“Il livello di questo lago s’ha da regolare” All’origine dei problemi che hanno determinato la nascita del progetto Paratie

“Offriremo una soluzione definitiva al problema delle esondazioni del lago”. Qualche settimana fa, con questa parole, Massimo Sertori, assessore agli Enti Locali di Regione Lombardia, ha presentato il nuovo progetto paratie di Como. In effetti, bisogna dire che il livello delle acque del Lario, come per ogni bacino, è sempre stato una “spina nel fianco” per chi ha vissuto sulle sue sponde. Una spina, a volte, particolarmente dolorosa ed è proprio per questo che 72 anni fa si cercò di porvi rimedio dando vita al sistema di regolazione delle acque del lago di Como. Una decisione che non ha ottenuto gli effetti sperati e che, ad ogni stagione di “magra” o di “forti piogge”, ripropone un dibattito (con relative polemiche) che appare infinito. Del resto trovare un punto di incontro tra le esigenze di chi sul lago ci vive e ci lavora (e che vorrebbe un livello delle acque il più possibile stabile), e chi invece si trova in pianura, e quindi auspica che il lago sia regolato in modo da trattenere il maggior volume possibile delle piene così garantire i quantitativi necessari all’irrigazione soprattutto nei mesi estivi, finora si è rivelato impossibile. E questo confronto sembra destinato a procrastinarsi nel tempo senza che possa essere trovata una soluzione definitiva, anche se proprio l’idea delle paratie nasce per sanare uno dei problemi principali del lago, ovvero le sue esondazioni nella città di Como. Continua a leggere

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Da Milano al Lario, il canale dei sogni

Un sogno che nasce nel Rinascimento e che, con qualche evidente evoluzione dovuta allo scorrere del tempo, abbraccia l’età Moderna, il secolo del Lumi, l’Ottocento e la Belle Epoque per poi tramontare definitivamente nei primi anni Venti dello scorso secolo. Stiamo parlando dell’ambizioso progetto di collegare Como e Milano attraverso una via d’acqua navigabile. Primo fautore di questa idea, innovativa i tempi in cui vive, è Leonardo da Vinci che, complice il suo inesauribile genio, ipotizza la possibilità di agevolare il trasporto delle merci dalle Alpi verso il capoluogo lombardo sfruttando Como e il suo lago. Nel corso dei secoli altri seguono, modificando e sviluppando, questo punto di partenza fino al progetto ideato da Pagani. Il canale navigabile è dunque stato uno dei tanti sogni rimasti nel cassetto per migliorare il sistema di collegamento di Como e del suo comprensorio? Probabilmente sì, ma viene certo da innervosirsi pensando che si è  arrivati ad un passo affinché tutto diventasse realtà anche una parte minima di questa proposta, come vedremo, sarà poi destinata a realizzarsi. Continua a leggere