Sagnino ricorda l’Ing. Rossi con una targa sul muro di villa Baragiola

targa-rossiA sei anni esatti dalla sua scomparsa domenica scorsa, 16 ottobre, il Comitato “Monumento Ing. Alessandro Rossi” ha inaugurato la targa al fondatore della società Rivarossi, una delle prime industrie italiane produttrici di modellini ferroviari in Italia con sede nella frazione di Sagnino. La targa commemorativa è stata posizionata in una nicchia del muro di cinta della magnifica villa Baragiola, imponente edificio costruito nel 1689 dal Marchese Stoppani e allora abitazione della famiglia Rossi, a due passi dallo stabilimento che fu realizzato in quella “remota” località perché i terreni erano di proprietà della madre di Alessandro Rossi, la Signora Maria “Mary” Baragiola. La cerimonia è stata preceduta, venerdì 14 ottobre ad Albese con Cassano, da una serata particolare ospitata dalla chiesa di San Pietro dedicata a “Treni e trenini tra realtà e modellismo: canzoni, marce e immagini”, nel corso della quale è stato presentato il libro “I Rivarossi. Un percorso nel segno del mito” a cura di Vittorio Mottola, Marco Rossi e Paolo Albano.

La posa della targa a Sagnino, però, è stato un momento parte integrante del cosiddetto “Percorso Rivarossiano” promosso dal Comitato che vuole ricordare la figura dell’imprenditore comasco scomparso proprio il 16 ottobre del 2010. Tra gli altri momenti proposti negli ultimi anni l’inaugurazione, avvenuta il 3 marzo 2013, del monumento all’ing. Rossi posizionato sul piazzale dove un tempo esisteva lo storico stabilimento che ha contribuito all’evoluzione nel settore della produzione modellistica, diventata non un gioco ma soprattutto un passatempo per milioni di persone di ogni età nei decenni passati, in particolare a partire dall’immediato secondo dopoguerra. Nello stabilimento di Sagnino vennero, con coraggio, introdotte nella produzione dei modellini ferroviari innovazioni tecnologiche rivoluzionarie che portarono l’azienda a conquistare i mercati di tutto il mondo almeno fino alla seconda metà degli anni ’70 del secolo scorso quando l’elettronica fece il suo ingresso nel mondo del gioco e del tempo libero. Ma a Sagnino erano prodotti modelli di autovetture, in particolarmodo i modellini delle autovetture FIAT (500, 600, 124, ecc.) grazie ad un incarico affidato direttamente dallo stabilimento di Torino. Ma anche oggi, nel ricordo, Rivarossi ha assunto un ruolo particolare. Questo perché dal monumento posato nel 2013 sono stati estratti, con un sistema di incisione laser, parti raffiguranti “locomotive” in scala, denominate “Segno nel Mito”. Ogni locomotiva è stata consegnata nei singoli Comuni, facenti parte della vita di Alessandro Rossi: Albese con Cassano, primo sito della Fabbrica dei trenini “Rivarossi”; Cortina d’Ampezzo e ultima tappa Schio. Lo stabilimento Rivarossi portò ricchezza e prosperità nel quartiere e la cerimonia di inaugurazione della targa commemorativa ha potuto contare sul patrocinio di diverse amministrazioni comunali come Como e Cernobbio.

Nel frattempo rimane sempre d’attualità la possibilità di dar vita ad un museo che ripercorra la storia di questa fabbrica e possa esporre i suoi modelllini. Già da qualche anno il Comitato ha ottenuto autorizzazioni in tal senso da parte della società Hornby, multinazionale inglese del modellismo su rotaia, che dopo la chiusura della società di via Pio XI ne acquisì i diritti. L’idea era stata avanzata all’Amministrazione Comunale di Como ma, finora, non si è arrivati ad un risultato concreto.

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ComoinTreno lancia il concorso di ferromodellismo dedicato ad “Alessandro Civelli”, per quarant’anni dipendente della Rivarossi. Elaborati in mostra durante “Como Città dei balocchi 2015”

Alessandro Civelli al lavoroPur vivendo nell’epoca della tecnologia e dei giochi video, che quasi ormai monopolizzano l’attenzione delle giovani generazioni, sono però ancora numerosi gli amanti del  ferromodellismo. Piccoli o grandi artigiani che riescono a creare non semplici plastici, bensì autentiche opere d’arte grazie alla passione di quelli che popolarmente vengono definiti “trenini” e che invece sono autentici gioielli frutto della loro passione e della loro abnegazione perché spesso costruiti in prima persona riproducendo colori, caratteristiche, e magari anche difetti, di locomotori o convogli che viaggiano, o viaggiavano, sulle nostre strade ferrate. Modellini che raggiungono anche quotazioni impensabili e magari inconcepibili per un profano dell’argomento. Proprio per ricordare un grande appassionato di ferromodellismo, attività che ha anche caratterizzato la sua vita professionale quale dipendente dell’azienda comasca Rivarossi, l’associazione COMOinTRENO ha organizzato la prima edizione del  concorso di modellismo “Alessandro Civelli” inserito all’interno della manifestazione “Como città dei Balocchi – il Trenino dei Balocchi”. «L’auspicato successo della nostra iniziativa potrebbe portare nel tempo ad ampliarne la portata anche ad altre specialità (aeronautico, navale, etc.) e a confermarne la periodicità annuale» sottolinea in proposito il presidente di ComoinTreno, Roberto Ghioldi . Alessandro Civelli, originario del cuneese, è scomparso la scorsa primavera ed a livello professionale ha trascorso ben quarant’anni nella ditta che aveva sede a Sagnino. Singolare, come amava raccontare, il suo primo incontro con il mondo del modellismo ferroviario, avvenuto quando da ragazzo si era trovato ad ammirare alcune realizzazioni esposte nella vetrina di un distributore di carburanti. Erano modelli (locomotive ferroviarie in miniatura, semafori ad ala, un casello con passaggio a livello, una stazione) prodotte dalla Rivarossi che di lì a poco, anche in seguito al trasferimento con la sua famiglia dal Piemonte a Como, divenne parte integrante della sua vita lavorativa.

Il concorso a lui dedicato prevede tre categorie (under 16, over 16 e diorama), che si differenziato per l’età dei partecipante e per gli elaborati da presentare. «L’iscrizione è gratuita ed i premi per i vincitori saranno alcuni modelli in scala» prosegue Ghioldi che in proposito lancia un appello: mi sento di invitare il pubblico e tutti i modellisti a visitare la mostra ma  soprattutto a partecipare al concorso ». Il termine per le iscrizioni al concorso è  infatti fissato per lunedì 30 novembre p.v. mentre la  mostra dei modelli selezionati si terrà il 19 e 20 dicembre presso la sala superiore del Broletto. La premiazione dell’opera vincitrice avverrà domenica 20 dicembre. Per maggiori sulle caratteristiche proprie delle diverse categorie del concorso e dei lavori richiesti si può consultare le pagine dedicate del sito dell’associazione Como in Treno ovvero www.comointreno.it.