Cento anni fa “l’ultimo anno di guerra” – Correva il giorno 19 gennaio 1918

La messa del dell’onore a Piazza Santo Stefano
«Da qualche tempo nei giorni festivi alle ore 11:30 in Chiesa parrocchiale viene celebrata la Messa del soldato sempre frequentatissima, e da lunedì ogni sera padre Luigi nostro vicario tiene ai soldati prediche patriottiche incitandoli a sopportare con rassegnazione i disagi della vita militare ed a lottare eroicamente per scacciare lo straniero. Anche queste prediche sono frequentatissime».

Conferenza patriottica
«I mutilati di Como dovevano tenere domenica mattina in piazza della Posta una pubblica conferenza con tema patriottico ma poi per circostanze varie, venne rimandata a domenica alle ore 13:00 ed avrà luogo nell’atrio del palazzo Comunale. Nessuno manchi. Parlerà il tenente mutilato Verga».

Pessima qualità del pane
«Da alcuni giorni si mangia qui da noi un pane che è la negazione assoluta dall’alimento sovrano della popolazione… Prescindendo dal colore, il quale può dipendere da un meno accurato abburattamento delle farine, oppure dalla qualità del grano impiegato, sembra che alla farina siano commiste sostanze affatto estranee, o quantomeno si siano usati grani o farine avariate, poiché le pagnottelle anziché emanare il profumo del pane, danno all’olfatto un odore di stantio, di fermentato, di cosa guasta. La popolazione grida e protesta, accusa dolori di stomaco e di pancia e si lamenta coi panettieri; ma questi osservano che non  possono usare che delle farine che vengono loro fornite dal Consorsio Granario, che quindi non è colpa loro se il pane riesce scadente, ed hanno pure ragione, onde ogni protesta, ogni reclamo deve devesi di conseguenza rivolgersi al Consorzio fornitore».

Furto ed assoluzione

«L’impresa Brambilla, assuntrice di lavori stradali in questo comune, avendo constato tempo fa la mancanza di alcuni badili, picconi e coperte denunciava per appropriazione indebita qualificata il lavorante Vitta Gaetano di Carate che ne aveva avuta in consegna, il quale al dibattimento seguito in questi giorni al Tribunale Penale di Como negò l’imputazione addebitatigli dicendo di avere restituito tutto meno le coperte che si erano bruciate, venne assolto per insufficienza di prove difeso dall’avv. Cattaneo Enrico».

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Cento anni fa “l’ultimo anno di guerra” – Correva il giorno 12 gennaio 1918

DiarioRassegna settimanale di notizie di cronaca nel corso dell’ultimo anno della Grande Guerra.

Sul campo dell’onore a Piazza Santo Stefano
«E’ pervenuta la notizia alla famiglia che il soldato Cassina Giocondo della classe 1899 è morto in uno ospedale da Campo per ferita grave riportata in combattimento».

Approvvigionamenti
«Per accordi intervenuti tra il Sindaco ed il macellaio signor Butti Pietro, il lardo prodotto coi maiali forniti dal Comune sarà venduto a L. 7.30 il chilogrammo ed allo stesso prezzo il signor Butti venderà anche il lardo di produzione. E’ questa una misura che non mancherà di essere accolta con soddisfazione».

All’Asilo infantile
«Il Consiglio d’Amm. dell’Asilo infantile di Piazza S. Stefano, veduto lo splendido risultato del concorso pro-asilo, che ne assicura il regolare funzionamento, anche in tempo difficile specialmente per le aumentate spese, porge a tutti i benefattori i più sinceri e cordiali ringraziamenti e li assicura della imperitura riconoscenza e gratitudine della popolazione beneficata, e particolarmente del Consiglio di Amministrazione. L’Asilo è stato riaperto lunedì».

Beneficenza a Rovenna
«Apprendiamo che il concittadino Luigi Ortelli residente nella lontana America, ha voluto ricordarsi dei poveri e delle istituzioni nostre, inviando una discreta somma perché fosse tra loro ripartita».

Diario di Guerra (1915-1918) XLV-XLVI settimane – avvenimenti fino all’8 aprile 1916

La lotta continua ed intensa si va svolgendo su tutti i fronti, ed ovunque le cose pare si vadano mettendo bene per la Quadruplice intesa. La caduta di Erzerum ha demoralizzato i Turchi i quali arrivano perfino a parlare di pace e la chiederebbero ben volentieri se i Tedeschi che spadroneggiano a Costantinopoli non li minacciassero di guai seri se osassero tanto. Lunedì ancora una volta gli austriaci hanno tentato un raid aereo su Milano ma fu impedito dai nostri aviatori i quali fugarono i nemici, non prima però che gettassero qualche bomba su Paderno d’Adda, su Desenzano e su altri paesi della provincia di Brescia e di Bergamo. In Albania nulla di nuovo, sui mari anche, ed in Francia furono atterrati uno Zeppellin, e sugli aeroplani che tentarono volare su Parigi e su altre città per gettare bombe. A Salonicco calma ed anche in Mesopotamia. In Alsazia la lotta è sempre più intensa”.

Ed a Cernobbio…
La scorsa settimana abbiamo parlato dei rincari sulla legna da ardere e questa volta torniamo ad occuparci del commercio degli zuccheri. A Cernobbio, infatti, viene diramato il contenuto del Decreto Luogotenenziale datato 18 marzo 1916: “Ogni deposito di zuccheri fuori da magazzini di fabbriche in quantità superiore ai cinque quintali è soggetto a denuncia ed alla vigilanza degli Agenti di Guardia di Finanza nonché alle tenuto di un registro di carico e scarico”. Agli esercizi di vendita al pubblico vengono vietate le vendite superiori a qualche chilogrammo di zucchero. Ma non è solo lo zucchero ha provocare discussioni e polemiche. A Piazza Santo Stefano, infatti, sul ‘bando degli imputati’ finisce anche il prezzo del pane che “si vende a quattro centesimi in più di quanto lo si paga a Cernobbio, a Rovenna ed a Maslianico (…)”.
A Piazza Santo Stefano invece si riunisce il Comitato di Preparazione Civile che “sotto la presidente del Sindaco, ha, fra l’altro definito una seconda distribuzione di sussidi del Comitato giacenti presso il Banco Lariano (sede di Cernobbio) nella complessiva somma di L. 185 a 16 famiglie bisognose del paese aventi consanguinei sotto le armi, nella  misura, secondo i bisogni, di L. 15, 10 e 5 (…) In detta seduta venne altresì deliberato di concedere una gratificazione di L. 10 al soldato d’artiglieria Urio Ernesto, nativo di questo comune, ora in licenza, a titolo di premio per il suo atto di patriottismo compiuto presentandosi sotto le nostre armi pur trovandosi fin da bambino domiciliato a Mendrisio (Svizzera)”.

La guerra c’è ma la vita continua…
Siccome buona parte dei nostri musicanti hanno risposto all’appello della Patria e sono sotto le bandiere causando una completa inattività allo Società Filarmonica di Cernobbio un gruppo di vecchi musicanti ha deciso di rimpiazzarli temporaneamente fino al loro ritorno, e, sotto la direzione del maestro sig. Fasana vanno preparandosi attivamente per concerti e partecipare a manifestazioni patriottiche”.

Diario di Guerra (1915-1918), nel cuore del gennaio 1916

XXXVI settimana – avvenimenti fino al 29 gennaio 1916

Dai bollettini di guerra di questa settimana: “La lotta continua su tutto il fronte intensa, da parte nostra e da parte degli alleati. Nostri aeroplani hanno volato oltre Trento ed hanno lasciato cadere bombe sulle stazioni di Trento e di Rovereto, le nostre truppe hanno respinto vari attacchi nemici ed hanno occupato qualche posizione. Quattro aeroplani austriaci hanno volato su Rimini lanciando bombe, per fortuna innocue, ma una ha colpito un nostro cannone antiaereo cadendo in mare. Sul mare abbiamo da registrare qualche siluramento di navi e l’affondamento per aver urtato mine galleggianti dei piroscafi italiani ‘Brindisi’ e ‘Città di Palermo’. Si tratta di vecchi piroscafi mercantili. Un dispaccio da Roma annuncia che l’esploratore austriaco tipo Novara venne silurato e colato a picco dal sommergibile francese Faucault aggregato alle nostre forze navali. Da altri particolari risulta che nel combattimento del 29 dicembre le navi nemiche furono ripetutamente colpite e danneggiate dal nostro fuoco e che il rinvenimento di numerosi cadaveri di marinai austriaci galleggianti sulla costa a nord di Durazzo confermerebbe la perdita dei cacciatorpedinieri Lika e Triglaw”. Dagli altri fronti: “In Galizia l’offensiva russa continua con successo. Nelle Champagne i francesi hanno fermato un tentativo di offensiva tedesca infliggendo al nemico perdite gravissime; ai Dardanelli gli anglo-francesi hanno abbandonato l’impresa ed hanno ritirato le truppe per inviarle a Salonicco dove pare che gli austro-tedeschi ed i bulgaro-turchi vogliano iniziare l’offensiva. In Mesopotamia i turchi hanno subito un grave scacco per parte degli inglesi e nel Caucaso non si hanno novità. Invece nel Montenegro le cose vanno male assai e gli austriaci dopo tre giorni di lotta accanitissima, hanno tolto ai montenegrini il Monte Lovcen e minacciano ora la stessa Cettigne, capitale del piccolo regno”.

Ed a Cernobbio…
In paese destano vivace eco le vicende ed i racconti dei soldati che tornano in licenza dal fronte. Leggiamo: “(…) sono scesi dai monti bianchi di neve, o provengon dall’Isonzo o dal Carso…tutti sono belli, tutti sani, forti e robustissimi. A un complimento sull’aspetto florido uno ci rispose: ‘Ma che decotti, pillole o farmaci contro l’anemia: due mesi al fronte e ci si rimette la pelle o ce se ne fa un’altra…”. Giulio Casnati che fu al Tonale prima e poi sul Carso è entusiasta della vita e delle emozioni provate. ‘Ti è giovata la tua corsa veloce?’ domandiamo. ‘Mirabilmente sia nel posare i tubi di gelatina presso i reticolati ed allontanarmi rapidamente dopo; sia nell’assalto per buttarmi nel minor tempo possibile nella trincea avversaria, evitando il fuoco delle mitragliatrici e sostenendo la lotta corpo a corpo…’; l’ho sentito più tardi, mentre si disponevano a posare davanti all’obiettivo di Vasconi, sentenziare a bassa voce un collega ‘facciamoci fotografare perché potrebbe essere l’ultima’. Emilio Monti, caporalmaggiore dei gialloblu, fu al Costen d’Asiero in estate, ed ora sul medio Isonzo. Il valoroso caporale Egidio Bossi, il prode trombettiere Zanzur, Gargaresch e Zuora, bravo quanto modesto, confida che la guerra è più difficile sull’Isonzo che in Libia. L’artiglieria austriaca spara però generalmente come quella dei turchi. E’ vispo e contento, e raccontando fa sovente il parallelo fra la guerra presente e la passata italo-turca. Abbiamo visto Luigi Della Torre, alpino guarito da una ferita alla mano; Bernardo Fasana in guarigione per una ferita al braccio sinistro contratta nella presa della formidabile posizione di Monte Conston. Aldo Ferrario, addetto al Comando di una batteria di grossi pezzi in alta montagna. Pini e Terruggia aggregati alle colonne munizioni da rifornimenteo; Carlo Maternini, bersagliere, Peverelli e i fratelli Noseda del genio combattenti o addetti al servizio nel medio Isonzo. Il sergente volontario Mario Vasconi è entusiasta della lotta emozionante per la grande causa, e soddisfatto di aver compiuto volontariamente il proprio dovere. Combattè nella presadi “Doss Casima” e descrive con fresca parola le innumerevoli partite di esplorazione sull’Altissimo. E’ spiacente di una cosa sola: d’esser ora libero per il temporaneo scioglimento dei corpi volontari; ma presto lo vedremo certamente indossare la onorata divisa dell’esercito regolare. Un sergente che merita tutta la nostra ammirazione e il nostro più sincero elogio è il concittadino Antonio Corticelli di Emanuele. Arruolatosi volontario, veniva inviato prontamente al fronte quale tiratore scelto. Si guadagnò così per merito di guerra i gradi di caporale, cap. maggiore e ultimamente di sergente. In un’azione rimase ferito gravemente; non volle ricorrere al posto di medicazione e continuò a combattere; ‘visto il suo spirito elevatissimo’ son le parole del capitano, venne da questi inviato a deporre un tubo di gelatina presso i reticolati. Adempieva scrupolosamente al mandato, ottenendo ottimi risultati, e rientrava nuovamente in trincea. Solo allora si faceva medicare ma ritornava poco dopo al proprio posto di combattimento; venne proposto per la medaglia d’argento al valore. Fu tra i primi ad entrare a Peteano ed ora lotta sulle contrastate vette. E’ tornato fra noi modesto e contento come era partito; si dice lieto di ritornare per continuare la sua missione per il trionfo della civiltà e della patria nostra. Parecchi gli automobilisti reduci dal fronte, Gilberto Casnati, Secchi Florindo e il sottotenente Vittorio Allamel. Un prode ufficiale è il sottotenente Carletto Lezzani del valore del quale il nostro giornale se ne occupò e che è ancora convalescente per una ferita alla testa prodottagli da una palla di mitragliatrice. Sono tornati pure dal fronte il sottotenente di fanteria Carlo Sereni  e il maresciallo di marina Carlo Besana, imbarcato ora su una corazzata. E tutti sono allegri e contenti e raccontan tante cose vedute, provate e intensamente vissute. I compagni Cernobbiesi che ancora non raggiunsero le prime linee li ascoltano attentamente e senton per loro un affetto nuovo, cordiale, un’ammirazione sincera. Li abbiamo visti riuniti all’Hotel Olga nell’ampio atrio bene il ‘champagne’ colla stessa semplicità della vita in trincea; li abbiamo rivisti allegri e chiassosi al ristorante Olanda ad un banchetto di fine d’anno. E’ strano ma è una verità: sentono spesso il bisogno di trovarsi riuniti; è così diminuito il distacco fra la vita di guerra e la vita paesana (…)”.

La guerra c’è ma la vita continua…
Un fitto nebbione, mercoledì per tutta la giornata, ha resa difficilissima la navigazione dei piroscafi sul lago che nelle prime ore del mattino ed alla sera dovette essere sospesa. Il piroscafo “Plinio”, partito da piazza Cavour alle sei per Colico, a mala pena arrivò al pontile di Tavernola ove stette fino alle otto. Il “Brunate” da Carate per Como arrivò a Cernobbio verso le 8.30 invece che alle 7 e vi stette fermato fino alle 10 circa; l’”Adda” si fermò a Blevio e l’”Italia” non è partita da Colico. Causa queste fermate, naturalmente i viaggiatori risentirono non pochi danni, e quelli diretti a Como per la più parte raggiunsero la città a piedi”.

Diario di Guerra, XXXV settimana – avvenimenti fino al 22 gennaio 1916

Siamo così entrati nel secondo anno di guerra, il 1916: “Questa settimana iniziando la Cronaca della grande guerra, dobbiamo segnalare uno scontro navale avvenuto nell’Adriatico davanti a Durazzo tra le nostre navi e quelle austriache. Due cacciatorpediniere tra le più veloci e potenti che aveva l’Austria furono affondate, ed un velivolo venne abbattuto. Le nostre navi non riportarono alcun danno e fecero prigioniero l’equipaggio di uno dei cacciatorpediniere affondato, quello dell’altro è annegato. Sul fronte terrestre, gli scontri continuano e le nostre valorose truppe hanno conquistato varie cime che dominano Riva sul lago di Garda. Verso Gorizia conquistarono varie trincee, fecero molti prigionieri”.
Questo per ciò che concerne la guerra “italiana”. Sugli altri fronti in questo primo scorcio di 1916 si registra: “In Galizia ed in Volinia i Russi hanno iniziata l’offensiva ed obbligano gli austro-tedeschi a ritirarsi continuamente. Presto saranno ancora sui Carpazi, su quei Carpazi che per sloggiarli tanto sangue dovettero versare gli austro-tedeschi. In Macedonia gli alleati si fortificano solidamente ed a Salonicco, dopo che un aeroplano tedesco ha volato sulla città gettando bombe sugli accampamenti franco-inglesi, i comandanti militari Serrail e Mahon hanno fatto arrestare i consoli e tutto il personale dei consolati austriaco-germanico, bulgaro e turco. In Mesopotamia e nel Caucaso poche novità e così in Francia e nel Belgio dove continuano leggeri scontri con esito alternato. Sui mari un sottomarino ha silurato il transatlantico inglese ‘Persia’ in viaggio per le Indie, il quale è affondato in pochi secondi travolgendo tutti o quasi i passeggeri tra i quali il Console americano di Aden. E’ un nuovo assassinio compiuto dai tedeschi e vedremo questa volta che tra le vittime v’è un console americano, cosa faranno gli Stati Uniti i quali fino ad ora hanno sempre fatto una figura assai meschina. Grecia e Romani sono ancora neutrali ma presto l’avanzata dei russi in Bucovina li farà decidere. Anche in Polonia i Russi hanno attaccato con successo i Turchi”.

Ed a Cernobbio…
Facciamo un passo indietro…le festività, è vero, sono finite, ma nelle cronache e nelle vicende cernobbiesi non si spegne l’eco del Natale. Ecco la cronaca della celebrazione della S. Messa natalizia al Monte Bisbino che, riportano i giornali, ha avuto “il numeroso concorso di persone”. “Alle 23 circa – si legge – cominciarono a squillare le piccole campane del Santuario: era un suono tenue ma che assumeva un tono maestoso nel silenzio della notte e nell’ora insolita. In questi giorni tanto tristi quelle campane sembrava invocassero pace e tanti cuori si sentivano sollevare da quelle voci dolci che facevano dimenticare dolori e miserie di quaggiù. A mezzanotte padre Stanislao di Seregno celebrava assistito da ben più di quattrocento persone. Al Vangelo pronunciò un elevato discorso in cui ben si confacevano i confronti della giornata del S. Natale, tutta pace, tutto amore, tutta fratellanza, contro tanta guerra, tanto odio, tante inimicizie di Nazioni (…).
L’albergatore sig. Antonio Riva per tale occasione aveva preparato abbondanti cibarie, alloggi e locali ben riscaldati in modo che le persone giunte lassù trovarono qualsiasi comfort. E’ il primo anno che si celebra la S. Messa a Natale e dato il felice risultato per il buon concorso di pubblico, si spera che negli anni venturi sarà mantenuta la buona istituzione. Le piccole campane hanno squillato all’alba di un Natale di guerra. Possano squillare ancora ma all’alba di un Natale di vera pace, in cui gli uomini deposte le armi e accanto ai tradizionali fuochi domestici, ricordino le loro gesta eroiche e al sacro fuoco dell’amore dei loro cari siano estinti tanti odii di popoli”.
L’anno si apre inoltre con i più vivi ringraziamenti del Comitato Lana per i Soldati di Cernobbio “ai gentili oblatori ed in special modo alle operaie delle Tessiture Seriche Bernasconi che raccolsero quasi interamente i fondi occorrenti per il funzionamento di tale istituzione”.

La guerra c’è ma la vita continua
Per cura della Sezione Lariana della Società Lombarda di Pesca e Pescicoltura, giovedì nel nostro bacino e nel bacino del Centro Lago, furono immerse 300.000 anguillette fornite dall’incubatorio nazionale di Roma. Di questo se ne compiaceranno certamente i pescatori i quali potranno tra qualche anno ripescarle”.

Diario di Guerra (1915-1918)…eventi fino al 1° gennaio 1916

Domenica del Corriere Dicembre 12Il 1916 è arrivato e, come recitano i resoconti: “Continua la lotta su tutti i fronti intesa. Da parte nostra procede metodica l’offensiva e qualche tentativo del nemico per ritogliere le posizioni conquistate viene subito sventato con perdite gravi. In Francia, nel Belgio ed in Russia i combattenti sono continui e le vittorie alternate. Nei Balcani gli alleati franco-inglesi stanno trincerandosi entro Salonicco che ormai fu resa inespugnabile. Ai Dardanelli ed in Mesopotamia nulla di importante e così sui mari, tranne qualche siluramento di navi mercantili da parte dei sottomarini. Nel Montenegro la lotta continua ed i montenegrini hanno saputo respingere gli austriaci dopo che questi avevano invaso il loro territorio. Gli Stati Uniti d’America dopo avere fatta la voce grossa con l’Austria circa l’affondamento del piroscafo ‘Ancona’, ora sembra si siano calmati, e forse aspettando il sicuro fatto… non amichevole per agire. Grecia e Romani sono ancora neutrali, e pare che tali resteranno a qualunque costo. Intanto la Grecia deve vedere la guerra portata in casa sua e, molto probabilmente, dovrà perdere quella Salonicco che tanto sangue le è costata nel 1912 e nel 1913”.

 

A Cernobbio…

L’anno si chiude con l’ultimo consiglio comunale in quel di Piazza Santo Stefano. Nel suo discorso il sindaco Giovanni Dotti ha ricordato “i diversi lutti che hanno dolorosamente colpito il nostro paese”. Ancora prima del Santo Natale, infatti, gli allora tre Comuni ricevono nuove notizie su loro giovani caduti al fronte. Si tratta di Giuseppe Chiodini, soldato del 111° Reggimento Fanteria, nato il 5 gennaio 1880 a Marcignano (distretto militare di Pavia), residente a Cernobbio e morto il 22 dicembre nell’ospedaletto da campo numero 230 per malattia contratta al fronte, e Samuele Fasana, soldato della III Compagnia di Sanità, nato a Rovenna il 27 maggio 1894, e morto a Brescia per malattia.

Tra le altre notizie della settimana si segnala il rincaro del gas che è annunciato con il seguente avviso: “Data la continua crisi del carbone la Società del gas ha stabilito che in via provvisoria dal 1° gennaio 1916 il prezzo del caso è aumentato di 5 centesimi al metro cubo”, ed i primi resoconti sui ringraziamenti scritti dai soldati impegnati al fronte dopo aver ricevuto il dono di Natale: “Al nostro Comitato di preparazione Civile continuamente pervengono lettere di ringraziamento inviate da soldati che hanno ricevuto il vaglia di L. 5 loro spedito nella ricorrenza del Natale. Per la maggior parte sono lettere vibranti di patriottismo e che confermano lo stato d’animo dei nostri soldati i quali non sono certo ad altri secondi nell’adempimento dei propri doveri”.

 

La guerra c’è ma la vita continua…

A Cernobbio “i giovani della schola cantorum della nostra parrocchia sotto l’abile direzione del vicario don Marco Bazzoni eseguirono della buona musica accompagnati dall’organo tanto alla Messa della notte di Natale come ai vesperi, e seppero farsi onore. La serata di S. Stefano invece delle solite rappresentazioni del cinefotografo abbiamo avuto una serata drammatica avendo i giovani dilettanti del ricreatorio rappresentato “Sull’Isonzo”, bozzetto patriottico in tre atti seguito dall’esilarante farsa “In Tribunale”.

Diario di Guerra (1915-1918)…il Natale 1915

natale1915E’ Natale ma parafrasando un popolare detto del periodo “niente di nuovo” ma non solo sul fronte Occidentale bensì su tutti gli scacchieri della guerra dove si muore quasi senza motivo. Dalle parole, comunque, traspare un velo di tristezza nel riportare righe che settimana dopo settimana sembrano sempre le stesse: “Poco o nulla la cronaca della guerra ha da dire da parte nostra, tranne i soliti attacchi e contrattacchi a posizioni e trincee che finiscono sempre con la vittoria nostra e con la conquista delle posizioni nemiche. La spedizione italiana in Albania è stata felicemente compiuta. In Francia, nel Belgio e in Russia nulla di importante tranne anche là i soliti attacchi e contrattacchi. A Salonicco i franco-inglesi si stanno trinceranno onde ben ricevere i tedesco-bulgari-turchi, se vorranno andarli a trovare. Al Caucaso nulla di nuovo ed ai Dardanelli gli inglesi hanno abbandonato qualche posizione di poca importanza. In Mesopotamia nulla di nuovo ed in Egitto continuano i preparativi per ben ricevere gli invasori, se vorranno tentare. Il Montenegro tien testa agli austriaci mirabilmente. Sui mari la flotta russa ha affondato l’incrociatore tedesco ‘Bremen’ con due torpediniere e gli inglesi un sottomarino tedesco nel Mediterraneo. Greci a e Romania sono sempre neutrali”.

A Cernobbio…
Proponiamo il testo del principale articolo dedicato a Cernobbio sul numero di Natale 1915 del settimanale “L’Araldo” per comprendere il clima generale in cui svolse in paese la prima festa sotto le armi:  “Nulla di immutato nella tradizionale festa d’oggi…le campane del Natale squilleranno ancora nella fredda notte, ed il canto eternale di gloria risuonerà in tutto il mondo… ma fuori dal tempo sacro, stride la tempesta, infuria la guerra; lungi dalla mistica quiete del presepio tuona il cannone, scorre il sangue di giovani vite: tra i cruento combattimento si muore forse imprecando… Non cantiamolo il grido solenne della pace in terra mentre scorre il sangue; raccogliamoci e ripetiamolo invece come l’invocazione di un morente che chiede la grazia suprema… Giorno di Natale, festa di famiglia, festa di pace! Ironia delle cose…
Quante povere madri oggi presso il misero desco troveranno un posto segnacolo di lutto e di lacrime; per queste martiri del dolore invochiamo la pace del cuore, la rassegnazione. La Patria ha chiesto il sacrificio di un vostro amore e voi, madre italiane, pregate pei caduti la pace eterna, se pei viventi questa invocazione è un’ironia… Quante povere spose oggi presso una culla verseranno sull’innocente frutto del loro amore tutto lo sfogo delle loro lacrime e del loro dolore, ed alla creatura invocante il nome del padre, la madre cristiana ed italiana, come le antiche madri romane, con sublime forza d’animo, additerà il Cielo!
Natale! Non facciamo gli insulsi e vuoti auguri pragmatici: non è il momento: questa è l’ora solenne della patria, è l’ora di un dolore sublime… Forse mentre le campane suoneranno a festa, tanti nostri fratelli morranno… Come è triste il Natale oggi, come è sconsolante… Solleviamo fidenti e sereni la fronte, in alto i cuori e speriamo…
Speriamo che la bufera passi e sulla patria nostra, sul mondo intero che la malvagia cupidigia di un bruto ha lanciato nel dolore e nel pianto ritorni la pace…
Speriamo che sul Belgio insanguinato e deserto che non avrà neppure i bronzi di annunziare ai credenti la familiare festa, possa ritornare la tranquillità e la libertà del popolo…
Speriamo che sull’Italia nostra sventoli il tricolore vittorioso e superbo, e che al prossimo Natale in altre terre che i fratelli vanno conquistando, suoni nell’idioma di Dante il grido dei secoli pace in terra.
E sia questa oggi per quelli che sono lungi dal rombo del cannone, la festa dell’invocazione della pace, dell’invocazione della concordia… Piccoli innocenti bimbi, forse orfani, chiedetela voi la pace, scongiuratela voi… E’ troppo triste il mondo che vive nel sangue nel dì di Natale!”.

La guerra c’è ma la vita continua…
Il Comitato di Assistenza Civile ha proceduto alla spedizione dei vaglia di L. 5 ad ognuno dei nostri soldati. Essi hanno già risposto ringraziando. I cernobbiesi in armi ha raggiunto il non indifferente numero di 200 (…). Il Comitato femminile pro-indumenti di lana ai soldati sentitamente ringrazia la gentile signora Contessa Carla Erba Visconti di Modrone che volle generosamente inviare N. 30 paia di calze da spedirsi ai nostri soldati e si augura che altri l’abbiano ad imitare (…)