Ecco il fuoco…

FuocoLa prima età dell’uomo fu l’età dell’oro. La terra, dopo la tremenda guerra, era rifiorita. Gli uomini vivevano in pace, non si combattevano, non si insultavano, un’eterna primavera li accarezzava. Dai rami degli alberi pendevano dolcissimi frutti, nei ruscelli scorreva nettare e latte nei fiumi. La terra produceva, senza essere arata, mille cose buone. Gli uomini non avevano invidie né cattiverie, si amavano ed erano giusti. Era l’età dell’oro, e d’oro era il loro cuore. Nessuno sentiva dunque ancora gli effetti del castigo di Zeus, ma Zeus non tollerò a lungo il loro benessere e la loro pace. “Proviamo a dividere l’anno in quattro parti” disse a se stesso e creò le stagioni. Già sapeva le gravi conseguenze che la sua decisione avrebbe provocato. Non più un’eterna primavera: dopo la primavera viene l’estate, il caldo che brucia i raccolti; poi l’autunno che spoglia gli alberi e le piante; infine l’inverno, freddo, cattivo… L’uomo, sbalordito, si guardava intorno cercando riparo, ferito da novità dure che un poco indurivano anche il suo cuore. Non più dunque cibo per tutti e per tutti un rifugio sicuro: per alcuni sì, per altri no. Allora nemmeno più pace e serenità. Era l’età d’argento. Continua a leggere

Un bel dì compare l’uomo…

PrometeoDopo la grande battaglia di Zeus contro i Titani, e le conseguenze dello scontro, il mondo non fu più lo stesso. Il fratello di Atlante, Prometeo, secondo figlio di Giapeto, infatti plasmò un uomo e gli diede così vita. Dopo aver raccolto sulle rive di un fiume una manciata di fango, infatti, iniziò a rigirarla fra le mani. Il fango era malleabile e, quasi fosse un gioco, assumeva forme diverse… Improvvisamente un pensiero balenò nella mente del gigante. Eccitato, raccolse molta altra argilla umida e plasmò una effigie che aveva le sue stesse sembianze, ma con dimensioni più ridotte. Infine soffiò leggermente sulle labbra del piccolo nuovo essere che si animò. La vita fluì in lui.
Nacque così l’uomo, una creatura che in sé serbava l’ambizione del pavone, la timidezza della lepre, la ferocia della tigre, la forza del leone. Ma i suoi occhi, a differenza di quelli degli animali, volgevano. Continua a leggere