Un campione di calcio e di simpatia: José Altafini

AltafiniNella storia dello sport è uno dei rari esempi di longevità agonistica ed insieme a Luisito Monti e Raimondo “Mumo” Orsi è uno degli unici tre calciatori ad aver vinto un Campionato del Mondo pur avendo partecipato a due edizioni della manifestazione indossando le casacche di altrettante nazioni diverse. Monti ha partecipato al mondiale del 1930 e con la maglia dell’Argentina ha dovuto arrendersi all’Uruguay in finale riscattandosi quattro anni dopo con l’Italia vittoriosa per 2-1 sulla Cecoslovacchia. Orsi fu riserva in quel mondiale del 1930 ma titolare inamovibile, e campione, quattro anni dopo con l’Italia. Il nostro protagonista, invece, si è laureato campione del mondo nel 1958 in Svezia giocando insieme a Pelè e quattro anni dopo ha indossato la maglia dell’Italia nella sfortunata spedizione azzurra ai mondiali in Cile (l’Italia fu estromessa dai padroni di casa in uno degli incontri più assurdi della storia della Rimet con l’arbitro inglese Aston impegnato più a punire gli azzurri che ad arbitrare come hanno riconosciuto giornalisti ed atleti di tutto il mondo dal 1962 ad oggi). Stiamo parlando del famoso attaccante Josè Altafini, bandiera di Milan, Napoli e Juventus dal 1958 al 1976 soprannominato “Mazzola” da giovane per la sua somiglianza con il capitano del grande Torino perito a Superga il 4 maggio 1949 insieme ai suoi compagni di squadra, oggi un 75enne in piena forma. Altafini è stato a Como per partecipare alla presentazione del libro “Passo doppio” del suo amico e collega Luigi Colombo con il quale ha dato voce al mondo del calcio su TeleMonteCarlo dai primi anni ’80 fino a quasi alla fine del decennio successivo. L’occasione è stata ghiotta per parlare di lui di calcio ma anche del Como…ma andiamo con ordine e partiamo dai mondiali di calcio. Nel 2014 il mondiale torna in Brasile 64 anni dopo la “tragedia del Maracanà” ovvero quando l’Uruguay di Ghiggia e Schiaffino sconfisse i verdeoro per 2-1 gettando il Paese sudamericano in una drammatica, quando assurda, depressione…

“Sì. Il mondiale torna in Brasile ed io ho avuto la fortuna di riscattare quella sconfitta otto anni dopo in Svezia laureandomi campione del mondo e giocando insieme a Pelè. Abbiamo dato vita al primo “caffelatte” del Brasile perché gli attaccanti eravamo io bianco e lui nero. Il Brasile ne ha avuti poi tanti altri. Nel 1962 il Brasile decise di non convocare più gli atleti che giocavano all’estero ed io, dopo i mondiali svedesi del 1958, mi ero trasferito al Milan. Quindi fui convocato dall’Italia ma la spedizione fu sfortunata e venimmo eliminati. Insieme a Monti, Orsi e Puskas (Ungheria e Spagna, dove era fuggito in seguito all’invasione sovietica del paese magiaro nel 1956) sono uno dei pochi giocatori che ho preso parte a due mondiali con le maglie di altrettante nazionali diverse. Questo perché dopo il 1962 la FIFA, la Federazione Internazionale, vietò ai giocatori di indossare la maglia di una nuovamnazione se ne avevano già vestita una”.

Lei è stato protagonista di una carriera molto lunga…iniziata nel 1957 e finita nel 1979…

“Sì. Ho iniziato a giocare titolare a 17 anni nel Palmeiras, in Brasile, nel 1957. Dopo i mondiali mi trasferii in Italia, al Milan, dove ho giocato fino al 1966 vincendo scudetti e una coppa dei Campioni”.

Competizione della quale ha mantenuto fino a quest’anno il record di gol segnati…

“Era il 1963. Realizzai 14 gol ma in sole 9 partite. Quest’anno sono stato superato da Cristiano Ronaldo del Real Madrid ma oggi, per vincere la Coppa, si giocano ben 15 incontri. In ogni caso mi sono tolto la soddisfazione di segnare il primo gol nella finale vinta dal Milan a Wembley contro il Benfica”.

Dopo il Milan ecco il Napoli…

“Maglia con la quale era difficile vincere. Di fatto, insieme a Sivori mio compagno di squadra arrivato alle falde del Vesuvio dalla Juventus, abbiamo vinto solo la Coppa delle Alpi ma siamo arrivati due volte secondi”.

Infine la Juventus…

“Dopo tanti anni volevo giocare ancora la Coppa dei Campioni e ci sono riuscito. Nel 1973 siamo arrivati in finale ma l’Ajax si è rivelato più forte. Però ho vinto altri scudetti fino al 1976 quando mi sono trasferito in Svizzera giocando prima a Chiasso e poi a Mendrisio ma risiedendo sempre a Torino”.

E la sua carriera in Italia avrebbe potuto concludersi con la maglia del Como in serie A, vero?

“Su questa vicenda esistono varie versioni ma non è esattamente così. Il Como nel 1975/76 era in serie A e faceva fatica, soprattutto in attacco. Bagnoli, che ad ottobre era allenatore in seconda e che poi in seguito divenne primo allenatore dopo l’esonero del tecnico Beniamino Cancian, era stato compagno di squadra mio e di Capello con la maglia del Milan quindi, insieme a Beltrami, ci telefonò a Torino per chiederci qualche rinforzo. Il Como, infatti, aveva ceduto alla Juventus l’estate precedente nientemeno che Marco Tardelli e quindi i dirigenti bianconeri avevano un debito di riconoscenza. Tutti noi parlammo bene di un giovane attaccante della primavera, un certo Paolo Rossi, che quindi finì al Como. Purtroppo Rossi era giovane ed al Como sarebbe servito più un attaccante “di peso” mentre il futuro Pablito allora era schierato come ala. L’esperienza, quindi, non fu positiva per il Como e per Rossi che però era un campione come dimostrò a Vicenza, nella nazionale ed in seguito con la maglia della Juventus”.

Attaccate le scarpette al chiodo la sua è diventata una delle voci più divertenti del mondo del calcio…

“Grazie a Luigi Colombo ed alla sua invenzione delle telecronache a due nonché per il fatto che TeleMonteCarlo disponeva dei diritti dell’Eurovisione e quindi ci ha permesso di portare nelle case degli italiani grandi eventi e soprattutto di far scoprire al pubblico il calcio estero”.

La sua esuberanza è stata però anche causa di vivaci proteste…

“Eh sì, capito quando per la prima volta utilizzai un termine molto popolare in Sudamerica per indicare un gol particolare e spettacolare ovvero “golaso”. Ebbene durante la trasmissione la regia ricevette diverse chiamate di telespettatori che chiedevano di censurare le parolacce che, secondo loro, stavo dicendo in diretta”.

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Torna il treno per i frontalieri ad Albate Camerlata ma in città la provocazione è chiudere Como San Giovanni

Convoglio Stadler della TILO in sosta ad Albate Camerlata (foto LCL)

Convoglio Stadler della TILO in sosta ad Albate Camerlata (foto LCL)

Torna il treno dei frontalieri ad Albate Camerlata ma a Como c’è addirittura chi consiglia la chiusura al pubblico della stazione di “San Giovanni” in ottica EXPO 2015 visto il degrado in cui versa la struttura. E’ la situazione paradossale che sta vivendo, sul fronte dei trasporti, il capoluogo lombardo all’indomani delle festività pasquali. Continua a leggere

Grandate-Malnate, la memoria corre anche lungo un plastico

DownloaderE’ stata chiusa il 1° agosto 1966 e smantellata negli anni successivi. Il suo sedime, in alcuni dei paesi un tempo attraversati, è diventato spazio urbano dove sono state costruite strade, abitazioni ed anche una scuola. Eppure, parafrasando una frase famosa, la “Grandate-Malnate è sempre più con noi”. Il compito di salvaguardare la memoria storica di questa direttrice delle Ferrovie Nord Milano (l’unica non radiale verso il capoluogo lombardo) nei confronti non solo degli appassionati della materia ferroviaria ma anche verso i bambini e gli studenti, è stato preso particolarmente a cuore dall’associazione “Como in treno”, il sodalizio culturale che riunisce un gruppo di amatori ferromodellisti e appassionati di uno dei mezzi di trasporto che più degli altri ha contribuito allo sviluppo delle zone interessate dalla sua presenza, ovvero il treno. Continua a leggere

In autunno ERSAF provvederà alla completa pulizia dell’alveo del torrente Breggia

BreggiaDopo la recente notizia dell’avvenuto accordo per il transito della pista ciclabile tra Chiasso e Como nell’ambito del tracciato “Via dei pellegrini”, un nuovo progetto accomuna ora i Comuni di Maslianico, Cernobbio e Como. Anche questa volta al centro dell’attenzione il torrente Breggia. Infatti nel prossimo autunno entrerà nel vivo la lunga operazione che porterà alla completa pulizia dell’alveo del corso d’acqua da Maslianico fino alla foce a cura dell’ERSAF, l’ente regionale per i servizi all’agricoltura ed alle foreste. Continua a leggere

La classe Star non è più specialità olimpica. E il lago di Como non è certo felice.

velaLa notizia è arrivata mentre erano in corso le Olimpiadi invernali in quel di Sochi: la classe velica Star è stata esclusa dal programma dei Giochi Olimpici. La più gloriosa e longeva delle classi olimpiche di questa specialità sportiva non sarà quindi più inserita tra le specialità in programma a partire dal prossimo appuntamento in programma a Rivo de Janeiro tra due anni. La decisione definitiva è arrivata dal Comitato Olimpico Internazionale che fermato il tentativo di riportare ai Giochi la Star, classe che in Brasile dopo tutto vanta una importante tradizione che va da Torben Grael a Robert Scheidt. Continua a leggere

Mobilità verde nel comasco verso EXPO 2015: il progetto della Ciclopedonale dei laghi briantei (Alserio, Pusiano e Annone)

progetto-ciclopedonale-laghi-brianteiIn vista dell’appuntamento con EXPO 2015 diversi progetti turistici stanno entrando nel vivo. Abbiamo parlato del progetto di riqualificazione della linea ferroviaria Como-Lecco e del nuovo tragitto della “Via ciclistica dei pellegrini” che dal Canton Ticino raggiungerà il centro di Como non più valicando Monte Olimpino bensì costeggiando le rive del torrente Breggia a Maslianico, Cernobbio per poi entrare nel capoluogo costeggiando il “chilometro della conoscenza” e Villa Olmo. Tra le diverse proposte che potrebbero diventare realtà a breve rientra anche lo studio, presentato dal Rotary Club di Erba, circa la “Ciclopedonale dei laghi briantei (Alserio, Pusiano e Annone)”. Continua a leggere

Dalla Svizzera una scommessa per il trasporto delle merci nel Comasco

Treno merciUna recente statistica elaborata dal Governo cantonale del Ticino evidenzia come un viaggio su otto in automobile finisca dopo solo un chilometro, il 30% dei viaggi non sono più lunghi di tre chilometri e solo il 33% supera i 10 chilometri. Se questi numeri valgono da Chiasso a nord, sicuramente la situazione nel Comasco non è molto differente. Continua a leggere