Diario di Guerra (1915-1918): il cimitero delle navi

nave_colpitaTra il 1915 ed il 1916 si afferma il principio della guerra “totale”. Prima di allora i conflitti armati fra le nazioni erano vicende che impegnavano soltanto principalmente gli eserciti: la gente comune, salvo che avesse la sfortuna di trovarsi o vivere nei luoghi dove si combatteva o in città cinte d’assedio, poteva continuare in genere la propria vita normale. Ma nel momento in cui ci uccideva dal Belgio alla Russia, dal Mare del Nord al Mediterraneo, era in pratica l’intero continente europeo che vedeva in gioco il proprio destino. La popolazione civile non poteva più rimanere estranea. Le conseguenze di questa nuova situazione furono molteplici. In primo luogo le predite immense provocate dagli attacchi frontali, spesso inutili perché la medesima località poteva essere persa e riconquistata più volte, obbligarono i governi a richiamare pressoché tutti gli uomini validi. La durata della guerra, prevista inizialmente in pochi mesi, comportava spese altissime: perciò più tasse, prestiti pubblici, sacrifici per le famiglie, corruzione. Infine si poneva per ciascuno dei contendenti l’esigenza di fiaccare la resistenza fisica ed anche psicologica del nemico, cercando in particolare di affamarlo. Gli inglesi per primi avevano progettato un blocco navale della Germania, fallendo in parte per la scarsa propensione dell’Ammiragliato a cercare scontri aperti in mare, in parte per la forte protezione delle coste tedesche. Poi l’iniziativa passò a Berlino attraverso un mezzo micidiale e fino ad allora scarsamente impiegato, il sommergibile. Continua a leggere

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Diario di guerra (1915-1918) – Gli antefatti, l’attentato di Sarajevo

L'attentato di Sarajevo nella storia ricostruzione grafica di Achille Beltrame per "La Domenica del Corriere"

L’attentato di Sarajevo nella storia ricostruzione grafica di Achille Beltrame per “La Domenica del Corriere”

Sul lungofiume di Sarajevo due orme di piede sul cemento indicano ancora il punto dal quale Gavrilo Princip, giovane irredentista serbo, sparò il 28 giugno 1914 sul principe ereditario d’Austria, Francesco Ferdinando. Quel colpo di pistola, si dice comunemente, fu all’origine della Grande Guerra, anche se le ostilità cominciarono cinque settimane dopo. Ma resta vera un’altra considerazione: in realtà la guerra si preparava da tempo e l’assassinio di Sarajevo non ne fu che un movente occasionale. Per capire le origini del conflitto dobbiamo tornare indietro di un secolo con modi e principi di governo oggi inconcepibili. In Russia lo zar aveva il potere assoluto, in Germania era l’Imperatore che nominava e scacciava i capi di governo, senza controllo del Parlamento; e se in Francia e in Gran Bretagna i diritti costituzionali erano meglio garantiti, ugualmente comandava un ristretto gruppo di potenti. Sovrani e capi di Stato repubblicani andavano insieme alle grandi manovre militari, comperavano cannoni dai medesimi mercanti, si disputavano gli ultimi ritrovati di guerra: il mortaio più micidiale, la mitragliatrice più veloce, ecc. Una società singolare in cui, per esempio, il re d’Inghilterra e l’Imperatore di Germania erano zio e nipote, mentre quest’ultimo scriveva allo Zar dandogli del tu, salvo poi detestarsi per rivalità familiari oppure aggredirsi per orgoglio. In questo mondo che si sta spegnendo, e proprio dalla guerra riceverà il colpo definitivo, dominano due fattori: la sete di potenza e la paura. Quattro i protagonisti: la Germania che mira a controllare l’Europa e ad estendere il suo impero coloniale; la Francia, sconfitta nel 1870 dai tedeschi, che sogna la rivincita; la Russia, che cerca uno sbocco nel Mediterraneo; l’Inghilterra, che un po’ in disparte per la sua posizione insulare, mantiene ugualmente una sua fortissima influenza e non vuole squilibri nei rapporti di forze. Continua a leggere

Storia di Israele e del Sionismo – 08. V) La Guerra di Suez

La guerra del Canale di Suez (1956)

La guerra del Canale di Suez (1956)

Nel 1955 Ben Gurion torna al potere e decide di porre fine allo “stato di tranquillità” attaccando Gaza il 28 febbraio. Gli egiziani, provocati,  organizzano gruppi di volontari della morte, i fedàiyyin, per la guerriglia contro Israele. In più Nasser chiude lo stretto di Tiran, all’imbocco del golfo di Aqaba, unica via del mar Rosso per le navi verso Israele, dirette al porto di Eilat, cittadina lungo gli 11 chilometri di costa conquistati dall’Haganah nel 1947. Ben Gurion capisce così che l’unica soluzione per risolvere questa situazione è la guerra. Continua a leggere

Storia di Israele e del Sionismo – 04

Irgun_poster_Erez_JisraelCAPITOLO II) DAL NAZIONALISMO ALLE NAZIONI (II p.te)

Fu quindi provata una mediazione il cui risultato fu la redazione del Memorandum Churchill, pubblicato il 3 giugno 1922. Nel testo non si indicava affatto che l’intera Palestina dovesse trasformarsi nel focolare ebraico. Inoltre venivano limitate le immigrazioni a seconda della capacità economica del paese di assorbire nuovi arrivati. Si tutelava in più tutta la popolazione araba. Per gli ebrei era il segno del ripudio, sancito anche da parte della Società delle Nazioni, del progetto di dar vita ad un loro Stato. La Francia e la Gran Bretagna non riuscivano a districarsi in questa situazione, oscillando una volta da una parte e successivamente dall’altra, accordando ampie autonomie alle comunità religiose di minoranza, fino a concedere l’indipendenza formale ai paesi sotto la loro tutela, tranne, evidentemente, la Palestina. Questa terra si trovava in una situazione particolare dato il fatto che ogni sforzo per tener conto delle rivendicazioni di un gruppo etnico veniva interpretato dall’altro come una vergognosa collusione col nemico. Continua a leggere

Storia di Israele e del Sionismo – 03

Suddivisione della Palestina e della Transgiordania II) DAL NAZIONALISMO ALLE NAZIONI

Si è detto che la guerra è levatrice di rivoluzioni. Bene, quella del 1914/18, fu anche levatrice di nazioni e permise ai nazionalismi arabo ed ebraico di compiere passi decisivi. Nel 1914 l’Impero ottomano entra in guerra al fianco degli imperi centrali e nel mese di aprile del 1916 Gran Bretagna, Francia e Russia formano un piano di spartizione di gran parte dell’impero stipulando l’accordo segreto denominato Sykes-Picot. Continua a leggere