed alla vigilanza degli Agenti di Guardia di Finanza nonché alle tenuto di un registro di carico e scarico”. Agli esercizi di vendita al pubblico vengono vietate le vendite superiori a qualche chilogrammo di zucchero. Ma non è solo lo zucchero ha provocare discussioni e polemiche. A Piazza Santo Stefano, infatti, sul ‘bando degli imputati’ finisce anche il prezzo del pane che “si vende a quattro centesimi in più di quanto lo si paga a Cernobbio, a Rovenna ed a Maslianico (…)”.
A Piazza Santo Stefano invece si riunisce il Comitato di Preparazione Civile che “sotto la presidente del Sindaco, ha, fra l’altro definito una seconda distribuzione di sussidi del Comitato giacenti presso il Banco Lariano (sede di Cernobbio) nella complessiva somma di L. 185 a 16 famiglie bisognose del paese aventi consanguinei sotto le armi, nella  misura, secondo i bisogni, di L. 15, 10 e 5 (…) In detta seduta venne altresì deliberato di concedere una gratificazione di L. 10 al soldato d’artiglieria Urio Ernesto, nativo di questo comune, ora in licenza, a titolo di premio per il suo atto di patriottismo compiuto presentandosi sotto le nostre armi pur trovandosi fin da bambino domiciliato a Mendrisio (Svizzera)”.

La guerra c’è ma la vita continua…
Siccome buona parte dei nostri musicanti hanno risposto all’appello della Patria e sono sotto le bandiere causando una completa inattività allo Società Filarmonica di Cernobbio un gruppo di vecchi musicanti ha deciso di rimpiazzarli temporaneamente fino al loro ritorno, e, sotto la direzione del maestro sig. Fasana vanno preparandosi attivamente per concerti e partecipare a manifestazioni patriottiche”.

Diario di Guerra 1915-1918 / 44^ settimana

XLIV settimana – avvenimenti fino al 25 marzo 1916

Ricca di avvenimenti importanti è la cronaca della guerra questa settimana. Da parte nostra abbiamo continuata la lotta con attività, e gli austriaci furono respinti sempre nei loro tentativi di riprendere le posizioni perdute. I russi hanno sconfitto i turchi in Armenia che hanno conquistata ormai tutta con la capitale Erzerum. In Alzasia i tedeschi dopo un vivo bombardamento hanno tentata l’offensiva, ma furono respinti con gravi perdite. Bombardarono allora Belfurt, ed i francesi per rappresaglia distrussero Bisel ed altri paesi tedeschi. Nella Champagne anche si lotta ed i franco-belgi respingono gli attacchi tedeschi. In Galizia, in Polonia, la lotta è più viva e così in Mesopotamia. In Albania gli austro-bulgari sono a Tirana. Purtroppo però dobbiamo registrare uno dei tanti episodi della barbarie dei nostri nemici, i quali speravano di impressionare le popolazioni ed invogliarle a chiedere al Governo la fine della guerra. Ottennero invece il contrario perché da ogni parte si sono elevate voci di sdegno, di esecrazione e di odio. Ovunque le poveri vittime innocenti ebbero onoranze solenni e sulle loro fosse fu ripetuto il giuramento di continuare la lotta fino alla vittoria completa e di vendicare la barbara azione degna del popolo più vile. La Grecia continua nella sua neutralità, la Romania anche”.

Ed a Cernobbio…
Come abbiamo già avuto modo di appurare gli effetti della guerra si fanno sentire sempre con maggiore insistenza nei confronti della popolazione civile. Abbiamo già avuto modo di parlare di diversi rincari, sia per generi alimentari, sia per altri beni. Dopo il carbone, che ha animato le discussioni ad inizio anno, il mese di marzo si apre con la preoccupazione per i continui aumenti nel costo del legname: “Dunque, il prezzo del legname è salito ad altezze inaspettate: 145-150-160 lire il m³ per l’ordinario tavolame di abete. E in questo, come in tanti altri casi analoghi, i consumatori strillano e gridano all’ingorda speculazione. Calmieri, prezzi di Stato ed altrettanti strumenti ancien règime sono rimessi a nuovo. Con buoni effetti?”. A livello politico si cerca, comunque, si stemperare la situazione e giustamente si registrano interventi che indicano come i rincari siano dovuti principalmente: “Essendo cessata l’importazione austriaca, che era i 6/7 del consumo italiano (…)”.
In questo periodo si ripropone il triste rito del lutto per la scomparsa di cittadini cernobbiesi al fronte. Il 24 marzo 1916 viene colpito a morte dal fuoco nemico Antonio Frangi, soldato del 137° Regg. Fanteria Reparto Zappatori. L’episodio avviene sul Monte Sei Busi e le cronache ricordano come il soldato trentenne rimase al suo posto noncurante delle ferite. Frangi verrà decorato con la “Medaglia di Bronzo” con la seguente motivazione: “Primo in tutti i lavori in trincea più pericolosi, diede ripetute prove di ardimento e di calma sotto il fuoco nemico”.

La guerra c’è ma la vita continua…
Pure domenica la vetta del Bisbino ed il Santuario furono sempre affollati da gente recatasi lassù attratta dalle splendide giornate passate ed a pregare per i soldati e per la Patria. Il Santuario restò aperto fino al pomeriggio, sempre frequentato dal popolo. Da parte sua l’ottimo signor Riva del Ristorante Alpino come sempre fu ospitale con tutti coloro che ricorsero a lui, accogliendoli nelle capaci e ben riscaldate sale del Ristorante per la refezione, che, come si sa ormai da tutti, è sempre servita con inappuntabilità rara ed i prezzi non certo superiori a quelli praticati dagli alberghi di pianura”.

Diario di guerra 1915-1918 / 43^ settimana

XLIII settimana – avvenimenti fino all’18 marzo 1916

Ricca di avvenimenti importanti è la cronaca della guerra nella terza settimana di marzo: “Da parte nostra abbiamo continuata la lotta con attività e gli austriaci furono respinti sempre nei loro tentativi di riprendere le posizioni perdute. I russi hanno sconfitti i turchi in Armenia che hanno conquistata ormai tutta con la capitale Erzerum. In Alzasia i tedeschi dopo un vivo bombardamento hanno tentata l’offensiva, ma furono respinti con gravi perdite. Bombardarono ancora Belfurt, ed i francesi per rappresaglia distrussero Bisel ed altri paesi tedeschi. Nella Champagne anche si lotta ed i franco-belgi respingono gli attacchi tedeschi. In Galizia, in Polonia, la lotta è più viva e così in Mesopotamia. In Albania gli austro-bulgari sono a Tirana.

Purtroppo però dobbiamo registrare uno dei tanti episodi della barbarie dei nostri nemici i quali non potendo prendersela coi nostri soldati si sfogano contro le popolazioni inermi gettando bombe dall’alto. Milano, Ravenna, Monza, Bergamo, Brescia, Schio, Codigoro furono colpite da bombe lanciate da aeroplani nemici, i quali speravano di impressionare le popolazione ed invogliarle a chiedere al Governo la fine della guerra. Ottennero invece il contrario perché da ogni parte si sono elevate voci di sdegno, di esecrazione, di odio. Ovunque le poveri vittime innocenti ebbero onoranze solenni e sulle loro fosse fu ripetuto il giuramento di continuare la lotta fino alla vittoria completa e di vendicare la barbara azione degno del popolo più vile”.

Ed a Cernobbio…
I soldati caduti trovano ampia eco e numerosi segni di ricordo e rispetto a Cernobbio. Vi proponiamo, ad esempio, il ricordo di Simone Cetti dalle pagine de “L’Araldo” nell’articolo dal titolo: “Sul campo dell’Onore”. Leggiamo: “Tra i caduti sul campo dell’onore dobbiamo registrare il sergente dei bersaglieri Cetti Simone, di Laglio ma qui residente quale guardiafili della società Volta il quale lascia a piangerlo la giovane sposa e quattro bambini ancora in età tenerissima. Apparteneva alla classe 1883 ed è caduto mentre valorosamente guidava i suoi uomini il 24 u.s. gennaio ad un assalto. Da un soldato di Piazza che era col Cetti e che ora è venuto in licenza, apprendiamo che egli fu colpito da una palla nemica una prima volta, ma che invece di ritirarsi per le medicature continuò ad animare i suoi uomini restando alla loro testa finché un altro proiettile lo colpiva a morte. Ben volentieri segnaliamo l’abnegazione dell’umile eroe e speriamo che si vorrà compensarlo come si deve (…)”. Si tratta di una notizia triste ma, perlomeno, certa. In tanti, invece, non sanno che fine hanno fatto i loro cari. E’ il caso dei familiari di Stefano Dotti di Piazza Santo Stefano. Un altro articolo, “La sorte di un soldato”, ripercorre infatti le diverse situazioni che possono aver riguardato il fante: “Dal 10 agosto mancano notizie di Stefano Dotti. Dal sig. prof. Maglia, Direttore didattico delle scuole di Piazza e rappresentante dell’ufficio informazioni e dei dati di guerra, apprendiamo che il Dotti fu ferito ad agosto ma che il 18 novembre u.s. era ricoverato pare in un ospedale militare. Ciò si apprende da una cartolina inviata allo stesso sig. Maglio dall’Ufficio Informazioni. Altre informazioni invece danno motivo di ritenere che il Dotti sia prigioniero degli austriaci. Resta ora a vedere quale sia stata la sorte del Dotti dopo il 18 novembre (…)”.
Tra le altre notizie che anima il paese la consegna da parte di “Carlo Corticelli, esercente la drogheria in piazza Garibaldi, che ha fatto pervenire al Comitato Pro Indumenti ai soldati un rilevante numero di scalda ranci perché siano spediti ai soldati”.

La guerra c’è, ma la vita continua…
Gli spazzini municipali hanno espresso un ringraziamento all’Amministrazione Comunale per gli accordati aumenti richiesti sul salario nonostante le disposizioni governative relative ad un minor costo (degli stessi) nella prossima revisione delle paghe”.

Diario di Guerra 1915-1918 / 42^ settimana

XLII settimana – avvenimenti fino all’11 marzo 1916

Marzo è arrivato e “su tutti i fronti” si segnala ufficialmente nei Bollettini di Guerra “niente di importante tranne i soliti scontri e le solite scaramucce. Siamo in un periodo di calma, che presto cesserà certamente per far posto ad altro di grande attività dappertutto. L’offensiva dei russi, tanto in Europa che in Asia, continua con successo ed i turchi specialmente hanno avuto una bella batosta. In Adriatico la flotta austriaca ha tentato di agire contro le nostre unità e qualcuna di quelle delle marine alleate ma fu messa in fuga ed ogni tentativo suo reso nullo. Nel mare del Nord i soliti siluramenti e nel mar Nero si registra grande attività della flotta russa la quale non dà tregua né ai turchi né ai bulgari. Grecia e Romani sono sempre neutrali. Gli Stati Uniti hanno inviato una… nuova nota alla Germania ed all’Austria”.

Ed a Cernobbio…
In primo piano ancora la cosiddetta “questione dello zucchero”, bene alimentare i cui prezzi salgono precipitosamente a fronte di una quantità commerciata in decisa diminuzione. In paese, questa settimana, infatti si discorre nelle botteghe del “grido di allarme” lanciato dal Consorzio Italiano delle Cooperative di Consumo circa la mancanza di zucchero ed il fatto “che anche i maggiori grossisti non ne cedono che qualche sacco ed a prezzo enorme (169 lire per quintale. L’Unione Zuccheri dichiara che il fatto è stranissimo e non si può spiegare che supponendo una enorme incetta, un grande immagazzinamento da parte dei grossisti e dei rivenditori ed anche forse di privati che temono di restare sprovvisti (…) quanto ai prezzi, le raffinerie, sino al 7 gennaio scorso fecero pagare 138 lire per quintale; col 7 gennaio il prezzo aumentò di 10 lire, passando a 148 lire. Se così stanno realmente le cose e se vi sono immagazzinamenti per far crescere artificialmente i prezzi, le autorità dovrebbero occuparsene”.
Altro argomento sono le modalità per l’invio dei pacchi ai prigionieri di guerra in Austria: “La Commissione dei Prigionieri di Guerra della Croce Rossa Italiana non interviene in tale servizio che deve effettuarsi direttamente dalle famiglie tramite gli Uffici Postali del Regno anche per evitare perdite di tempo e deterioramenti del pacco. Si prega quindi di astenersi di appoggiare i pacchi postali a detta Commissione. I Comitati di Soccorso istituiti presso i Comitati Regionali della Croce Rossa si occupano solo di confezionare pacchi gratuiti o semigratuiti per quei prigionieri le cui famiglie non fossero in grado di provvedere da loro. Le famiglie bisognose potranno quindi rivolgersi a tali Comitati, tenendo però ben presente che ciascuno di essi si occupa esclusivamente delle persone appartenenti alla loro circoscrizione”.

La guerra c’è ma la vita continua
L’Istituto Provinciale per la Cura degli Scrofolosi poveri ha diramato ai Sindaci ed ai Medici Comunali la seguente circolare: ‘Lo stato di guerra impedisce anche per quest’anno la ripresa della cura marina nel Sanatorio Comasco di Rimini; verranno però effettuate, come in passato, quelle di Salsomaggiore e Climatica in Casasco d’Intelvi. Stante l’enorme rincaro del carbone e quello dei generi alimentari, si dovettero aumentare, per quest’anno, le rate. Qualora le condizioni del paese lo permetteranno in tempo opportuno, verranno riprese le cure dei balneandi al mare”.

Diario di Guerra 1915-1918 / 41^ settimana

XXXXI settimana – avvenimenti fino al 4 marzo 1916
Poco di importante sui campi di battaglia questa settimana dobbiamo registrare, eccettuate le solite scaramucce, ed i soliti attacchi e contro attacchi, tanto sul nostro che sul fronte degli alleati. Si è avuta invece una incursione di Zeppelin su Parigi, sulla costa inglese e su Salonicco dove gettarono bombe che uccisero innocenti e danneggiarono case (…). Sui mari dobbiamo segnalare una escursione di quattro cacciatorpediniere austriache sulla costa abruzzese che bombardarono senza troppo danno, e la romanzesca avventura del transatlantico inglese “Appam” il quale, mentre lo si credeva perduto, è arrivato in un porto americano battente bandiera tedesca e guidato dall’equipaggio di una nave corsara tedesca che l’aveva fermato in pieno Oceano mentre dall’Africa ritornava in Inghilterra, portando tra l’altro i prigionieri tedeschi fatti dagli inglesi in Camerun. Della faccendo ora dovrà occuparsene la diplomazia americana la quale è sperabile non vorrà (non) sanzionare un vero atto di pirateria. La Grecia e la Romania sono sempre neutrali. In Turchia il principe ereditario si è suicidato ma pochi credono al suicidio, e si è più facili a crederlo un delitto (…)”.

Ed a Cernobbio…
Dopo qualche settimana la morte torna a colpire i soldati cernobbiesi al fronte. Il 16 febbraio spira, per le ferite riportate in combattimento sull’altopiano di Asiago, Abbondio Fasana, soldato del IX Reggimento Bersaglieri, nato il 18 luglio 1889 a Rovenna.
In questi mesi nel nostro Diario di Guerra abbiamo iniziato ad accennare a varie difficoltà di vita quotidiana che incominciano ad essere accusate dalla popolazione. Rincaro di prezzi, contingentamento di alcuni prodotti…il mese di febbraio porta con se preoccupazioni riguardo la distribuzione di zucchero. Se ne discute anche nei Consigli Comunali. Leggiamo: “Da un po’ di tempo ci sono degli spacci di zucchero che si preoccupano vivamente perché la polvere va mancando come i quadretti. I grossisti seguono a consumare le provviste. L’inquietudine si va facendo seria anche sul pubblico, sul quale la deficienza del prodotto finisce per pesare doppiamente: in linea di privazione ed in linea finanziaria. Dobbiamo prepararci a nuove amarezze? Gli zuccherifici, per la deficienza della materia prima, hanno dovuto segnare una produzione inferiore alla normale. Si assicura che si stato prodotto circa un milione di quintali di zucchero in meno in quest’anno. Aggiungendo poi la soppressione del contrabbando di saccarina, trovasi facilmente spiegazione all’attuale crisi (..)”.
Nel frattempo le Amministrazioni Comunali diramano istruzioni per chi vuol corrispondere coi cari prigionieri di guerra: “Tutti coloro che hanno bisogno di corrispondere coi prigionieri di guerra internati in Austria, inviando scritto o danaro o roba, possono per risparmio di tempo e di spese e per maggior sollecitudine e sicurezza di trasmissione e consegna, rivolgersi alla locale Sezione della benemerita Opera Bonomelliana che è ben lieta di poter così concorrere nell’opera patriottica e cristiana a favore dei giovani che ebbero la sventura, combattendo da forti sul campo, di cadere in mano dei nemici”.

La guerra c’è ma la vita continua
Giovedì sera (25 febbraio) all’Albergo Milano convennero numerosi amici del sig. Ercole Baffa di Como che in questi giorni è stato promosso capitano del R. Esercito. Inutile dire che il Sig. Baffa fu festeggiatissimo e che l’egregio Sig. Giuseppe Cerutti, proprietario del Milano, seppe farsi onore e tener alta la buona fama del suo Albergo col preparare un pranzo squisitissimo. Al neo capitano complimenti ed auguri”.
Al cinema popolare: il simpatico ritrovo è sempre affollato ed il numeroso pubblico apprezza le belle cinematografie che vengono rappresentate. Domani (27 febbraio) avremo un programma dei più interessanti e cioè “Roma Antica” (dal vero) ed la fine del film della Mano Nera”.