Volume storico sulla Como-Lecco. La presentazione de “Il Settimanale”

In allegato l’articolo pubblicato sul sumero di giovedì 19 aprile 2018 de “Il Settimanale della Diocesi di Como” dedicato alla presentazione del volume “La ferrovia Como-Lecco. Tra ferro, legno e seta nel cuore della verde Brianza”.

La Ferrovia Como-Lecco

Annunci

1888-2018: 130 anni di viaggi in treno tra Como e Lecco

Besa130 di esercizio, e li dimostra tutti. Ci riferiamo alla linea ferroviaria Como-Lecco, inaugurata nel 1888 e della quale ci siamo occupati in più occasioni, per lo più per denunciare i suoi disservizi e le numerose criticità. Eppure quella che può essere considerata la “Cenerentola” dei collegamenti su rotaia comaschi, a differenza di altre direttive del nostro Paese, pur tra mille difficoltà ed altrettanti motivi di inaffidabilità, è sempre stata attiva. La data fatidica del primo viaggio su tutta la direttrice è il 20 novembre 1888 ma la storia di questa linea inizia quasi vent’anni prima ovvero nel 1869 in un periodo particolarmente propizio. Continua a leggere

Quando i treni raggiungevano le sponde del Lario. In una pubblicazione la storia della locomotiva “dei giardinetti di Como” e dello scalo a lago

851-186 CopPer tanti anni poteva essere ammirata nelle vicinanze dello zoo di Como. Poi è stata spostata all’angolo tra via Cavallotti e viale Fratelli Rosselli. Infine da anni si trova presso i vicini giardini a lago in un’aiuola di viale Filippo Corridoni e qualche anno fa è stata soggetta ad un importante intervento di restauro. Il soggetto di questo nostro breve escursus urbano non è un monumento. O meglio non lo era in origine. Era una locomotiva funzionante: modello 851, numero di serie 186. A Como divenne famosa perché era il locomotore utilizzato nello scalo ferroviario delle ferrovie che collegava la stazione di Como San Giovanni ai giardini a lago. A questa storica locomotiva come detto da tempo posizionata ai giardinetti e che vanta la veneranda età di 106 anni essendo stata costruita nel 1909 dall’Officina Costruzioni Meccaniche di Saronno e che poteva funzionare sia a carbone che a nafta, alcuni instancabili soci dell’associazione “Como in Treno” hanno dedicato una pubblicazione che ripercorre non solo la storia di questo modello bensì anche dello scalo ferroviario a lago. Bisogna infatti sapere che fino all’arrivo degli anni ’60 le merci venivano trasportate ancora su chiatte via lago ed i carichi (per lo più materiali ferrosi nonché combustibili destinati alle acciaierie di Dongo) raggiungevano il molo per il loro carico e scarico dove era posizionata una gru. Stiamo parlando di manufatti ubicati dove dal 1983 si trova il Monumento alla Resistenza Europea. Per raggiungere le sponde del lago i convogli percorrevano un lungo viadotto a semicerchio che, partendo dai binari della linea ferroviaria Como-Chiasso, passavano sopra il Borgo Vico (dove oggi rimane visibile un ultimo tratto del viadotto), e  degradavano dolcemente fino a viale Recchi (che veniva momentaneamente chiuso al traffico veicolare con una catenella posizionata da agenti di polizia locale in occasione del loro transito) per poi raggiungere lo scalo. La locomotiva modello 851 era dunque adibita a trainare i carri che contenevano la la merce da caricare sulle chiatte che poi avrebbero raggiunto l’alto lago. E’ anche vero che i libri di storia cittadina raccontano come ci furono anche autentici treni adibiti al trasporto di persone che percorsero questo storico tragitto. Come nel 1899 quando il re Umberto I arrivò in treno direttamente ai giardini a lago in occasione dell’Esposizione voltiana che era in corso nello spazio attualmente occupato dallo stadio Giuseppe Sinigaglia. Proprio questa costruzione è legata, in parte, al vecchio sistema di trasporto delle merci tra Como e Dongo. I substrati su cui è stato realizzato lo stadio cittadini, infatti, altro non sono che il risultato dei sedimenti di terra accumulatisi nel corso anni dalle chiatte in arrivo da Dongo. Un terreno ricco di materiali ferrosi qualche tempo indicato come una delle possibili cause che vedrebbero appunto il tappeto erboso dell’impianto comasco come uno dei più a rischio per la salute dei calciatori vista la frequenza con cui sono stati colpiti da SLA, atleti che hanno vestito la casacca del Como. Va però ribadito che queste sono sempre state indicate come supposizioni in quanto nulla è mai stato effettivamente provato. Ma torniamo ad occuparci dello scalo a lago. Questo rimase attivo fino al completamento del cosiddetto “miracolo economico italiano”. Con gli anni ’60, infatti, il viadotto e lo scalo vennero prima chiusi e poi smantellati, con la sola eccezione di qualche tratto che oggi, seppur piuttosto degradato, rimane muto testimone di un passato che non c’è più. L’opuscolo “851-186: la leggendaria loCOMOtiva dei giardinetti a lago” è stato realizzato da Roberto Ghioldi, presidente dell’associazione Como in Treno; da Salvo Bordonaro, non solo docente ma appassionato a 360° di tutto ciò che riguarda il mondo ferroviario ed il ferromodellismo, e Bruno Pizzolante, ed è edito dalle Edizioni Tecnografica di Lomazzo. La pubblicazione è stata messa in vendita per la prima volta in occasione de il “Trenino dei balocchi”, iniziativa che ha animato tre fine settimana al Broletto della XXII edizione della “Città dei Balocchi”, e può comunque essere richiesta all’associazione visitando il sito internet www.comointreno.it. Il prezzo della pubblicazione è di Euro 5.

Arcisate-Stabio, Svizzera preoccupata per i costi di gestione di un’opera incompiuta

ImmagineMentre il territorio comasco si appresta a vivere l’agognata cerimonia di inaugurazione dell’A59, ovvero del primo tratto della tangenziale di Como inserita nel sistema viabilistico dell’autostrada Pedemontana, fosche nubi incominciano ad addensarsi su un progetto di mobilità frontaliera peraltro ancora incompleto. Stiamo parlando della linea ferroviaria Mendrisio-Stabio che, prima o poi, arriverà anche ad Arcisate e Varese ma che al momento collega il paese di confine limitrofo alle province di Como e Varese con Chiasso. Sul banco degli imputati ci sono i costi annuali di gestione di questa linea che, ovviamente incompleta, risultano assai più consistenti rispetto ai ricavi. Una recente interrogazione presentata al Governo della Repubblica del Canton Ticino ha infatti quantificato in 1,77 milioni di franchi il costo annuale di gestione della linea contro un introito stimato in soli 340mila franchi. E siccome gli organismi elvetici sono molto sensibili ai conti economici la loro preoccupazione, proiettata verso gli scenari futuri, non è certo destinata a mitigarsi di fronte all’impasse ed alle difficoltà che stanno caratterizzando lo “stato dei lavori” di questa linea ferroviaria sul fronte italiano. Continua a leggere

Stazione unica di Camerlata: occasione per il rilancio del trasporto pubblico a Como e nella sua provincia

Como NOrd CamerlataIl rapporto tra Como e le sue ferrovie sembra essere sempre caratterizzato da quella che può essere definita “un’incomprensione reciproca”. C’è, solo per stare alle ultime notizie, chi si dimentica di indicare la stazione di Como San Giovanni tra le mete che possono essere raggiunte “su rotaia” dal polo espositivo di EXPO 2015; chi protesta sui media locali relativamente all’impossibilità di poter acquistare biglietti ferroviari per le località del Canton Ticino (per non parlare delle aperture a “singhiozzo” degli stessi sportelli che vendono i biglietti); e chi, come la maggioranza di Palazzo Cernezzi, guarda addirittura al futuro cogliendo l’opportunità di confrontarsi sul trasporto pubblico locale con Helmut Moroder, per anni punto di riferimento di questo settore in un contesto dove spostarsi con il proprio automezzo privato molto spesso è inutile e non conveniente, ovvero l’Alto Adige. Tra questi estremi, rispettivamente negativi e positivi, si colloca la progettata nuova stazione di Camerlata, ipotizzata fin dal dicembre del 2006 grazie ad un protocollo firmato allora dal Comune di Como e da Rete Ferroviaria Italiana, che è stata al centro di una serata pubblica di informazione, ma anche di valutazione popolare sul progetto, che si è svolta venerdì scorso presso il centro civico di piazza Camerlata. Di questa infrastruttura se ne parla ormai da anni, anche in questo caso tra alti e bassi ovvero promesse di finanziamento; elaborazioni grafiche, che insieme a tabulati progettuali, vanno e vengono da un’istituzione ad un’altra; e un costante interesse manifestato, però, soprattutto al di là della frontiera. Continua a leggere

Nuova Stazione a Camerlata: un progetto che vale

Como CamerlataMobilità efficiente: per un bene condiviso

  • La cittadinanza in generale: che ha diritto alla mobilità urbana ed extraurbana e alla salute (una migliore qualità ambientale)
  • I pendolari: per i quali la qualità dei trasporti ha un effetto immediato su qualità di vita e realizzazione del diritto al lavoro o allo studio
  • Le categorie economiche: che hanno un interesse legittimo a un’efficiente circolazione di merci e persone (in particolare il settore turistico)

A Como: c’è un patrimonio…

  • 3 linee: Milano-Saronno-Como di FNM Milano-Como-Chiasso di RFI Como-Molteno-Lecco di RFI
  • 7 stazioni ferroviarie: Grandate Breccia Como Camerlata Como Borghi Como Lago Albate Trecallo Albate Camerlata Como San Giovanni più una limitrofa: Chiasso

… da utilizzare Continua a leggere

Grandate-Malnate, la memoria corre anche lungo un plastico

DownloaderE’ stata chiusa il 1° agosto 1966 e smantellata negli anni successivi. Il suo sedime, in alcuni dei paesi un tempo attraversati, è diventato spazio urbano dove sono state costruite strade, abitazioni ed anche una scuola. Eppure, parafrasando una frase famosa, la “Grandate-Malnate è sempre più con noi”. Il compito di salvaguardare la memoria storica di questa direttrice delle Ferrovie Nord Milano (l’unica non radiale verso il capoluogo lombardo) nei confronti non solo degli appassionati della materia ferroviaria ma anche verso i bambini e gli studenti, è stato preso particolarmente a cuore dall’associazione “Como in treno”, il sodalizio culturale che riunisce un gruppo di amatori ferromodellisti e appassionati di uno dei mezzi di trasporto che più degli altri ha contribuito allo sviluppo delle zone interessate dalla sua presenza, ovvero il treno. Continua a leggere