Le politiche da attivare per un nuovo sviluppo del traffico combinato

DSC_0524Continuiamo la nostra analisi del “Piano della logistica” del Governo italiano.

L’obiettivo di trasferire una quota di traffico merci dal tutto-strada al combinato va perseguito sulla base di una concreta valutazione del mercato: quello dei traffici di lunga distanza rappresenta l’ambito in cui più realmente è conseguibile un riequilibrio modale. Tale riequilibrio deve poter rappresentare l’occasione non solo per concorrere a ridurre le esternalità negative prodotte dalla crescita della motorizzazione, ma anche per innescare (finalmente) un adeguato processo di riorganizzazione e sviluppo dell’autotrasporto, anch’esso penalizzato dai maggiori costi provocati dalla congestione e dall’inadeguatezza della rete stradale. Continua a leggere

Il “Piano nazionale della logistica” – 4

Treno merciPiù complesso, ma non rinviabile, il discorso sui regimi di sostegno alla domanda di servizi intermodali ferroviari, che presuppongono una committenza più strutturata e presentano rigidità maggiori. L’Italia è tra i pochi Paesi che, sino al recente decreto “ferrobonus”, non ha sostenuto l’intermodalità ferroviaria con incentivi pubblici ai servizi e/o agli investimenti, salvo alcuni provvedimenti di carattere regionale (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Campania, Emilia Romagna). Continua a leggere

Il “Piano nazionale della logistica” – 3

DSC_0524Integrazione modale: intermodalità e co-modalità
Nel nostro Paese la scarsità della risorsa “territorio”, la dispersione produttiva, la forte antropizzazione e la proiezione peninsulare chiusa a nord dalle Alpi e allungata nel cuore del Mediterraneo sono caratteristiche che rendono indispensabile puntare ad una elevata integrazione comodale e intermodale. L’una e l’altra esigono la transizione delle politiche settoriali da un approccio costruito per tipologia di trasporto ad un approccio per mercati, più funzionale
all’individuazione delle priorità di intervento. Continua a leggere

Il “Piano nazionale della logistica” – 2

Le azioni a breve termine

DSC_0524La politica aggressiva da parte di operatori ferroviari stranieri, per la maggior parte imprese incumbent di altri Paesi europei sovvenzionati, richiede un rapporto di reciprocità europeo per consentire all’operatore italiano di definire un quadro chiaro nei rapporti con altri operatori ferroviari europei ed in tal modo mettere a punto un piano industriale per reggere la concorrenza e migliorare la capacità di attrazione di traffici soprattutto sulla lunga distanza. Continua a leggere

Le infrastrutture del futuro in Regione Lombardia: 6) La logistica

Treno merciUn’analisi strutturata della situazione attuale del settore logistico è fornita dal rapporto del 2011. Le infrastrutture portuali rappresentano oggi la via principale di importazione ed esportazione di merci, con il 57% del traffico internazionale in entrata e il 62% del traffico in uscita. Nel complesso, nel 2011 i 260 porti commerciali italiani hanno movimentato circa 478 Milioni di tonnellate di merci. Il traffico merci movimentato dal sistema ferroviario rappresenta circa il 9% della movimentazione interna delle merci, con un tasso di utilizzo della rete di circa 1 Mln di tonnelate-Km/Km (la media europea è 1,7). Caratteristica della movimentazione ferroviaria è la quasi totale assenza di traffico internazionale in transito nel nostro Paese. Continua a leggere