Sotto la neve pane…le slide 7

strada di campagnaOccorre poi accennare al fatto che nel nostro territorio la vita dei contadini fu resa ancora più dura dal 1600 a quasi il 1800 ad un particolare fenomeno, quello del contrabbando di granaglie verso l’odierno Canton Ticino. Per scoraggiarlo il Governo spagnolo introdusse una polizia “ad hoc”, i “burlandotti”. Purtroppo però il risultato pratico fu nullo e il contrabbando assunse sempre più le caratteristiche di un vero e proprio sistema malavitoso con banditi e bande che si fronteggiavano per la gestione di questo commercio occulto. E i contadini, se non entravano in affari con le bande stesse, erano sottoposti a taglieggi, violenze fisiche ed anche sequestri a scopo di estorsione. Come in tanti altri campi le forze dell’ordine e la giustizia spagnola si rivelarono inadeguate ed anzi finirono per colpire gli stessi contadini. Impossibilitati ad assicurare la giusta pena ai componenti di queste bande le autorità colpivano con durezza i singoli contadini rei, ad esempio, di aver cacciato di frodo fagiani, pernici o quaglie. Una caccia illegale che talvolta, soprattutto quando c’era carestia, permetteva alle famiglie di sopravvivere.

Con il XIX secolo il predominio nella coltivazione agricola resta caratterizzato dal frumento e del granoturco che, ad esempio secondo alcune rilevazioni datate 1817, arriverà a costituire ben il 46% del raccolto totale. Scarsa l’importanza attribuita alla segale. Ben più importante diventa, col passare del tempo, l’attenzione riservata invece all’attività agricola connessa alla bachicoltura. per la produzione della seta. L’attività, iniziata timidamente nella seconda metà del XV secolo, diventa significativa dopo le riforme settecentesche e l’avvio del processo d industrializzazione moderno. E’ nel XVIII secolo che vengono, per la prima volta censiti con dovizia le piante di moroni, ovvero i gelsi cui segue un progressivo aumento delle piantagioni di queste piante, delle sementi di bachi e della produzione di bozzoli. Già sulla fine del secolo, infatti, viene segnalata in paese la presenza di qualche telaio anche se finalizzato alla lavorazione del lino. Contrariamente a quello che si è indotti a pensare, l’introduzione di questa nuova coltivazione non immediatamente conseguenze positive per i contadini. Infatti la massiccia presenza di questi alberi ridusse la produttività dei terreni quando la quantità di cereali da consegnare al granaio del proprietario del fondo rimase invariata. Inoltre, nei contratti tra coloni contadini e proprietari, iniziarono ad essere messe per iscritto tutta una serie di disposizioni a tutela dei gelsi. Ad esempio nei campi dove era presenti queste piante le pecore potevano essere condotte al pascolo ma solo “alla corda”, ovvero al guinzaglio. Per quantità e qualità di raccolti, pur tenuto conto di oscillazioni stagionali, tutte le località dei territori dei distretti pianeggianti di Appiano e di Tradate nel corso del 1800 saranno caratterizzate da un’attività particolarmente florida almeno fino agli ultimi anni del secolo: nel settembre 1894 si ricordano, infatti, gravi danni provocati dalle cavallette e il maggio successivo ripetuti episodi di gelate notturne distrussero interamente le foglie dei gelsi, compromettendo anche il raccolto dei cereali.

In questo nostro viaggio storico, ormai giunto alla fine, abbiamo quindi visto che la vita quotidiana dei contadini sia sempre stata difficile ed avara di soddisfazioni. Ancora agli inizi del XX secolo, quando l’importanza dell’agricoltura in Lurate e Caccivio era scemata per l’arrivo delle Tessiture Stucchi, per la coltura del frumento e della segale, mancando gli aratri moderni e i concimi chimici, la produttività dei terreni era modesta e si aggirava sui 40 o 50 kg. di prodotto la pertica.

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