L’esperienza di Invincible Diving, la libertà dell’attività subacqua senza barriere per portatori di handicap e non vedenti

invincibleL’attività subacquea e le sue emozioni in completa libertà, senza barriere. È questo l’obiettivo perseguito da Invincible diving, associazione nata nello scorso mese di giugno da un gruppo di tre amici entusiasti sub che, dopo aver coltivato per anni la loro passione con varie attività e corsi, hanno deciso di dare la possibilità anche ai portatori di handicap ed alle persone non vedenti, di vivere questa esperienza. Proprio in queste settimane autunnali il sodalizio, che ha sede a Cernobbio e che qualche mese fa ha partecipato ad “Un lago di emozioni”, II giornata dello sport promossa dall’AUS Ninguarda sul lungolago cernobbiese insieme a tanti altri sodalizi che si occupano di attività sportiva per persone sia normodotate che disabili, riscuotendo apprezzamenti ed un vivace interesse, sta promuovendo le proprie attività nel corso di una serie di incontri di presentazione presso alcuni centri del territorio. Continua a leggere

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In Lombardia si cercano di disegnare nuovi scenari per la “Vita indipendente” dei disabili

vita-indipendenteNegli ultimi tempi la disabilità è tornata prepotentemente alla ribalta degli organi di informazione locali soprattutto per la mancanza di senso civico registrata nei due principali centri della Brianza comasca (Cantù e Mariano Comense) da parte della popolazione verso la categoria. Nel mirino della stampa è finita (giustamente!) l’occupazione impropria dei posti auto riservati ai disabili dalle rispettive Amministrazioni Comunali da parte dei soggetti più disparati. In ogni caso il tema della disabilità rimane strettamente d’attualità anche per tutta un’altra serie di motivi. Innanzitutto perché proprio in queste settimane in Regione Lombardia sono state presente due proposte di legge dedicate alla “Vita indipendente” che portano la firma, rispettivamente, del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle. Due testi che traggono ispirazione dai contenuti del piano nazionale sulla disabilità che sancisce, appunto, il diritto alla vita indipendente. Il Governo Renzi, infatti, ha stabilizzato il Fondo nazionale per la non autosufficienza ma, circoscrivendo la nostra attenzione territorialmente, dobbiamo rilevare come in Lombardia manchi ancora una cultura della disabilità. Basti pensare che le politiche pubbliche a favore delle persone con disabilità sono sotto-finanziate rispetto agli altri Paesi europei e l’erogazione dei servizi è sempre più carente.  L’offerta, col tempo, si è stabilizzata su servizi non personalizzabili che non consentono altre soluzioni alternative, soprattutto nei casi di disabilità intellettiva grave (le case famiglia o le piccole comunità alloggio rappresentano soltanto il 3,7% del totale dei servizi residenziali e non consentendo un sostegno intensivo risultano accessibili prevalentemente alle presone con disabilità moderata). Continua a leggere

Lo sport, strumento per un’effettiva integrazione sociale a 360°

ParalimpiadiLo sport è una delle attività che consente ai disabili di essere parte integrante della società”. Basta questa considerazione per descrivere l’importanza che ricopre l’attività sportiva per ogni persona con handicap fisico o mentale. E sono state proprio queste le parole con cui Nicola Stilla, presidente regionale della FAND (Federazione Associazioni Nazionali Disabili), ha aperto a Como il convengo “Sport e disabilità”, momento di approfondimento che ha caratterizzato la II giornata di primavera organizzata dal Comitato FAND a Como ed al quale sono intervenuti tre atleti disabili che hanno raccontato la loro esperienza sportiva che si è tradotta soprattutto in un’esperienza di vita che, proprio grazie all’attività sportiva, ha trovato maggiore pienezza. “A prima vista non esiste nulla di più lontano nell’immaginario collettivo tra lo stato di disabilità e la pratica sportiva – ha rilevato nella sua introduzione Stilla -. Eppure grazie allo sport tutti condividiamo allo stesso modo gioie e amarezze. La pratica sportiva, infatti, elimina le differenze fisico-sensoriali tra le persone oltre ad essere strumento per un maggior benessere”. E proprio questo è stato al centro dell’intervento di Mario Mazzoleni, presidente del Gruppo Sportivo Ciechi Lariani, che ha raccontato la sua vita sportiva sugli sci: “Nel 1977, quando abbiamo iniziato a cimentarci in questo sport, era ancora radicata l’idea che lo sci fosse assolutamente impraticabile per ciechi o ipovedenti. I fatti hanno dimostrato come questo pensiero fosse del tutto errato. Basta soltanto vedere quanto appena accaduto a Sochi in occasione degli ultimi giochi invernali Paralimpici. Infatti non esiste altra attività che ci dà massima libertà in quanto la nostra pratica non è delimitata da corsie. Soltanto una piccola trasmittente, che ci consente di interagire con la nostra guida, ci differenzia da ogni altro sciatore”.

Valentino Statella, raccontando la propria esperienza personale, invece ha sottolineato come lo sport sia una fondamentale occasione per una valorizzazione personale. Grande appassionato di pesistica e di body building, Statella ha perso l’uso delle gambe in seguito ad una lesione alla colonna vertebrale dopo un incidente stradale. “Per un anno non me la sono sentita di uscire di casa. Le difficoltà sono, infatti, notevoli – ha commentato -. Poi ho ritrovato uno dei pesi che utilizzavo e sono tornato ad allenarmi. I carichi di lavoro crescevano ed alla fine l’attività a casa non era più sufficiente. Così sono tornato in palestra. Nei primi momenti gli altri atleti erano pronti ad aiutarmi. Dopo un po’ sono stato io a diventare esempio per loro. Lo sport mi ha aiutato a ricreare quell’autostima in me stesso che la disabilità sembrava aver compromesso. Da qui la decisione di mettere a disposizione degli altri le mie conoscenze sportive. Oggi sono allenatore di una squadra di disabili che gareggia insieme ad atleti normodotati con ottimi risultati”. “Lo sport è un veicolo che consente di reagire e di affrontare la vita, impedendo di cadere nella disperazione” ha concluso Statella che, ricordiamo, è anche responsabile del Comitato Paralimpico.

Ma lo sport per disabili non è solo individuale bensì anche di squadra come ha ben raccontato Matteo Cani nella sua illustrazione del baseball per ciechi, disciplina sportiva creata da ex giocatori del BC Bologna nel 1994: “Il baseball per ciechi rappresenta uno sport dove una persona cieca o ipovedente gode della massima autonomia per quanto riguarda non solo la corsa lungo il diamante ma anche nella fase di battuta. L’unica cosa cui bisogna prestare attenzione, infatti, sono i segnali sonori che permettono di indirizzare la propria corsa verso una base”.

Tre discipline diverse, tre esperienze differenti per dimostrare come l’attività fisica e sportiva siano artefici di una sola finalità. Consentono infatti la socializzazione e la reintegrazione sociale permettendo di superare ostacoli, barriere o limiti così da permettere a tante persone di superare al meglio le proprie difficoltà di ogni giorno.