Rispetto dell’ambiente e cultura del riciclo: in quattro anni recuperate nel comasco 4.104 tonnellate di pneumatici usati

pneusHa suscitato vivace interesse la scorsa settimana la notizia dell’arresto in flagranza di reato di tre giovani ticinesi da parte dei Carabinieri di Como che stavano rubando dei pneumatici da un’autovettura in sosta nei pressi della stazione di Como San Giovanni. Un fatto di cronaca che ha evidenziato non solo come i tre protagonisti non siano nuovi a questa attività ma che ha riportato d’attualità un argomento molto spesso non preso nella dovuta considerazione ovvero l’impatto e le conseguenze che hanno gli pneumatici di gomma nella nostra vita. Elemento insostituibile per ogni veicolo a trazione i copertoni di auto, camion, moto e biciclette rappresentano, infatti, una non trascurabile fonte di inquinamento, se non recuperati, una volta logori. È pur vero che ormai ovunque, nel territorio provinciale, questi possono essere portati alle diverse Piazzole Ecologiche Comunali, se non lasciati agli stessi gommisti in caso di cambio dello pneumatico, ma ancora fanno spesso brutta mostra di sé, soprattutto a brandelli, ai lati delle strade di maggiore percorrenza del territorio nonché lungo l’autostrada A9 anche se, per dovere di cronaca occorre sottolineare come rispetto ad altre zone italiane, nel nostro territorio sia molto raro imbattersi in gomme logore abbandonate ai cigli delle strade. Questo non solo è un comportamento incivile ma è anche pericoloso per la salute di tutti. Si pensi, infatti, alle discussioni ed agli allarmi che vengono lanciati ogni qual volta vengono individuati roghi che interessano anche gli pneumatici. Continua a leggere

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Anche nel lago di Como ci sono le microplastiche?

acquaSarebbe interessante avere dei dati precisi anche per ciò che concerne la presenza di questo fenomeno nel lago di Como nonché, magari, anche negli altri bacini lacustri minori del nostro territorio. Stiamo parlando delle “microplatiche”, ovvero quelle particelle plastiche di diametro compreso tra 0,3 e 5 millimetri la cui presenza in modo considerevole nel Mediterraneo è salita prepotentemente alla ribalta poco più di un mese e mezzo fa in seguito alla pubblicazione dei primi risultati dell’indagine effettuata dalla nave di ricerca scientifica Tara Méditerranée. L’approfondimento eseguito dagli scienziati di questa imbarcazione di studio ha infatti permesso di verificare come, nonostante l’acqua dei nostri mari sia per lo più pulita e limpida, nonché trasparente e con tanto di ottima vista del fondale, sia invece invasa dalla plastica, ovvero da quelle particelle invisibili all’occhio umano che galleggiano nello strato superficiale dell’acqua marina. Secondo i primi dati diramati nel mese di ottobre, infatti, le microplastiche avrebbero raggiunto la preoccupante concentrazione di 250 miliardi di microframmenti. Da questi dati allarmanti è iniziata la curiosità, mista ad una sorta di prima preoccupazione, di conoscere se è presente nonché quali siano i livelli di questo tipo di inquinamento nelle acque dolci interne. La microplastica, infatti, raggiunge i bacini direttamente per lo più come scarto da abrasivi (sabbiature) e cosmetici (come le microsfere di polietilene) ma è stato verificato come anche sacchetti e imballaggi possano sminuzzarsi in minuscole parti mentre non vanno trascurate anche le sostanze schiumogene provenienti da materiali isolanti. Due sono i principali danni imputati alla microplastica: il rilascio di sostanze tossiche dalle stesse particelle e la loro interazione con i piccoli organismi che vivono nelle acque. Continua a leggere

Tutela dell’ambiente e infrastrutture: come è difficile la convivenza

pedemontanaPubblicato su “Il Settimanale della Diocesi di Como” del 16 novembre 2013

Rispetto dell’ambiente e infrastrutture. Un binomio che ha sempre trovato difficoltà nell’essere concretamente applicato. Recenti esempi locali, all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio Regionale, riguardano il cantiere per la realizzazione dell’autostrada Pedemontana tra i Comuni di Lazzate, Cermenate, Bregnano e Lomazzo e quello della linea ferroviaria Arcisate-Stabio. Due storie completamente diverse che sembrano inoltre accomunate da finali diametralmente opposti. Continua a leggere

Arcisate-Stabio, arsenico anche in Ticino

il progettPiccole dosi di arsenico naturale sono state rilevate anche nel terreno di scavo sul versante svizzero dei lavori per la ferrovia Arcisate-Stabio-Mendrisio. Lo ha affermato la Ministra dei trasporti elvetici Doris Leuthard, rispondendo ad una precisa richiesta del parlamentare ticinese Fabio Regazzi. Continua a leggere

La lunga lotta del lago di Lugano contro l’inquinamento

Immaginejavascript:;Pubblicato sul “Settimanale della Diocesi di Como” – nr. 26

Dopo una primavera alquanto “bizzarra”, l’estate sembra essere arrivata a fare capolino alle nostre latitudini e, complice anche la crisi, sta rivalutando le cosiddetti “gite fuori porta” nelle Prealpi e lungo le rive dei nostri laghi che, a cadenza regolare, vengono sottoposti anche ai controlli della Goletta Verde di Legambiente che si affiancano a quelli degli enti preposti. Tra le località maggiormente gettonate vi sono anche i lidi e le località del Canton Ticino. Ma contrariamente ad un vecchio adagio che molto spesso non corrisponde affatto a verità, ovvero che “l’erba (in questo caso la località) del vicino (cioè della Svizzera) è sempre più verde”, a pochi chilometri da noi abbiamo un paziente che non se la passa tanto bene. Continua a leggere