Trenord…proprio un altro mondo

ritardi-trenord-9Riporto un interessante articolo di Paolo Moretti, giornalista molto bravo del quotidiano La Provincia, che descrive come in Lombardia il trasporto ferroviario sia veramente di un’altra dimensione rispetto a quello che accade in altri paesi europei: “Crawly è una piovosa cittadina del Sussex a una cinquantina di chilometri da Londra. Non è che un puntino sulla cartina, eppure ospita più di 100mila abitanti. Tra loro tantissimi pendolari. Diretti quotidianamente verso la City. La distanza in binari e traversine da percorrere è più o meno la stessa che separa la stazione di Como San Giovanni alla fermata dell’Expo, a Rho. Ma se un comasco per coprire una sessantina di chilometri su uno sferragliante vagone impiega un’ora e mezza, il pendolare di Crawly si ritrova sulle rive del Tamigi in poco più di tre quarti d’ora. Stessi chilometri, la metà del tempo. Paese europeo che vai, treno più veloce che trovi. Melun, in Francia, ha molti meno abitanti di Crawly: 40mila circa. Si trova a una quarantina di chilometri da Parigi ed è servito dalla Rer, i treni regionali dell’Île de la Cité. Anche a Melun vivono molti pendolari che, per raggiungere le rive della Senna impiegano una cinquantina di minuti. È un confronto impietoso quello che mette a confronto la vita dei pendolari del resto d’Europa con i passeggeri di Trenord, in particolare con quelli che, per raggiungere Milano, optano per la linea Chiasso-Rho, quella che passa da Como San Giovanni, tanto per intenderci. Detto dei clamorosi ritardi che ogni giorno vengono segnalati sui convogli da e per l’area di Expo (ben 106 nei primi 24 giorni di settembre, anche ieri se ne sono segnalati diversi compresi fra i 6 e i 20 minuti), quel che fa andare su tutte le furie i passeggeri sono anche i tempi di percorrenza. Paragonabili a quelli del secolo scorso. Mediamente il treno S11, il Chiasso-Rho, viaggia a circa 40 chilometri orari. Ovviamente non si tratta della velocità di punta, ma di quella calcolata tenendo conto delle fermate. Una velocità che è la metà dei “cugini” inglesi e francesi. E non è da dire che i treni dei pendolari londinesi o di quelli parigini facciano meno fermate rispetto al convoglio Trenord, che nel tratto tra Como San Giovanni e l’Expo ha complessivamente 15 soste, contro le 13 (tanto per fare un esempio) del treno da Melun a Parigi.
Anche in considerazione di questi dati sulla velocità dei convogli, stupiscono i ritardi accumulati quasi quotidianamente tra il Lario e l’esposizione universale. In almeno una quindicina di occasioni, nel solo mese di settembre, la linea S11 ha totalizzato tempi di percorrenza di due ore, portando la velocità media ad appena 30 chilometri orari. Bisogna andare con la
memoria alla prima metà del Novecento lungo i binari della Tramvia Como-Erba-Lecco, quella che saliva verso Camnago Volta e Solzago, per trovare velocità più basse, 25 km all’ora. Certo, all’epoca non c’era twitter ed eventuali ritardi non venivano comunicati. Ma – per quanto ben fatto il servizio del social team di Trenord – è l’unica consolazione per i pendolari
comaschi“.

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Como San Giovanni in ritardo per l’appuntamento con EXPO?

Como SG (21)Dopo qualche settimana la stazione ferroviaria di Como San Giovanni è tornata ad occupare un posto di primo piano nelle cronache cittadine sempre a causa della lentezza dei lavori di riqualificazione dello scalo. Certo, fa piacere vedere che ci sono i nuovi pannelli luminosi che indicano i treni in transito o in fermata ma occorre segnalare che non si sono ancora conclusi tutti gli interventi previsti per lo scorso anno (dalla sistemazione della pensilina del secondo marciapiede e al rifacimento dell’impianto d’illuminazione, che proseguono solo a rilento). Inoltre manca qualsiasi certezza in merito alle opere preventivate da qui al 2015. Continua a leggere

Disservizi 2012: class action di Altroconsumo contro Trenord ammessa dalla Corte di Appello di Milano

trenord-trenoLa class action di Altroconsumo contro Trenord è stata ammessa dalla Corte d’Appello di Milano. I pendolari lombardi hanno quindi diritto di far valere i loro diritti grazie alla class action promossa da Altroconsumo e chiedere di essere risarciti per i disservizi gravissimi subiti per oltre quindici giorni nel dicembre 2012, quando il sistema di trasporto sui rotaie andò in tilt, con treni cancellati, sovraffollati, corse dirottate, ritardi epocali, trasbordi da un treno all’altro, mancanza di informazioni a effetto valanga su utenti inermi in occasione dell’entrata in “fuzione(!)” del nuovo software che avrebbe dovuto gestire le turnazioni sui diversi convogli regionali. Continua a leggere

Class action Codacons, Alloni: “Regione e Trenord dovevano ascoltarci elargendo un abbonamento gratuito per il mese di gennaio”

trenord-treno“Apprendiamo dell’accoglimento della Corte d’Appello di Milano della Class action nei confronti di Trenord. Aspettiamo di vedere come evolve la vicenda. Ma se allora, nel dicembre di due anni fa, Regione Lombardia e Trenord avessero accolto la nostra proposta di elargire un abbonamento gratuito per il mese di gennaio senza aspettare i tre mesi per la verifica degli indici di affidabilità per il bonus, probabilmente avrebbero stemperato gli animi dei tantissimi pendolari giustamente adirati. Il danno arrecato è stato così grave che Trenord avrebbe dovuto fare ammenda e riconoscere i propri errori attraverso un’ immediata politica risarcitoria. Così non è stato e adesso l’azienda dovrà assumersi le conseguenze delle proprie scelte”.  Lo dichiara il consigliere regionale Agostino Alloni.

Quando l’influenza cancella le corse dei treni

Co-Cant“Sono stati gli stessi pendolari a denunciare la soppressione di alcune corse, in qualche caso dovuta a improvvise scoperture di turno da parte del personale ferroviario, in un periodo in cui l’influenza decima momentaneamente anche le forze lavoro sulla linea ferroviaria Como-Lecco. Con la conseguenza di attendere, ad esempio, un’ora per salire sul convoglio successivo; o di essere costretti a scegliere altri mezzi di trasporto diversi dal treno per ritornare a casa”.  Il quotidiano La Provincia di Como, qualche giorno fa (22 febbraio) in un articolo a firma Christian Galimberti, ha analizzato un fatto sconcertante che sta interessando nuovamente questa nuova linea ferroviaria locale. Continua a leggere

Buone notizie per la stazione Como San Giovanni, gli eurocity fermeranno nel capoluogo lariano

trenordSi è tenuto a Palazzo Lombardia un tavolo tecnico relativo alle modifiche d’orario dei treni da Zurigo a Milano, e viceversa, dal prossimo giugno. All’incontro hanno partecipato i funzionari responsabili del trasporto ferroviario regionale, le società Trenord, Trenitalia e Rfi, i rappresentanti dei comitati pendolari della tratta Milano – Chiasso e i delegati degli enti locali interessati. Rispetto a quanto prospettato negli scorsi mesi, saranno ancora cinque i treni da Zurigo e Lucerna e quattro verso le città svizzere che fermeranno a Como durante la giornata. La stazione lariana non vedrà però la sosta di sette convogli che fermeranno unicamente a Chiasso. Favorita dal nuovo orario sarà al contrario Monza che, acquistando sette fermate EuroCity, diventa di fatto la prima stazione italiana dopo la frontiera. Con il nuovo orario si libereranno slot che permetteranno l’attivazione di cinque nuove corse Tilo (10.50, 16.50, 18.50 da Como verso Sud e 17.10 e 19.10 da Milano verso Nord) per un costo per la Regione di 1,5 milioni di euro all’anno. Continua a leggere

Il progetto di riqualificazione della stazione e della linea FNM di Erba

Stato attuale della stazione di Erba

Stato attuale della stazione di Erba

Trecentonovanta giorni di cantiere per rimettere a nuovo una stazione in cui transitano un milione e trecentomila pendolari all’anno. Al di là delle simulazioni grafiche, delle promesse di Ferrovienord e delle speranze dei pendolari, sono forse i numeri a dare l’immagine più chiara dell’intervento che interessa Erba e tutta la Milano-Asso, rimessa a nuovo in vista dell’Expo 2015. Durante la presentazione a snocciolare i dati sono il presidente di Ferrovienord Carlo Malugani e l’ingegnere Marco Mariani, responsabile dei 14 cantieri aperti sulla linea più antica delle Nord. Continua a leggere