Quella volta che il Como rappresentò ufficialmente l’Italia in Olanda

1950-06-08 La Provincia Como-Utrecht

Da La Provincia dell’8 giugno 1950 la notizia della prima vittoria del Como nei Paesi Bassi 

Al giorno d’oggi le tournee all’estero delle società di calcio non fanno certo più notizia. Eppure non è sempre stato così. Così come il fatto che, sempre nel mondo sportivo moderno, sono (quasi) sempre i club più famosi e facoltosi (Juventus, Inter, Milan ecc.) a confrontarsi con formazioni di altre nazioni, per lo più extraeuropee. La passione sportiva, il confrontarsi con realtà diverse dalla propria, alla base di queste esperienze che sono insite fin dalla diffusione del calcio nel nostro Paese, hanno quindi lasciato spazio per lo più a motivazioni che concernono soprattutto benefici di stampo economico, per lo più in termini di sponsorizzazioni. Qualche decennio fa, come accennato, erano invece motivazioni prettamente sociali che favorivano questi viaggi all’estero. In particolar modo negli anni successi al secondo conflitto mondiale. Tutto questo, nel mese di giugno del 1950, fece sì che il Calcio Como si trovò a rappresentare l’Italia in una tournee prevista in Olanda. Continua a leggere

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Diario di Guerra (1915-1918) – Il conflitto si allarga

BisagnoNell’estate 1914 lo scoppio della guerra aveva colto l’Italia in una posizione singolare e, per molti versi, imbarazzante. Il nostro Paese era legato alla Germania ed all’Austria dalla Triplice Alleanza. Questo patto, deciso dai governi, non era però sentito dalla popolazione e del resto nemmeno a Vienna si era convinti della nostra amicizia. Quando perciò l’Austria attaccò la Serbia, Roma avvertì che considerava la Triplice come un’intesa puramente difensiva e dichiarò la propria neutralità. Alcuni partiti, nazionalisti e borghesi, premevano in realtà perché entrassimo nel conflitto accanto a inglesi e francesi; altri, socialisti in testa, consideravano la guerra come una lotta fra Stati capitalisti ed imperialisti ai cui interessi i lavoratori dovevano rimanere del tutto estranei. I neutralisti però erano divisi. Alcuni pensavano che l’Italia non dovesse in alcun modo farsi coinvolgere; secondo altri, invece, si doveva pazientare in attesa del momento propizio per scendere in campo contro gli austriaci dai quali si voleva la restituzione di Trento e Trieste oltre a basi in Dalmazia. Il nostro governo attendeva una mossa falsa dagli austriaci. Sembrò un buon pretesto lo sbarco compiuto da cinque torpediniere austriache ad Antivari, porto del Montenegro. Erano i primi di marzo del 1915. Il nostro governo prima protestava energicamente con Vienna, poi il 26 aprile firmava il patto di Londra, che ci obbligava ad entrare in conflitto entro un mese a fianco di francesi, inglesi e russi. Quando il 24 maggio l’Italia dichiarò guerra agli ex alleati, all’inizio non ci furono grandi movimenti. Impegnata com’era contro i russi, l’Austria manteneva alla frontiera veneta soltanto divisioni di copertura. Il nostro esercito era però ancor disorganizzato e scarsamente armato. E in luglio, allorché fanti e alpini cominciarono ad avanzare contro le munitissime difese austriache, cominciò un periodo drammatico. Continua a leggere

Un’idea chiamata Europa… L’eredità romana

GiustinianoAnche dopo la calata dei barbari al di qua delle Alpi, l’Impero romano continua sulla carta ad esistere. E’ l’Impero d’Oriente che non ha Roma, Milano o Ravenna come capitale bensì Costantinopoli…Bisanzio. Estende il suo potere in terra africana e soprattutto asiatica, mentre sull’Europa conserva un’influenza molto limitata. Nel VI secolo, quando l’Impero romano d’Oriente raggiunge con Giustiniano il suo massimo splendore, in Occidente, solamente l’Italia, i Balcani, il sud della Spagna appaiono politicamente uniti. L’attuale Francia o la Germania, le grandi pianure slave, sono percorse da tribù di nomadi senza controllo. E’ in questi secoli che comincia a profilarsi un assetto europeo che non sia quello dell’impero romano. I guerrieri nomadi depredano i contadini o li obbligano a pagare duri tributi. Però queste tribù vaganti, come sono venute all’improvviso, così finiscono con l’andarsene; oppure, fondendosi almeno in parte con le popolazioni locali, formano una struttura sociale che resiste nel tempo. Un abbozzo di nazione si avrà solo in seguito, a cominciare dalle grandi comunità germaniche e slave; ma per ogni gruppo che rinuncia alla vita nomade un pezzo d’Europa comincia a prendere forma. Continua a leggere

Diario di Guerra (1915-1918) – L’isolamento della Russia

German General Headquarters, General von Hindenburg, Kaiser Wilhelm, General Ludendorff, January 1917. German Official. (War Dept.) Exact Date Shot Unknown NARA FILE #: 165-GB-1000 WAR & CONFLICT BOOK #: 491

German General Headquarters, General von Hindenburg, Kaiser Wilhelm, General Ludendorff.

Nei primi giorni della guerra i tedeschi riescono a sfondare in Francia, ma ad est debbono rimanere sulla difensiva. Sono i russi che per primi passano all’attacco, occupando alcune zone della Prussia orientale. Sono in numero doppio dei tedeschi i quali affidano il comando a due generali il cui nome è entra nella leggenda, Hindenburg e Ludendorf. Questi capiscono subito che l’esercito dello Zar ha un punto debole: si è spinto troppo avanti, ha scarse comunicazioni con le retrovie e, diviso com’è in due armate, manca di collegamenti anche perché nel mezzo si stendono le paludi dei laghi Masuri. I tedeschi passano all’offensiva il 20 agosto 1914. Il generale russo Samsonov, circondato, vede sfaldarsi i suoi reparti e si uccide. L’altro comandante zarista, Rennenkampf, deve ritirarsi. In mano tedesca sono rimasti 92mila prigionieri. Si pone dunque per gli alleati il problema di aiutare Mosca. L’Ammiragliato inglese non può far giungere rinforzi alla Russia attraverso i mari del nord, dove vigilano i tedeschi; e a sud lo stretto dei Dardanelli che separa il mare Egeo dal mar di Marmara e dal mar Nero, è controllato dai turchi, scesi nel conflitto a fianco della Germania. Londra pensa dapprima ad uno sbarco nei Balcani, al duplice scopo di aiutare la Serbia e alleggerire la pressione degli austro-tedeschi sulla Russia. Abbandonata questa idea si segue quella di un giovane politico nominato da poco Primo Lord dell’Ammiragliato, che diventerà uno degli uomini più famosi del XX secolo, Winston Churchill. Il progetto di Churchill è di forzare con una squadra navale i Dardanelli, mandando truppe d’assalto alleate a presidiarli. Il 25 aprile 1915 sbarcano in terra turca inglesi, francesi, neozelandesi, australiani; ma le teste di ponte non riescono a progredire. Si arriva all’estate senza risultati: nei mesi successivi c’è contrasto a Londra fra chi desidera insistere e chi pensa invece alla ritirata. Londra manda ad ispezionare la zona un generale, Monroe, che si pronuncia immediatamente per lo sgombero. Churchill commenta fra l’ironico e l’amareggiato: “Venne, vide, capitolò”. Alla fine dell’anno la flotta inglese reimbarca tutti. Continua a leggere

Diario di guerra (1915-1918) – Gli antefatti, l’attentato di Sarajevo

L'attentato di Sarajevo nella storia ricostruzione grafica di Achille Beltrame per "La Domenica del Corriere"

L’attentato di Sarajevo nella storia ricostruzione grafica di Achille Beltrame per “La Domenica del Corriere”

Sul lungofiume di Sarajevo due orme di piede sul cemento indicano ancora il punto dal quale Gavrilo Princip, giovane irredentista serbo, sparò il 28 giugno 1914 sul principe ereditario d’Austria, Francesco Ferdinando. Quel colpo di pistola, si dice comunemente, fu all’origine della Grande Guerra, anche se le ostilità cominciarono cinque settimane dopo. Ma resta vera un’altra considerazione: in realtà la guerra si preparava da tempo e l’assassinio di Sarajevo non ne fu che un movente occasionale. Per capire le origini del conflitto dobbiamo tornare indietro di un secolo con modi e principi di governo oggi inconcepibili. In Russia lo zar aveva il potere assoluto, in Germania era l’Imperatore che nominava e scacciava i capi di governo, senza controllo del Parlamento; e se in Francia e in Gran Bretagna i diritti costituzionali erano meglio garantiti, ugualmente comandava un ristretto gruppo di potenti. Sovrani e capi di Stato repubblicani andavano insieme alle grandi manovre militari, comperavano cannoni dai medesimi mercanti, si disputavano gli ultimi ritrovati di guerra: il mortaio più micidiale, la mitragliatrice più veloce, ecc. Una società singolare in cui, per esempio, il re d’Inghilterra e l’Imperatore di Germania erano zio e nipote, mentre quest’ultimo scriveva allo Zar dandogli del tu, salvo poi detestarsi per rivalità familiari oppure aggredirsi per orgoglio. In questo mondo che si sta spegnendo, e proprio dalla guerra riceverà il colpo definitivo, dominano due fattori: la sete di potenza e la paura. Quattro i protagonisti: la Germania che mira a controllare l’Europa e ad estendere il suo impero coloniale; la Francia, sconfitta nel 1870 dai tedeschi, che sogna la rivincita; la Russia, che cerca uno sbocco nel Mediterraneo; l’Inghilterra, che un po’ in disparte per la sua posizione insulare, mantiene ugualmente una sua fortissima influenza e non vuole squilibri nei rapporti di forze. Continua a leggere

Verso i mondiali di hockey 2014…le mie statistiche IIHF dal 2001 al 2013

Logo IIHF oldVenerdì 9 maggio in Bielorussia prenderà il via la 78^ edizione dei campionati del mondo di hockey su ghiaccio di gruppo A. I due gironi nei quali sono suddivise le 16 formazioni partecipanti sono stati decisi in base al ranking IIHF. Ai mondiali A prenderà parte anche l’Italia, promossa lo scorso anno dalla Seconda Divisione. Continua a leggere

Immagini dalla presentazione del pieghevole sui congedi parentali

foto 6Tutte le informazioni utili per usufruire dei congedi parentali esposte in un linguaggio semplice e diretto. La terza edizione del pieghevole “Congedi dei genitori”, promosso da Comune di Maslianico e ACLI Como, con il patrocinio dei Comuni di Cernobbio, Malnate, San Fedele Intelvi, Uggiate Trevano, della Camera di Commercio di Como, di ACLI Lombardia e della Direzione Territoriale del lavoro di Como, è stata presentata quest’oggi nella suggestiva cornice liberty di Villa Bernasconi a Cernobbio. Continua a leggere