La Casa Militare Umberto I: dopo anni di oblio torna a far bella mostra di sé con oltre un secolo di storia e di storie

Casa militareIl prossimo 8 novembre, per decisione del Prefetto di Como, Bruno Corda, tutte le località della Provincia ricorderanno con la cerimonia commemorativa del “IV Novembre” la fine della I guerra mondiale nel corso della tradizionale giornata dedicata alle Forze Armate. Quest’anno l’occasione sarà particolare per quasi tutti i centri, ovviamente non solo del nostro territorio ma di tutta Italia, perché esattamente cento anni fa i militari del Regio Esercito e della Regia Marina erano impegnati nel drammatico conflitto che stava insanguinando tutta l’Europa e che vedeva spegnersi sul Carso e nelle Alpi tridentine le vite di tanti giovani. La celebrazione del IV Novembre 2015 sarà particolare anche per un’istituzione che, dopo anni di oblio, sta cercando di recuperare parte di quell’importanza che aveva fino a qualche decennio fa. Stiamo parlando della Casa Militare Umberto I di Turate, paese della bassa comasca al confine con le province di Varese e Milano, che dal 1898 vede una sua villa settecentesca trasformata per iniziativa di tre ex garibaldini, Amato Amati, Giacinto Bruzzesi e Giuseppe Candiani, in struttura di accoglienza per i reduci di tutte le battaglie e le guerre combattute dall’esercito italiano. Continua a leggere

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Grande guerra, la memoria tramandata ai giovani

PiaveIl Consiglio regionale della Lombardia ha dato il via, ufficialmente, oggi, martedì 18 febbraio 2014, alle commemorazioni per il centenario della Grande guerra. E lo ha fatto approvando a maggioranza la modifica a una precedente legge lombarda del 2008 di promozione e valorizzazione del patrimonio storico del conflitto. “Abbiamo contribuito a mettere nero su bianco ciò che può essere fatto per ricordare quanto accadde in quegli anni e dunque il nostro voto è stato favorevole – commenta il consigliere regionale Luca Gaffuri–. Tuttavia, abbiamo espresso una perplessità che è stata raccolta poi da tutti i gruppi: la posta a bilancio per il recupero dei manufatti dell’epoca presenti in Lombardia, per il restauro dei monumenti, per le eventuali opere di studio e approfondimento e la perpetuazione della memoria, a partire dalle scuole, è veramente risicata. Nonostante siano tempi di crisi, quello che si decide di fare va fatto bene. Ci siamo, perciò, augurati e lo abbiamo chiesto alla stessa assessore Cappellini, che negli anni a venire la Regione incrementi i finanziamenti”. Continua a leggere